
Come possiamo migliorare il riciclo e il riutilizzo dei rifiuti da demolizione nel processo di ricostruzione dell’Ucraina?
Questa domanda è stata al centro del workshop «Lacune nelle competenze relative alla gestione dei rifiuti da demolizione. Esempi di applicazioni dei rifiuti da demolizione», organizzato nell’ambito del progetto Debris2Resources (D2R), realizzato con il sostegno del programma LIFE dell’UE.
L’evento ha riunito rappresentanti delle comunità locali, esperti e altre parti interessate coinvolte nella gestione dei rifiuti da demolizione. Si è concentrato sulle sfide chiave e sulle esigenze di capacità relative al rafforzamento delle competenze professionali in questo campo.
La discussione si è basata sui risultati di un sondaggio condotto tra 147 parti interessate in diverse regioni dell’Ucraina, tra cui le regioni di Mykolaiv, Odessa, Kherson e Dnipropetrovsk, nonché Kiev e la regione di Kiev. L’analisi combina i dati quantitativi del sondaggio con le intuizioni pratiche raccolte durante le discussioni con le comunità. La distribuzione degli intervistati per tipo di organizzazione è presentata nella Figura 1.
Uno dei risultati più significativi è che la maggioranza degli intervistati (41%) non è stata in grado di identificare chiaramente gli atti normativi che complicano il proprio lavoro. Tra coloro che hanno risposto, quelli citati più frequentemente sono stati la legge ucraina «sulla gestione dei rifiuti» (27%) e la procedura per lo stoccaggio temporaneo (25%).
Questa distribuzione non indica una mancanza di conoscenza, ma riflette piuttosto la complessità del quadro normativo e l’incertezza nella sua applicazione pratica. In particolare, le parti interessate incontrano difficoltà nell’identificare le normative prioritarie e nel comprendere come applicarle senza il rischio di non conformità. I principali ostacoli nella gestione dei rifiuti da demolizione sono presentati nella Figura 2.
Nel complesso, le risposte evidenziano una catena interconnessa di sfide che, partendo da capacità insufficienti e da una selezione inadeguata, porta a una minore qualità dei materiali, a maggiori rischi e, in ultima analisi, allo smaltimento dei rifiuti anziché al loro riutilizzo.
In questo contesto, la richiesta di sostegno è chiaramente di natura sistemica. Le parti interessate non indicano soluzioni isolate, ma sottolineano la necessità di un approccio globale che combini finanziamenti, infrastrutture, coordinamento e conoscenze pratiche. Questa struttura delle esigenze è riassunta nella Figura 3.
I finanziamenti, le sovvenzioni e gli investimenti (41,4%) sono indicati come il fattore più critico, a sottolineare che l’ostacolo principale non è solo la conoscenza, ma la capacità di attuare le soluzioni nella pratica. Ciò comprende l’accesso alle risorse per le attrezzature, l’organizzazione dei cantieri, la logistica, i servizi operativi e la documentazione. Nel contesto dei comuni, i finanziamenti fungono da meccanismo abilitante per l’intero sistema.
Il coordinamento e le partnership (34,5%) sono la seconda area più significativa, a sottolineare la natura intercomunale della sfida. Allineare i ruoli tra autorità, operatori e appaltatori, rafforzare la cooperazione e garantire responsabilità chiare in tutte le fasi sono elementi essenziali per una gestione efficace dei rifiuti.
Anche la necessità di formazione e metodologie applicate (30,3%) è significativa. È importante sottolineare che le parti interessate danno risalto agli strumenti pratici, tra cui linee guida dettagliate, procedure standard, modelli di appalto e casi di studio reali che possano essere direttamente applicati nel loro lavoro.
Le infrastrutture e le capacità (23,4%) e l’accesso alle attrezzature (22,8%) rimangono condizioni fondamentali per l’implementazione del sistema, compresa la creazione di impianti di trattamento, siti di stoccaggio temporaneo e l’accesso a macchinari specializzati.
Le esigenze formative rispecchiano direttamente gli ostacoli che gli stakeholder devono affrontare nella pratica. Tra gli argomenti più richiesti figurano i requisiti normativi e la loro attuazione, i meccanismi finanziari, gli standard, la gestione dei rischi, il trattamento dei rifiuti pericolosi come l’amianto, nonché la classificazione, la tracciabilità e l’interazione con le autorità di regolamentazione. Queste aree prioritarie sono illustrate nella Figura 4.
Ciò conferma che la domanda di formazione è una diretta conseguenza delle sfide sistemiche e si concentra sul rafforzamento delle capacità pratiche. Sulla base di questi risultati, è stato sviluppato un approccio strutturato allo sviluppo delle capacità, i cui elementi chiave sono illustrati nelle figure 5 e 6.
I colloqui con le comunità hanno ulteriormente confermato che i principali ostacoli sono rappresentati dalla scarsità di fondi, dall’insufficienza delle competenze tecniche e dai vincoli normativi. In particolare, le norme vigenti non consentono la piena integrazione dei materiali riciclati nei processi di costruzione, anche quando questi vengono già utilizzati nella pratica.
Altre sfide riguardano i rifiuti pericolosi, in particolare l’amianto, la mancanza di mercati consolidati per la maggior parte dei flussi di materiali e la minore attrattiva degli investimenti nelle aree colpite da distruzione visibile.
Allo stesso tempo, alcune comunità stanno già sperimentando soluzioni concrete. A Irpin si stanno attuando approcci alla demolizione e alla selezione dei rifiuti, si stanno effettuando investimenti in attrezzature di frantumazione e si utilizzano materiali riciclati per il ripristino delle infrastrutture. A Borodianka, i materiali secondari vengono già utilizzati nella riparazione delle strade, mentre la comunità sta anche collaborando con partner internazionali su soluzioni per il riutilizzo dei mattoni e la gestione dell’amianto.
I risultati dimostrano che una gestione efficace dei rifiuti da demolizione richiede un approccio olistico che copra tutte le fasi, tra cui la regolamentazione, la manipolazione sicura, i test di qualità dei materiali, la fattibilità economica e la domanda di mercato.
Allo stesso tempo, queste sfide delineano chiare linee d’azione. Tra queste figurano la semplificazione e il chiarimento del quadro normativo, lo sviluppo di approcci che consentano di trattare i rifiuti come una risorsa e la garanzia di finanziamenti accessibili a livello locale.
Una componente altrettanto importante è lo sviluppo di strumenti pratici e soluzioni digitali che migliorino la trasparenza, la tracciabilità e la fiducia nel sistema.
Insieme, questi passi creano le basi per passare da una risposta reattiva alla distruzione all’attuazione sistematica di approcci circolari nella ricostruzione dell’Ucraina.
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