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Case green, Capaccioli a ReStart
24 Aprile 2026

“La transizione deve essere sostenibile anche per le famiglie”

 

Quello che si è tenuto oggi, venerdì 24 aprile, all’interno della trasmissione ReStart di Rai 3 è stato un confronto su uno dei temi più rilevanti per il futuro dell’abitare, la transizione verso case più efficienti, sostenibili e capaci di rispondere alle sfide energetiche e climatiche del nostro tempo. Nel corso della puntata è intervenuto il Presidente di GBC Italia, Capaccioli, portando il punto di vista dell’Associazione sul valore economico, sociale e ambientale degli interventi di efficientamento.

La sua voce ha riportato il confronto su un punto centrale. La casa green non può essere letta soltanto attraverso la lente del costo iniziale, perché l’efficientamento di un immobile incide direttamente sulla qualità dell’abitare, sui consumi, sul valore patrimoniale della casa e sulla capacità delle famiglie di affrontare una stagione energetica sempre più complessa. Investire oggi sulla propria abitazione significa intervenire su quello che, per moltissimi italiani, resta il bene primario per eccellenza. Un impegno importante, stimato nell’ordine dei 40-50 mila euro, può generare un ritorno nell’arco di 8-10 anni, non solo attraverso il risparmio in bolletta, ma anche grazie all’aumento del valore dell’immobile. Al contrario, rinviare questo percorso rischia di produrre una progressiva perdita di competitività e valore del patrimonio edilizio esistente.

È una prospettiva che si inserisce in un quadro più ampio, nel quale l’Italia non parte da zero. Come ha ricordato Capaccioli, il nostro Paese è tra le realtà che hanno saputo investire in modo significativo sull’edilizia sostenibile, fino a risultare l’unico Paese europeo presente nella Top 10 mondiale USGBC 2024 per numero di edifici LEED. Un posizionamento sostenuto da 174 progetti e da una superficie complessiva di oltre 2,1 milioni di metri quadrati. A questi numeri si affianca il patrimonio complessivo dei protocolli promossi da GBC Italia, che conta oltre 2.300 progetti tra registrati e certificati, per una superficie complessiva di 31,6 milioni di metri quadrati. Un insieme di esperienze che racconta una capacità tecnica già presente nel Paese e che può contribuire in modo decisivo agli obiettivi indicati dalla direttiva europea EPBD IV.

Perché questa transizione possa diventare davvero praticabile, resta però essenziale il tema dell’accessibilità economica. L’Associaizone ritiene fermametne che il percorso verso la casa green non può essere lasciato interamente sulle spalle dei cittadini. Servono strumenti pubblici, risorse europee e nazionali, politiche di accompagnamento e un quadro stabile che consenta a famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni di programmare gli interventi con maggiore certezza. L’efficientamento degli edifici, quindi, non riguarda solo il singolo appartamento. È parte di una trasformazione che coinvolge quartieri, città, consumi energetici, uso delle risorse e qualità degli spazi urbani. Parlare di case green significa parlare di un ambiente costruito più sostenibile, più efficiente e più resiliente, capace di generare benefici misurabili per chi abita gli edifici e per l’intero sistema Paese.

Di seguito, un estratto dell’intervento del Presidente Capaccioli a ReStart