
Le interviste di GBC Italia agli ambassador del progetto #BuildingLife
Maggiori competenze e loro messa a sistema, supportati dall’AI, per prepararsi ad affrontare gli sfidanti obbiettivi della decarbonizzazione_Giuseppe Dibari, Managing Director Deerns Italia
In Italia si presta ancora poca attenzione alle emissioni di gas climalteranti nell’arco del ciclo di vita degli edifici; quali sono le ragioni?
C’è ancora scarsa consapevolezza sul tema dell’LCA (Life Cycle Assessment), che viene spesso trascurato rispetto all’efficienza energetica in fase di esercizio- Questo accade spesso sebbene i nostri clienti abbiano un livello di competenza e una sensibilità ambientale elevato. Sono ancora pochi i clienti che ci chiedono di considerare, ad esempio, la scelta dei materiali con logica integrata, che risponda sia agli obiettivi di decarbonizzazione sia ai requisiti prestazionali. Quando le normative renderanno questo approccio obbligatorio, dovremo farci trovare pronti: servono competenze già formate e consolidate, e su questo c’è ancora molto da fare.
Deerns ha sviluppato una strategia verso il 2050? Includendo una traiettoria di decarbonizzazione degli edifici e considerando le emissioni nell’intero ciclo di vita?
DEERNS non ha edifici di proprietà ma ha definito una sua Road Map, condivisa con il Green Building Council Italia, che prevede l’obbiettivo Zero Carbon per le nostre attività operative entro il 2050. Questo si traduce nel monitoraggio costante delle nostre prestazioni – in realtà, lo facciamo da anni – dai trasporti – gli uffici sono i facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici – alla scelta delle nostre sedi dotate di certificazione ambientale. La decarbonizzazione è per noi un tema centrale: qualche anno fa avevamo definito un indicatore interno, il cosiddetto “moltiplicatore Deerns”, che a fronte dall’impatto della nostra attività operativa misurava il saving per i nostri clienti, nei loro progetti. Un’iniziativa virtuosa, che abbiamo momentaneamente sospeso a seguito della significativa crescita dei numerosi progetti seguiti, ma che intendiamo riprendere per verificarne e potenziarne l’efficacia.
In che modo Deerns contribuisce ad accelerare il processo di decarbonizzazione dell’ambiente costruito in Italia?
Con i nostri clienti condividiamo le competenze trasversali e il know-how dei nostri professionisti, e mettiamo a disposizione la possibilità di condividere la conoscenza ed expertise sviluppata a livello internazionale nelle nostre sedi. L’Italia spesso supporta le branch estere: è il caso, ad esempio, di progetti di edilizia scolastica – e dell’analisi sugli effetti delle isole di calore – portati avanti insieme ai colleghi francesi. Questa conoscenza viene poi condivisa con le sedi di Deerns e all’interno delle nostre Community, veri e propri circoli specialistici che approfondiscono i temi di maggiore attualità e strategici per i nostri tecnici.
Quale eccellenza viene riconosciuta all’Italia all’interno del vostro Gruppo?
L’Italia si distingue per le competenze legate alle Building Performance. Un esempio concreto è il progetto sviluppato per l’aeroporto di Schiphol ad Amsterdam, dove abbiamo supportato il team olandese, con la moderazione parametrica per ottimizzare l’inclinazione e la disposizione dei pannelli fotovoltaici sui nuovi edifici. Un esempio di collaborazione internazionale efficace – con un focus sulla decarbonizzazione – in cui abbiamo messo a sistema le nostre competenze.
Ritiene utile penalizzare gli edifici ad elevate emissioni? Quali misure pensi efficaci?
Più che di penalità, credo sia più utile promuovere incentivi e strumenti premiali, quali le certificazioni ambientali, che agiscono anche sul versante della mitigazione del rischio e posizionano l’immobile in una fascia di mercato alta. Integrare i parametri di decarbonizzazione già in fase di progetto consente, inoltre, di realizzare opere durature e attrattive anche da un punto di vista commerciale.
Ritiene fattibile attuare un approccio circolare al settore dell’edilizia in Italia? Quali sono le principali barriere all’implementazione?
Per rendere davvero possibile un approccio circolare, serve rafforzare le competenze lungo l’intera filiera, così da adottare metodologie di costruzione e demolizione più evolute. Le filiere della raccolta di rifiuti sono delle eccellenze italiane, ma manca ancora un vero mercato secondario dei materiali, accompagnato da strumenti di tracciabilità digitale – quello che per la Direttiva Ecodesign è il passaporto digitale dei prodotti. Anche in questo ambito, come per l’LCA, la carenza di competenze è ancora un ostacolo.
Il tema del riciclo e riuso ci è particolarmente caro: pur essendo una società focalizzata sulla progettazione impiantistica, abbiamo messo in pratica questi principi donando gli arredi e i computer, per noi ormai obsoleti, della nostra precedente sede, al carcere di Bollate. Crediamo che la cultura della sostenibilità si costruisca in molti modi: accompagnando la filiera nella transizione energetica, ma anche dando l’esempio con azioni concrete, condivise con le nostre persone e con i nostri clienti.
Rispetto al ruolo nella filiera, quali sono le trasformazioni o le innovazioni chiave che la tua categoria di stakeholder dovrebbe intraprendere per ottenere edifici a bassa emissione di CO2 e circolari?
Il settore delle costruzioni ha un contenuto tecnologico assolutamente non comparabile a quello di altre industrie e spesso recepisce l’innovazione nata in settori contigui. Rimanere connessi alle altre Industry potrà velocizzare i processi, soprattutto ora che l’Intelligenza Artificiale sta ridisegnando in tempi rapidissimi il nostro modo di progettare e costruire. Molto dipenderà dalla capacità di mettere a sistema le competenze: lo vediamo, ad esempio, nei data center, dove Deerns lavora integrando diverse competenze: dal Building Performance Group, che si occupa di sostenibilità e performance energetica, alla Community NERS, dedicata all’ingegneria delle facciate e alla definizione della “pelle” di questi volumi tecnologici.
La stessa cosa che accade, alla scala della città, nei progetti di rigenerazione urbana che abbiamo seguito e stiamo seguendo, come MIND, il Villaggio Olimpico di Porta Romana, Porta Nuova, dove le nostre Unit hanno messo a sistema, nel modo più performante possibile, la competenza acquisita a livello internazionale del Gruppo.