
Al centro, il lavoro della membership e del network nazionale per accompagnare edifici e aree urbane verso neutralità climatica, circolarità e resilienza.
di Carlotta Rocci
GBC Italia aggiorna la propria Roadmap e rende più operativo il percorso del settore verso il 2050.
La nuova edizione 2025-2026 della Roadmap per la transizione energetica, climatica e resiliente dell’ambiente costruito integra e amplia obiettivi e azioni della precedente versione, pubblicata nel 2022, e rafforza il ruolo della filiera nella trasformazione di edifici, quartieri e aree urbane.
L’obiettivo dichiarato è mostrare la strada per il raggiungimento della neutralità di edifici e aree urbane attraverso un approccio sistemico. Non si tratta più solo di decarbonizzare: il costruito deve ridurre le emissioni, usare meglio le risorse, integrare materiali e processi a minore impatto, ricorrere a fonti energetiche rinnovabili e decarbonizzate, aumentare la resilienza agli eventi climatici estremi e al rischio sismico e migliorare la qualità della vita di chi lo abita.
La revisione nasce dall’evoluzione delle principali politiche europee e nazionali su decarbonizzazione, circolarità e resilienza, dalla EPBD IV al PNIEC 2024, dalla strategia nazionale per l’economia circolare alla revisione dei CAM Edilizia e al Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici. La Roadmap trae origine dal lavoro avviato nel 2020 nell’ambito di #BuildingLife, iniziativa guidata da WorldGBC e sostenuta da Laudes Foundation e IKEA Foundation. Il cuore del percorso è nel lavoro della community GBC Italia.
La prima edizione era stata costruita attraverso un processo partecipato con 180 rappresentanti della filiera. L’aggiornamento 2024-2025 ha riaperto quel confronto con circa 70 stakeholder e con il medesimo Advisory Board, formato da soci GBC Italia che hanno guidato lo sviluppo del documento e svolto tre round di revisione.
La nuova Roadmap distingue tre aree di azione: decarbonizzazione del costruito per la mitigazione dei cambiamenti climatici, circolarità del costruito come leva di mitigazione e adattamento, qualità e resilienza del costruito per l’adattamento. Per ciascuna area il documento individua obiettivi progressivi, che definiscono il percorso fino al 2050, e obiettivi abilitanti, soprattutto di breve periodo, necessari per renderne possibile l’attuazione.
Decarbonizzare non basta: il nodo è trasformare gli edifici
La prima area della Roadmap affronta il tema della decarbonizzazione del costruito come leva di mitigazione dei cambiamenti climatici. Il percorso indicato da GBC Italia guarda al 2050 con tre obiettivi principali: riqualificare il 50% degli edifici esistenti, decarbonizzare il 100% degli usi energetici degli edifici e il 100% degli interventi di nuova costruzione e ristrutturazione importante. Per il patrimonio esistente, la traiettoria assume un ritmo di riqualificazione del 2% all’anno e parte dagli immobili più energivori, con l’obiettivo di portare le riqualificazioni almeno alla classe C: 10% del patrimonio entro il 2030, 30% entro il 2040 e 50% entro il 2050. Per le nuove costruzioni e le ristrutturazioni importanti l’indirizzo è verso edifici ZEB, con target progressivi di riduzione delle emissioni al 2030, 2040 e 2050. Il fabbisogno energetico residuo dovrà essere coperto da rinnovabili, elettrificazione, fonti termiche decarbonizzate e progressivo abbandono delle fonti fossili: 55% di decarbonizzazione degli usi energetici finali al 2030, 75% al 2040 e 100% al 2050. A sostenere questa traiettoria ci sono strumenti abilitanti come il passaporto nazionale di ristrutturazione, il fascicolo digitale del fabbricato, lo Smart Readiness Indicator, i sistemi BACS e BEMS, la diffusione delle comunità energetiche e la decarbonizzazione delle reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento.
La circolarità entra nel progetto degli edifici
La seconda area sposta il baricentro dalla sola prestazione energetica al modo in cui edifici, materiali e componenti vengono progettati, usati e recuperati. Il punto di partenza è la necessità di una definizione nazionale di edificio circolare, allineata alla Strategia nazionale per l’economia circolare e al quadro europeo Level(s), capace di orientare le politiche per l’edilizia circolare, inclusi i CAM Edilizia e il green public procurement. La Roadmap propone un percorso che porti entro il 2050 all’applicazione dei principi e dei requisiti di circolarità in tutti gli interventi edilizi, pubblici e privati, al recupero, riciclo o riuso del 100% dei rifiuti da costruzione e demolizione non pericolosi e alla produzione di materiali e componenti circolari per edificio e impianto. La progressione parte dagli interventi su edifici per il commercio e il terziario entro il 2030, prosegue con gli edifici residenziali multifamiliari entro il 2040 e arriva a tutti gli interventi edilizi entro il 2050. Tra gli obiettivi abilitanti rientrano l’avvio di filiere e centri pilota per la raccolta, il riciclo e il riuso dei materiali da decostruzione, l’implementazione del passaporto digitale dei prodotti da costruzione e il completamento del quadro normativo nazionale sul fine vita dei principali prodotti e componenti edilizi.
La resilienza si misura nei territori, nelle città e nelle comunità
La terza area guarda all’adattamento ai cambiamenti climatici dalla scala territoriale a quella dell’edificio. Qui la Roadmap indica un percorso che al 2050 dovrà portare all’aggiornamento della programmazione locale con piani d’azione per l’adattamento, all’integrazione di infrastrutture verdi, blu e tecnologiche negli sviluppi urbani nuovi o rigenerati e nelle aree esposte a rischio climatico o di altro tipo, e all’adozione di soluzioni tecnologiche negli edifici di nuova costruzione o sottoposti a riqualificazione importante. La progressione parte dalle aree urbane che coinvolgono più di 10mila persone al giorno o presentano un rischio elevato entro il 2030, passa alle aree sopra le mille persone o a rischio intermedio entro il 2040 e arriva poi a tutte le aree urbane. Sugli edifici, il percorso dà priorità a commercio e terziario, poi agli edifici residenziali multifamiliari, fino a includere tutti i nuovi edifici e quelli sottoposti a riqualificazione importante. Il tema della resilienza non è solo tecnico. La Roadmap dedica infatti un focus alla creazione e al mantenimento di reti sociali per coinvolgere e proteggere i soggetti più vulnerabili, perché la resilienza riguarda anche la capacità delle comunità di prepararsi agli impatti dei cambiamenti climatici e di reagire agli eventi estremi.
La filiera chiamata all’azione
La Roadmap chiama la filiera all’azione. Gli stakeholder sono suddivisi per categorie, dalle pubbliche amministrazioni alla finanza, dagli sviluppatori ai produttori, dai servizi energetici ai professionisti, imprese e consulenti, con azioni specifiche e una base comune che riguarda formazione, competenze tecniche, trasparenza, reporting, coinvolgimento dei cittadini e valutazione dei rischi climatici e sociali. È significativo il ruolo dei 31 Ambassador della Roadmap italiana, chiamati a prestare volto e voce agli obiettivi del documento e a dimostrare, attraverso le azioni intraprese nel proprio business, come ogni attore della filiera possa contribuire a decarbonizzazione, circolarità e resilienza.
GBC Italia ha poi lanciato una Campagna di Commitment e una Campagna di Endorsement attraverso cui gli stakeholder possono dichiarare la propria traiettoria di decarbonizzazione, aggiornando di anno in anno i progressi fatti. La Campagna di Endorsement, aperta a soci e non soci, permette invece a tutti i soggetti della filiera edilizia nazionale di assumere un impegno volontario selezionando azioni coerenti con il proprio percorso. La visione finale è quella di un ambiente costruito totalmente decarbonizzato, circolare, inclusivo, salubre e resiliente, in cui ogni cittadino vive e partecipa a una maggiore qualità della vita. È il punto di arrivo della Roadmap e, insieme, il senso del metodo scelto da GBC Italia: trasformare una strategia climatica in un lavoro collettivo, misurabile e condiviso.
World GBC ha presentato il documento di sintesi sul livello di readiness dei diversi paesi che hanno prodotto una Roadmap #BuildingLife
