
Care Socie, cari Soci,
Non stiamo certificando edifici. Stiamo certificando scelte.
Scelte che riguardano il modo in cui progettiamo, investiamo, rigeneriamo e abitiamo il nostro Paese. Scelte che trasformano la sostenibilità da obiettivo dichiarato a criterio di decisione. È questo il passaggio che GBC Italia ha compiuto nel 2025. Non un anno da raccontare, ma un punto di svolta che ha cambiato la nostra traiettoria. Per lungo tempo la sostenibilità è stata percepita come una questione tecnica. Oggi sappiamo che non è così. È una scelta culturale, economica e istituzionale. È una responsabilità misurabile, che incide sulla qualità della vita delle persone, sulla resilienza dei territori, sulla credibilità degli investimenti e sulla competitività del sistema Paese.
In questo contesto, il ruolo di GBC Italia è cambiato. Senza rinnegare la propria missione originaria, l’Associazione ha progressivamente assunto una funzione più ampia: essere una piattaforma nazionale sulla sostenibilità dell’ambiente costruito, capace di tenere insieme standard internazionali, specificità italiane, politiche pubbliche e finanza sostenibile.
L’Italia non è un caso semplice. È un Paese complesso, stratificato, fragile e straordinariamente ricco di patrimonio. Proprio per questo rappresenta il banco di prova più avanzato per la transizione. Qui la sostenibilità non può essere una scorciatoia: deve funzionare dentro la complessità. Se funziona qui, funziona ovunque. Ed è per questo che oggi l’Italia non è più soltanto un Paese che applica modelli globali, ma un laboratorio riconosciuto in cui quei modelli vengono messi alla prova, adattati e migliorati.
Il 2025 ha segnato il momento in cui questa credibilità è diventata evidente anche all’esterno. La crescita dei progetti certificati, il riconoscimento internazionale dei protocolli italiani, il ruolo assunto nei contesti istituzionali e l’arrivo in Italia di un evento globale come CIRCLE non sono episodi isolati. Sono il segno di una maturità raggiunta: oggi GBC Italia è considerata un interlocutore autorevole, non solo un soggetto tecnico.
Ma non stiamo certificando edifici, perché il futuro non si gioca solo nei cantieri. Il futuro si decide molto prima: nei processi che guidano le scelte, nelle regole che orientano gli investimenti, negli strumenti che trasformano la sostenibilità da intenzione a criterio verificabile. Si decide nella capacità di rendere misurabile ciò che conta davvero: la riduzione del rischio, la qualità nel tempo, il valore per le persone, per i territori e per il capitale che li sostiene. È qui che la sostenibilità smette di essere un racconto e diventa una garanzia.
È in questo spazio, delicato e decisivo, tra progetto, decisione e investimento, che GBC Italia ha scelto di muoversi con maggiore determinazione. Uno spazio in cui la sostenibilità non è più un principio astratto, ma un criterio operativo che orienta scelte concrete. Qui abbiamo lavorato per costruire connessioni solide tra edilizia, finanza e politiche europee, consapevoli che nessuna transizione è possibile se questi mondi continuano a procedere separati. Abbiamo messo a disposizione strumenti credibili per chi progetta, per chi amministra, per chi investe, rendendo possibile un linguaggio comune fondato su dati, responsabilità e visione di lungo periodo. Perché solo quando questi ambiti dialogano tra loro la sostenibilità smette di essere un esercizio volontaristico e diventa una leva reale di trasformazione economica, sociale e ambientale.
Accanto agli strumenti, resta centrale la dimensione delle persone. Nessuna transizione è possibile senza competenze adeguate. Per questo la formazione non è un’attività accessoria, ma una delle infrastrutture fondamentali del cambiamento. Formare professionisti capaci di integrare progetto, dati, impatto, comunità e visione significa investire nella qualità delle decisioni future, non solo nella qualità degli edifici.
Crescere significa anche assumersi la responsabilità di governare la complessità. La revisione dello Statuto e il rafforzamento della governance rispondono a questa esigenza: dotare GBC Italia di regole all’altezza del ruolo che oggi ricopre, garantendo trasparenza, continuità e capacità di visione nel tempo. Non si può esercitare una leadership nuova con strumenti del passato.
Il 2026 non sarà l’anno delle celebrazioni. Sarà l’anno del consolidamento. L’anno in cui rendere strutturali le scelte fatte, rafforzare la comunità, completare l’evoluzione dei protocolli, sostenere la pubblica amministrazione nella transizione e continuare a dialogare con la finanza con strumenti credibili. Un lavoro meno visibile, ma decisivo.
Concludo con un sincero sentimento di riconoscenza allo staff e a ciascuno di voi, per aver reso possibile tutto questo. Nulla di quanto abbiamo costruito sarebbe stato possibile senza il lavoro quotidiano, la competenza e la passione di questa comunità.
Ora è il momento di serrare i ranghi. Perché ciò che serve, oggi più che mai, è coraggio.
Il coraggio di scegliere di proseguire sulla strada tracciata, anche quando è più complessa. Il coraggio di assumersi responsabilità, di prendere decisioni che guardano lontano, di non arretrare quando la sostenibilità smette di essere comoda.
Abbiate il coraggio di essere sostenibilità, non solo di raccontarla. Di praticarla nelle scelte quotidiane, nei progetti, nei processi decisionali. Di difenderla quando è scomoda, di renderla concreta quando richiede rigore, di portarla avanti con la determinazione di chi sa che c’è ancora molto da fare e con la tenacia di chi sa di avere tutte le competenze per farlo.
A ciascuno di voi, alle vostre famiglie e alle vostre comunità, i miei auguri più sinceri di buon Natale e felice anno nuovo, ripartiamo nel 2026 con la forza della nostra rete e la chiarezza della nostra missione.
Questo editoriale non è un bilancio. È una dichiarazione di direzione.
Non stiamo certificando edifici. Stiamo certificando il modo in cui questo Paese decide di costruire il proprio futuro. È una responsabilità che oggi sappiamo di poter assumere, insieme. Con competenza, visione e coraggio.
“Non temiamo il destino. Non ci tireremo indietro. Prima di essere schiuma, saremo indomabili onde.”
Fabrizio Capaccioli
Presidente, GBC Italia