
L’edilizia è uno dei settori che consuma più risorse e genera una grande quantità di rifiuti. Pertanto, le strategie circolari – durabilità, manutenibilità e progettazione per l’adattabilità – offrono enormi opportunità di miglioramento.
In generale, gli edifici dovrebbero essere considerati come “banche di materiali” che conservano le risorse per un uso futuro. Questo articolo esplora gli aspetti che rendono possibile il rallentamento dei flussi di materiali e di risorse non rinnovabili.
La durabilità non riguarda solo la durata dei materiali e degli elementi di un edificio, ma anche la sua capacità di mantenere la propria funzionalità nel tempo. Questo implica la progettazione di edifici che possano rimanere funzionali e adeguati nel tempo, riducendo così al minimo la necessità di sostituzioni e la relativa produzione di rifiuti. Ovviamente, il prolungare la durata di vita di un edificio riduce significativamente la sua impronta di carbonio. La “vita utile” o “durata di servizio nominale” così come descritti nei testi di legge, non riflette la reale durabilità, poiché gli edifici spesso superano di gran lunga questo periodo, che nella maggior parte dei paesi è di 50 anni. Aumentare la durabilità degli edifici implica “progettare per l’obsolescenza” e anticipare, durante la fase di progettazione, il degrado che si verificherà durante il ciclo di vita .
L’obsolescenza degli edifici è il risultato di vari fattori, come ad esempio:
- Fattori fisici: la struttura, i materiali o i sistemi di un edificio si deteriorano nel tempo a causa della normale usura, di fattori ambientali quali umidità, vento, sbalzi di temperatura o radiazione solare, ma anche a causa di scelte errate dei materiali, difetti di progettazione, manutenzione insufficiente, sovraccarico o uso improprio.
- Fattori economici: la redditività e il valore economico dipendono principalmente dai costi operativi e di manutenzione a lungo termine o dalla commerciabilità.
- Fattori funzionali: la capacità dell’edificio di soddisfare il suo scopo originario o di adattarsi a nuove funzioni nel tempo.
- Progresso tecnologico: quando un edificio è ancora “in buone condizioni” dal punto di vista fisico ma non è adeguato ai progressi tecnologici quali ascensori, telecomunicazioni e domotica, non può competere con altri edifici dotati delle tecnologie più recenti.
- Tendenze sociali: il cambiamento delle esigenze, dei desideri e dei valori della società (ad esempio l’invecchiamento della popolazione, che rende superfluo l’asilo nido, o i cambiamenti nelle strutture familiari, che da famiglie multigenerazionali si trasformano in nuclei più piccoli).
Migliorare la manutenibilità e l’adattabilità sono alcune delle strategie per ritardare l’obsolescenza.
La progettazione di un edificio deve quindi avvenire in modo tale che la sua manutenzione sia semplice ed economica. Questo approccio va ad identificare, durante la fase di progettazione, i potenziali danni, guasti o problemi che potrebbero insorgere nei componenti dell’edificio e che richiederebbero un intervento di manutenzione correttiva. Richiede inoltre ispezioni periodiche, riparazioni e sostituzione di elementi. Gli utenti devono essere informati sulle operazioni di manutenzione preventiva da effettuare. La progettazione orientata all’adattabilità implica un modo di progettare che anticipi le esigenze future derivanti dai cambiamenti demografici e di vita, dai cambiamenti climatici, dai cambiamenti economici o culturali.
L’ ‘indicatore 2.3 del framework Level(s) descrive in dettaglio come gli obiettivi di adattabilità dovrebbero essere raggiunti in aspetti specifici, ad esempio:
- La disposizione degli spazi può essere più flessibile, ad esempio se si utilizzano strutture a colonne invece di muri portanti e se la distanza tra le colonne è maggiore.
- Le modifiche alla manutenzione dell’edificio sono facilitate dalla presenza di condotti di servizio accessibili e soffitti più alti, che garantiscono flessibilità nel percorso dei servizi.
- L’autonomia variabile delle diverse aree dell’edificio consente a una parte dell’edificio di funzionare in modo indipendente, ad esempio come spazio di lavoro o subaffitto con sufficiente autonomia.
Lo standard ISO 20887 – Progettazione per la decostruzione e l’adattabilità – è un nuovo standard internazionale che aiuta l’adozione di questa strategia attraverso tre sistemi di base:
- La versatilità è la capacità di adattarsi rapidamente a diversi utilizzi che possono essere alternati, richiedendo modifiche minime e reversibili. Gli spazi versatili aumentano l’intensità di utilizzo, il che può ridurre la necessità di spazio totale dell’edificio. Esempi includono l’uso di pareti divisorie o mobili, ad esempio una palestra che si trasforma regolarmente in una sala per eventi.
- La convertibilità comporta una trasformazione più sostanziale, adattandosi a cambiamenti significativi nelle esigenze degli utenti con solo piccole modifiche non strutturali. Esempi di progetti convertibili includono edifici per uffici che possono essere facilmente convertiti in spazi residenziali o l’adattamento di abitazioni per migliorarne l’accessibilità.
- Il design espandibile si riferisce alla capacità di un progetto di consentire, con relativa facilità, aggiunte verticali o orizzontali al progetto originale, ad esempio aumentando inizialmente la capacità portante della struttura per creare un carico di riserva per piani aggiuntivi.
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TOP CLeveR Programmi di formazione e sensibilizzazione per una rivoluzione circolare e basata su Level(s) è un progetto LIFE che mira a fornire ai professionisti e ai lavoratori del settore edile le competenze necessarie per affrontare le sfide legate al carbonio nel ciclo di vita e l’approccio circolare durante l’intero ciclo di vita di un edificio. TOP CLeveR sostiene inoltre l’implementazione del quadro Level(s) da parte di tutti gli attori della catena del valore. Maggiori informazioni sul progetto sono disponibili qui.
Il progetto ha ricevuto finanziamenti dal programma LIFE22-CET dell’Unione Europea nell’ambito della convenzione di sovvenzione n. 101121073.
Confronta anche l’aggiornamento 2025 della Roadmap per la transizione climatica ed energetica dell’ambiente costruito, attualmente in consultazione fino a metà ottobre, in cui l’ Area 2 di obiettivi ed azioni è dedicata al tema della circolarità in edilizia. La Roadmap è parte delle attività del progetto #BuildingLife di GBC Italia finanziato da Laudes Foundation e Ikea Foundation.