
I nuovi CAM Edilizia cambiano il modo in cui la Pubblica Amministrazione pensa, progetta e appalta gli interventi sul costruito.
Con il Decreto del 24 novembre 2025, viene annunciata l’entrata in vigore dei nuovi CAM da febbraio 2026. I nuovi CAM sono un aggiornamento del vecchio decreto. Il nuovo decreto contiene delle novità ma non stravolge l’impostazione precedente.
I nuovi CAM diventano parte integrante della vita di chi pensa, costruisce ed abita territori sostenibili: incidono sulle scelte progettuali, sulle gare, sulle filiere che portano i materiali in cantiere. Per GBC Italia questo significa avere uno strumento in più per collegare la transizione ecologica a una politica industriale dell’edilizia fondata su qualità, misurabilità e trasparenza.
I CAM sono criteri obbligatori, norme cogenti, che vedono la parte dei criteri premianti come aggiuntiva agli stessi.
Dal decreto ai cantieri, cosa significa per il settore?
Il nuovo CAM Edilizia manda in pensione il DM 256/2022 e i suoi aggiornamenti, accompagnando il passaggio con un periodo transitorio per non bloccare le procedure in corso. La logica è semplice: criteri più chiari, meglio allineati agli obiettivi climatici europei e più facili da usare per uffici tecnici e progettisti.
Per chi lavora nel settore, questo si traduce in alcune conseguenze molto concrete: le prestazioni energetico-ambientali pesano davvero nei punteggi di gara, gli approcci basati sul ciclo di vita degli edifici non sono più una nicchia, protocolli e certificazioni diventano strumenti per dimostrare, con dati alla mano, che un edificio impatta meno e funziona meglio. Accanto a questa visione, c’è il tema di come rendere tutto operativo, giorno per giorno, dentro i capitolati, i modelli BIM, i piani di manutenzione. È qui che entra in campo la prospettiva dell’Associazione che negli ultimi anni ha lavorato sul rapporto tra CAM, strumenti digitali, protocolli di certificazione e performance reali degli edifici.
Un percorso di aggiornamento del Decreto che è stato diretto e strutturato, anche grazie alle competenze del Green Building Council Italia, come ricorda il Direttore Marco Caffi: “GBC Italia ha partecipato al tavolo di consultazione per l’aggiornamento del Decreto portando proposte tecniche e di processo fondate sui risultati dei gruppi di lavoro specialisti dell’associazione, come ad esempio quello sull’efficienza idrica, di progetti partecipati, come #BuildingLife e IndicateLife sulla decarbonizzazione, oltre all’esperienza maturata in questi anni a livello nazionale ed internazionale in ambito delle certificazioni energetico-ambientali”
Nei prossimi mesi i nuovi CAM Edilizia saranno al centro di ulteriori approfondimenti, momenti formativi e occasioni di confronto che troveranno spazio in queste pagine. Tuttavia, già oggi il messaggio è chiaro: i CAM non sono una lista di vincoli da subire, bensì una struttura comune dentro cui far crescere competenze, strumenti e alleanze lungo tutta la filiera del costruito. Usati in modo coerente e supportati da dati, certificazioni indipendenti e percorsi di capacity building, possono diventare il punto di partenza per alzare l’asticella della qualità ambientale, sociale ed economica dell’edilizia pubblica in Italia.