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GBC Italia a REbuild 2026
20 Aprile 2026

A Riva del Garda per portare al centro una nuova idea di abitare

 

Gli ultimi anni hanno ridefinito la concezione del termine “abitare”, oggi non più soltanto una questione immobiliare bensì uno snodo che riguarda accessibilità, rigenerazione urbana, qualità della vita e competitività dei territori. È esattamente in questo cambio di prospettiva che si colloca REbuild 2026, in programma il 12 e 13 maggio al Centro Congressi di Riva del Garda, appuntamento che quest’anno sceglie come filo conduttore “Housing Remix. Nuove soluzioni per l’abitare”, uno slogan che è anche un invito a cambiare prospettiva, a ricombinare strumenti e a ripensare insieme il modo in cui costruiamo e il modo in cui viviamo.

Riconosciamo l’importanza di presidiare un confronto che, anno dopo anno, si è ritagliato uno spazio preciso nel confronto nazionale sull’ambiente costruito e che riguarda da vicino il suo futuro, quello  dei materiali che utilizziamo, la qualità degli edifici che realizziamo, il loro impatto nel tempo, sulle persone e sui territori, così come l’importanza di ragionare in termini di ciclo di vita e non solo di prestazione immediata. Lo facciamo attraverso il patrocinio dell’Associazione, ma anche con una presenza diretta nel dibattito sul costruito grazie alla partecipazione del direttore Marco Caffi. Il suo contributo è in programma:

Martedì 12 maggio alle ore 14.00, in Sala VELA A, all’interno della sessione “Materiali, tecnologie e ciclo di vita: durabilità e riciclo come nuovi paradigmi del costruire” che porterà al centro del confronto un punto imprescindibile per una corretta idea di sostenibilità: la durabilità non è un tema accessorio, ma un valore strategico se si vuole parlare seriamente di circolarità. Progettare un edificio pensando già alla sua manutenzione, alla possibilità di adattarlo nel tempo, di smontarlo e di riutilizzarne le parti significa superare la logica del solo costo iniziale e guardare all’intero ciclo di vita dell’opera. È su questo terreno che si muoverà la discussione, mettendo in relazione tecnologie costruttive, innovazione sui materiali ed esperienze applicative, con uno sguardo orientato al lungo periodo. Accanto a Caffi interverranno anche Maria Luisa Zerilli (Domodry), Cristina Ceresa (Edizione Greenplanner / Il Sole 24 Ore), Raimondo Da Col (Waugh Thistleton Architects) e Patrizia Bernardi (Università di Parma).

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Un’opportunità concreta per prendere parte a due giornate ad alto contenuto tecnico e relazionale, rafforzando il legame con una community che lavora per accelerare la transizione del comparto verso un ambiente costruito più sostenibile, sano e performante.

 

Un confronto che negli anni si è imposto nel settore

REbuild arriva al 2026 dopo un percorso avviato nel 2012, un viaggio che contribuisce a spiegare come mai oggi venga guardato come uno dei momenti più riconoscibili del confronto italiano sull’innovazione dell’ambiente costruito. Nel tempo, l’evento ha infatti accompagnato l’evoluzione del settore senza limitarsi a registrarla: dalla riqualificazione del patrimonio esistente alla decarbonizzazione, dall’efficienza dei processi all’edilizia off-site, fino ai temi dell’industrializzazione delle costruzioni e del city making. L’edizione 2026 si inserisce in questo percorso con un’impostazione ancora più netta, riassunta dal tema “Housing Remix”, che invita a ripensare l’abitare come motore di innovazione sociale, ambientale ed economica. Non a caso, il programma mette al centro esperienze di retrofit profondo, industrializzazione off-site, digitalizzazione dei processi e nuove politiche pubbliche, con l’obiettivo dichiarato di ridurre il consumo di suolo, creare valore per i territori e rendere il settore delle costruzioni più competitivo.

In parallelo, REbuild lega questa edizione anche al Manifesto per il futuro delle costruzioni, presentato come una roadmap operativa nata dal confronto tra i protagonisti del real estate. Su questo sfondo tornano a incontrarsi filiere, imprese, progettazione, università e finanza di settore, dentro un confronto che prova a tenere insieme interessi diversi e una direzione comune, e che proprio nei numeri dell’edizione 2026 restituisce con chiarezza la propria dimensione: oltre 80 relatori, più di 20 conferenze e workshop, oltre 40 partner e più di 600 partecipanti.

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