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Memoria del passato e consapevolezza del futuro in un solo edificio
28 Luglio 2026

Casa Ortolano a Ferrara racconta come il protocollo GBC Historic Building possa guidare la trasformazione degli edifici storici, preservandone l’identità e restituendoli alla comunità

di Chiara Ferrero

 

Raccontare la storia di un edificio, ma anche il valore contemporaneo di una progettazione consapevole e innovativa. E, grazie alla certificazione GBC HB, fare del recupero una narrazione attiva del territorio. Ne è un esempio Casa Ortolano di Ferrara, testimone di un passato rurale e nello stesso tempo modello di rigenerazione urbana sostenibile. Il progetto è stato di recente premiato, nel corso di una cerimonia, con la consegna della targa GBC Historic Building Livello Argento, il riconoscimento rilasciato dal Green Building Council Italia che attesta l’elevata qualità ambientale, energetica e sociale dell’intervento di recupero. Un esempio concreto di come sia possibile restituire nuova vita a edifici storici attraverso un approccio progettuale capace di coniugare sostenibilità, efficienza energetica, tutela del territorio e benessere delle persone. Per l’applicazione del protocollo GBC HB, gli edifici devono essere stati costruiti prima del 1945 per una porzione ad almeno il 50% degli elementi tecnici esistenti.

Il protocollo GBC Historic Building è stato determinante nel guidare l’intero processo progettuale di Casa Ortolano

Salvaguardando l’anima storica del sito, l’intervento ha reso l’edificio un’infrastruttura di comunità. Oggi la coorte è diventata un polo turistico e didattico incentrato su cicloturismo, cultura del territorio e accoglienza diffusa, grazie a un investimento di circa 3 milioni di euro. Sono stati scelti materiali come argilla cruda e canapa grazie alla loro alta capacità igrometrica e al contributo nel raggiungimento di “zero emissioni” all’interno degli ambienti. “La certificazione GBC Historic Building Livello Argento – ha sottolineato Fabrizio Capaccioli, presidente di Green Building Council Italia – testimonia il valore di un intervento che mette al centro la sostenibilità come elemento imprescindibile per la trasformazione del patrimonio edilizio esistente, generando benefici ambientali, sociali ed economici per l’intera comunità”. Per Gildo Tomassetti, Segretario del Chapter Emilia-Romagna di GBC Italia, “progetti come la Casa dell’Ortolano dimostrano come la collaborazione tra amministrazioni pubbliche, professionisti e operatori del settore possa produrre risultati concreti e replicabili, contribuendo a diffondere una cultura della progettazione sostenibile sul territorio“.  

L’approccio seguito nella Casa Ortolano dimostra che l’applicazione del protocollo GBC Historic Building può diventare una metodologia replicabile, soprattutto nel contesto del patrimonio pubblico diffuso. Uno strumento pensato per rispondere alla crescente esigenza di allineare gli interventi sul patrimonio storico ai criteri ESG (ambientali, sociali e di governance), mantenendo una stretta coerenza con l’identità degli edifici e i materiali originari. 

Ferrara è un esempio virtuoso per quanto riguarda il recupero del patrimonio storico – ha spiegato Cinzia Gennarelli Chapter Emilia-Romagna – come lo è tutta l’Emilia Romagna, con suoi 175 edifici certificati e in certificazione, di cui 13 con protocollo GBC HB. È una regione che ce la sta mettendo davvero tutta e i risultati si vedono. È al quarto posto tra le regioni italiane, un traguardo importante“. 

In totale, in Italia sono 2.524 i progetti certificati Leeds, di cui 1.105 certificati e 1.419 registrati (edifici per i quali è stato avviato il processo di certificazione ma non è ancora terminato). Al primo posto c’è la Lombardia con un totale di 970 edifici, di cui 499 certificati e 471 registrati; a seguire il Veneto con 427 edifici, di cui 94 certificati e 333 registrati, e il Lazio con un totale di 323 edifici, di cui 159 certificati e 164 registrati. “Questi dati illustrano una realtà che deve essere raccontata – ha proseguito Gennarelli – sono esempi da seguire. Il messaggio è chiaro: a fronte di tanti siti dismessi, c’è una volontà di riqualificare, di dare una nuova vita agli edifici. Non si tratta di distruggere un edificio e farne uno nuovo, ma di mantenere il passato dando vita a qualcosa di attuale“.