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Fabrizio Capaccioli confermato alla Presidenza di GBC Italia per il triennio 2026-2029
23 Giugno 2026

Fabrizio Capaccioli è stato riconfermato Presidente di Green Building Council Italia con il parere unanime dei Consiglieri, per il triennio 2026-2029

 

La nomina è avvenuta nel corso della prima riunione del nuovo Consiglio di Indirizzo, eletto dall’Assemblea dei Soci e chiamato a guidare l’associazione in una fase particolarmente rilevante per il futuro dell’edilizia sostenibile in Italia.

Il rinnovo degli organi associativi arriva  infatti in un momento di profonda trasformazione per il settore delle costruzioni. L’attuazione della Direttiva EPBD IV, il confronto sul Piano Casa, l’evoluzione dei criteri ESG e della tassonomia europea, insieme alla crescente attenzione verso salute, qualità dell’abitare e accessibilità, confermano il ruolo sempre più centrale dell’ambiente costruito nelle politiche di transizione ecologica.

Si apre dunque una nuova fase di lavoro, in continuità con il percorso avviato negli ultimi anni e con il recente aggiornamento dello Statuto, pensato per rendere l’associazione più solida, aperta e capace di rispondere alle trasformazioni della filiera. La sfida del prossimo triennio sarà tradurre gli obiettivi di sostenibilità in strumenti operativi, misurabili e utilizzabili su scala più ampia, non solo nei grandi interventi immobiliari ma anche nei territori, nei piccoli comuni, nelle amministrazioni locali e nelle comunità che più hanno bisogno di accompagnamento tecnico.

Al centro del nuovo mandato ci saranno il patrimonio edilizio esistente, la diffusione dei protocolli, la qualità delle performance ambientali, il rapporto con il mondo della finanza e delle assicurazioni, la valorizzazione dei dati e il rafforzamento dei gruppi di lavoro e dei presìdi territoriali. Temi che definiscono l’agenda della nuova consigliatura e che abbiamo approfondito con lo stesso Presidente, Capaccioli, per comprendere più da vicino la visione e le priorità che accompagneranno GBC Italia nel triennio 2026-2029.

 

L’insediamento del nuovo Consiglio di Indirizzo segna un passaggio importante nella vita associativa di GBC Italia. Quale visione dovrà accompagnare questa nuova fase?

Capaccioli: La nuova consigliatura si insedia in una fase profondamente diversa rispetto a quella di tre anni fa. Oggi la sostenibilità non può più essere considerata un tema specialistico o una scelta volontaria riservata soltanto agli operatori che hanno maggiori capacità economiche per perseguirla.

La visione che dovrà accompagnare GBC Italia nel triennio 2026-2029 è quella di rendere l’associazione una vera infrastruttura nazionale della sostenibilità dell’ambiente costruito. Non solo una realtà che promuove cultura, protocolli e certificazioni, ma un punto di riferimento stabile per istituzioni, imprese, professionisti, sistema finanziario e territori.

In questi anni è emerso con sempre maggiore chiarezza che la sostenibilità non riguarda esclusivamente gli edifici. Riguarda la salute, l’inclusione sociale, l’accessibilità, la competitività e il futuro delle comunità. Il prossimo passo sarà trasformare questa consapevolezza in un sistema stabile, capace di generare valore per il Paese.

 

Quali saranno i primi temi su cui il nuovo organismo sarà chiamato a lavorare e quali le sfide più urgenti per portare la sostenibilità dell’edilizia da principio condiviso a pratica misurabile e diffusa?

Capaccioli: La sfida più urgente riguarda il patrimonio edilizio esistente. La transizione non si giocherà principalmente sugli edifici di nuova costruzione, ma sulla capacità di riqualificare milioni di metri quadrati già presenti nelle città e nei territori. In questo senso il Piano Casa e la Direttiva EPBD rappresentano una straordinaria occasione di trasformazione del Paese.

I primi temi di lavoro saranno quattro. Il primo riguarda la democratizzazione della sostenibilità, per rendere i protocolli sempre più accessibili e diffusi, affinché possano essere utilizzati non solo nei grandi interventi immobiliari ma anche nei piccoli comuni, che oggi hanno maggiormente bisogno di strumenti concreti per affrontare la transizione.

Il secondo tema è l’integrazione tra sostenibilità ambientale, salute delle persone, qualità del lavoro e governance. Questi aspetti non possono più essere affrontati separatamente, perché servono approcci capaci di misurare l’impatto complessivo dell’ambiente costruito.

Il terzo riguarda il rapporto con il mondo della finanza e delle assicurazioni. La qualità e la sostenibilità degli edifici devono diventare parametri riconosciuti nei modelli di valutazione del rischio e nelle decisioni di investimento, perché ciò che è misurabile diventa più facilmente finanziabile.

Infine, c’è il tema dei dati. La capacità di misurare in modo trasparente le performance degli edifici sarà decisiva per orientare le politiche pubbliche, gli investimenti e le scelte di mercato.

 

GBC Italia riunisce competenze diverse ma complementari della filiera, dal mondo tecnico e professionale alle imprese, dalla ricerca alla pubblica amministrazione. Come si intende valorizzare questa pluralità e tradurla in un contributo sempre più riconoscibile per il mercato e per le istituzioni?

Capaccioli: La pluralità rappresenta la principale forza di GBC Italia. L’associazione è uno dei pochi luoghi in cui siedono allo stesso tavolo progettisti, imprese, produttori, università, enti pubblici, investitori e operatori del settore finanziario.

La sfida del prossimo triennio sarà trasformare questa ricchezza di competenze in una capacità ancora maggiore di incidere sui processi decisionali del Paese. Per farlo sarà importante rafforzare il ruolo dei gruppi di lavoro, valorizzare il contributo dei soci, consolidare i presìdi territoriali e creare occasioni sempre più strutturate di confronto e collaborazione.

In questi anni GBC Italia ha dimostrato che il dialogo è più efficace della contrapposizione. È grazie a questo approccio che le istanze della sostenibilità dell’ambiente costruito sono entrate nei tavoli istituzionali, nelle audizioni parlamentari e nel confronto con chi governa il Paese.

La sostenibilità dell’ambiente costruito è una sfida troppo complessa per essere affrontata da una sola categoria. Proprio per questo il valore di GBC Italia risiede nella capacità di unire competenze diverse attorno a una visione comune. È da questa alleanza che può nascere il contributo più importante da offrire ai cittadini nei prossimi anni.