
Mitigazione, adattamento e circolarità diventano metriche concrete per progettare, certificare e valorizzare gli edifici
di Carlotta Rocci
La tassonomia europea non si limita a definire cosa sia “verde”, ma stabilisce quando un’attività edilizia può essere considerata sostenibile, sulla base di criteri tecnici verificabili, del rispetto delle garanzie sociali minime stabilite a livello internazionale e del principio DNSH, cioè l’obbligo di non arrecare danni significativi agli altri obiettivi ambientali. La normativa traduce questi requisiti in parametri misurabili per le diverse attività del comparto immobiliare. I regolamenti delegati individuano tre contributi sostanziali, particolarmente rilevanti per il settore: la mitigazione del cambiamento climatico, l’adattamento al cambiamento climatico e la transizione verso un’economia circolare. Tutti incidono direttamente sul ciclo di vita degli edifici e sulla capacità degli asset di mantenere valore nel tempo.
Un linguaggio comune per orientare gli investimenti
Come sottolineato dal Regolamento (UE) 2020/852, la Tassonomia nasce con l’obiettivo di riorientare i flussi di capitali verso investimenti realmente sostenibili e affrontare le preoccupazioni legate al greenwashing. In questo senso introduce un linguaggio comune che riduce la frammentazione del mercato, facilita la comparabilità transfrontaliera e integra la sostenibilità nelle decisioni di finanziamento. GBC Italia considera l’adeguamento a questi requisiti un passaggio strategico e supporta il mercato con servizi di verifica dedicati alle attività edilizie più rilevanti per gli investimenti, come la costruzione di nuovi edifici, la ristrutturazione di quelli esistenti e l’acquisizione e proprietà di immobili, oltre che attraverso programmi di formazione e aggiornamento rivolti ai professionisti del settore. Adeguarsi consente agli investitori di accedere a strumenti di finanza agevolata, attrarre capitali e proteggere il valore patrimoniale nel lungo periodo.
Mitigazione del cambiamento climatico
La mitigazione del cambiamento climatico riguarda la riduzione delle emissioni lungo l’intero ciclo di vita di un edificio, dalla produzione dei materiali alla gestione operativa fino alla fine vita. Non è più sufficiente considerare la sola efficienza energetica: assume un ruolo centrale il carbonio incorporato, legato alla produzione e al trasporto dei materiali, che orienta le scelte progettuali verso soluzioni a minore impatto.
La Tassonomia traduce questo approccio in requisiti tecnici precisi. Per i grandi edifici richiede il calcolo del Potenziale di Riscaldamento Globale sull’intero ciclo di vita. Per le nuove costruzioni impone una prestazione energetica superiore di almeno il 10% rispetto allo standard NZEB nazionale. Per le ristrutturazioni richiede una riduzione della domanda di energia primaria di almeno il 30% o il rispetto dei requisiti di ristrutturazione importante. Nel caso di acquisizione e proprietà, gli immobili sono distinti in base alla data del titolo edilizio: quelli con richiesta precedente al 31 dicembre 2020 devono appartenere alla classe energetica A o rientrare nel miglior 15% del patrimonio edilizio nazionale, mentre per quelli successivi si applica lo stesso requisito previsto per le nuove costruzioni. Per i grandi edifici non residenziali è inoltre richiesto un sistema di gestione dell’energia per monitorare le prestazioni.
Adattamento al cambiamento climatico
L’adattamento al cambiamento climatico introduce una prospettiva complementare, ma altrettanto urgente. Gli edifici devono essere in grado di mantenere prestazioni e funzionalità anche in presenza di eventi estremi, come ondate di calore o precipitazioni intense, sempre più frequenti. Per questo diventa obbligatoria una valutazione strutturata del rischio climatico e della vulnerabilità, basata su proiezioni future, che consenta di individuare e implementare misure di adattamento adeguate. La resilienza diventa così un indicatore di durabilità, capace di ridurre il rischio di obsolescenza anticipata e di tutelare il valore dell’immobile, evitando interventi correttivi successivi ad alto impatto economico e ambientale.
Transizione verso l’economia circolare
La transizione verso l’economia circolare completa questo quadro e si applica in modo particolare alle fasi di costruzione e ristrutturazione. La Tassonomia richiede un’attenzione specifica alla durabilità dei componenti e alla riduzione dei rifiuti, introducendo tra i requisiti il recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione, con l’obiettivo di avviare al riutilizzo o al riciclo almeno il 70% in peso dei materiali generati. Anche in questo ambito, il calcolo del Potenziale di Riscaldamento Globale diventa uno strumento per orientare le scelte verso materiali più durevoli e a minore impatto. L’attenzione si estende inoltre alle tecniche costruttive che favoriscono la disassemblabilità e l’adattabilità degli edifici nel tempo. La gestione efficiente delle risorse diventa quindi un indicatore della solidità dell’investimento, perché contribuisce a ottimizzare le prestazioni lungo l’intero ciclo di vita dell’immobile.
Implicazioni per il settore delle costruzioni
Questi tre contributi convergono su un obiettivo comune: rendere misurabili le prestazioni ambientali degli edifici e integrarle nei processi decisionali del settore. In questo scenario, i protocolli di sostenibilità promossi da GBC Italia rappresentano uno strumento operativo per tradurre i criteri europei in requisiti verificabili, basati su indicatori di prestazione e su una valutazione complessiva del ciclo di vita. Dimostrare la conformità rappresenta anche un vantaggio competitivo, perché consente di anticipare le richieste di rendicontazione previste dalle direttive europee e favorisce una maggiore trasparenza nel dialogo tra progettazione, certificazione e finanza sostenibile.
Per il settore immobiliare, la Tassonomia non è solo un quadro normativo da rispettare, ma un riferimento operativo che incide sulla qualità, sulla durabilità e sulla capacità degli edifici di mantenere valore, in un mercato in cui prestazioni ambientali e affidabilità finanziaria sono sempre più strettamente connesse.