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L’efficientamento energetico è economia: la svolta necessaria per l’Italia
24 Novembre 2025

Dagli incentivi alla cultura del costruire sostenibile: perché l’efficienza energetica è diventata la leva economica decisiva per famiglie, imprese e sistema Paese e passa dai condomini

Di Sabrina Zanini

 

L’efficientamento energetico in Italia ha smesso di essere una mera politica ambientale o un’imposizione ideologica: è ormai diventato un imperativo economico per la competitività nazionale e la gestione del patrimonio familiare. Il tema è stato approfondito durante l’evento Riqualificare il futuro: normative, incentivi e soluzioni per l’efficientamento energetico dei condomini organizzato da Banca Reale con la partecipazione di KPMG e Green Building Council Italia. L’incontro a cui hanno partecipato il segretario del chapter Piemonte, Massimiliano Fadin, il direttore di Business di Banca Reale, Maurizio Paone, e Pasquale Ambrosio, partner KPMG Advisory, è stato moderato nel giorno di apertura della fiera da Maddalena Ferroni. Il cuore del problema è il costo degli interventi su cui pesa particolarmente quello dell’energia, che nel nostro Paese è più elevato e volatile che nel resto d’Europa, con impatti diretti sulla capacità di pianificazione delle imprese e sul bilancio delle famiglie. Servono quindi incentivi e soluzioni praticabili per rendere gli interventi sostenibili e di valore. Con una percentuale altissima, tra il 70 e il 75%, di famiglie che possiedono la casa in cui vivono, l’efficientamento non è solo un taglio ai consumi, ma una strategia per aumentare il valore del patrimonio immobiliare e renderlo meno oneroso da mantenere. È questa visione pragmatica che ha portato Reale Group a unirsi a GBC Italia, cercando di stabilire un ponte solido tra finanza e progettazione edilizia.

 

Il contesto normativo e la necessità di stabilità

Lo scenario normativo europeo spinge verso il cambiamento, sebbene con approcci diversi Pasquale Ambrosio, partner KPMG Advisory, apre lo scenario: Se la Francia nel recepimento della Direttiva Europea “Case Green” ha già stabilito che gli edifici che non migliorano di almeno due classi energetiche la loro A.P.E. non potranno più essere venduti né affittati, in Italia tale previsione è ritenuta improbabile”. Ciò che potrebbe realizzarsi con buona probabilità è l’introduzione graduale di un sistema di sanzioni amministrative, destinate a diventare sempre più incisive nel tempo. “Il fallimento del Superbonus – continua Paone – risiede nella sua insostenibilità economica e di mercato: ha generato distorsioni significative nei prezzi e nelle tempistiche dei lavori. In un Paese con un patrimonio edilizio molto vecchio ed energivoro, non servono incentivi eclatanti, ma piuttosto politiche di supporto chiare, certe e stabili nel tempo per costruire una filiera solida e affidabile”.

 

Cultura, finanza e nuovi protocolli

Parallelamente alla stabilità normativa, Massimiliano Fadin, Segretario Chapter Piemonte di GBC Italia, ha evidenziato l’importanza della cultura del green building, aprendo il suo intervento raccontando di come l’associazione agisce sul territorio: “Noi ci occupiamo dal 2007 di portare cultura nel mondo dell’edilizia. Siamo circa 500 soci e con orgoglio, da quest’anno, Banca Reale ha aderito all’associazione ed è stata la prima in Italia. Oggi la sostenibilità è rilevante perché il clima sta cambiando e gli edifici devono diventare resilienti. Quindi riqualificare è anche un tema di sicurezza”. GBC Italia lavora per diffondere competenze e protocolli che affrontino l’edificio in modo integrato, considerando involucro, energia, impianti, materiali, comfort indoor e innovazione progettuale. Proprio per adattarsi alla realtà italiana, è stato sviluppato il protocollo Condomini, che a Torino ha visto la prima applicazione con il condominio Teodosia, ottenendo la certificazione “Gold”. Questo lavoro si estende al supporto finanziario: GBC Italia fornisce valutazioni preliminari per facilitare l’accesso ai mutui verdi, migliorando la fattibilità economica complessiva degli interventi. Questa esigenza è stata diretta da Banca Reale in un prodotto mirato: il Finanziamento Condominio. Questa innovazione finanziaria è pensata per superare il principale ostacolo, ovvero la paura – molto spesso giustificata – dei condomini verso i costi iniziali e la mancanza di liquidità. Lo strumento permette di finanziare l’intero intervento, di calcolare rate sostenibili in funzione dei risparmi energetici previsti e di offrire garanzie anche alle imprese esecutrici.

 

Gli strumenti del futuro: Transizione 5.0 e Conto Termico 3.0

A questo prodotto bancario, si associano due strumenti che sono al centro del dibattito: la Transizione 5.0, un super ammortamento per l’industria green, e il Conto Termico 3.0, atteso per febbraio 2026.
Il piano Transizione 5.0 rappresenta una svolta nella politica di incentivi per le imprese. Non si tratta di un credito d’imposta, ma di un sistema di super ammortamento che premia gli investimenti in efficientamento energetico e digitalizzazione. Le aliquote previste sono notevolmente potenziate, raddoppiate o triplicate a seconda della tipologia di intervento, con un budget complessivo di 6,3 miliardi di euro. Il programma è pensato per essere molto più semplice rispetto ai modelli precedenti e, in un’ottica di innovazione, include anche i beni immateriali, come i sistemi di monitoraggio energetico e le soluzioni basate sull’Intelligenza Artificiale (AI). L’obiettivo è spingere l’industria verso una vera e propria riconversione sostenibile.

Atteso per febbraio 2026, il Conto Termico 3.0 è focalizzato su privati, condomìni e microimprese. L’elemento distintivo è il contributo a fondo perduto, che può coprire tra il 30% e il 60% delle spese ammissibili. Il sostegno è massimo per gli enti pubblici: per scuole e ospedali in comuni di piccole dimensioni il contributo può arrivare fino al 100% delle spese. L’erogazione è stata velocizzata: per somme inferiori a 15.000 € avviene entro 15 giorni, mentre per importi maggiori è prevista una dilazione a rate. Un ulteriore elemento di flessibilità è la possibilità di combinare lo sconto in fattura con l’incasso diretto del contributo, offrendo opzioni più vantaggiose agli utenti finali.

 

L’appello ai cittadini e l’errore di comunicazione

In questo quadro normativo e finanziario, la spinta dei cittadini è già evidente: da un recente questionario, proposto da GBC Italia, emerge che la sostenibilità non è più un valore astratto. Il 66% delle famiglie ha già compiuto interventi (come la sostituzione di infissi, l’installazione di pompe di calore o l’uso di illuminazione Led), e il 32% è disposto a investire nell’efficientamento, sebbene molti si aspettino un supporto concreto dalla Pubblica Amministrazione.
Paone osserva che la comunicazione sull’efficienza è spesso sbagliata: se il tema viene presentato come un’imposizione normativa, la reazione è negativa. L’interesse e l’azione crescono in modo significativo, invece, quando il messaggio è centrato sul risparmio economico immediato e sull’aumento del valore patrimoniale dell’immobile. È su questo terreno, squisitamente economico, che si può costruire una transizione energetica italiana diffusa e duratura.