
“Energy is Evolving”: la transizione verso un abitare salubre e sostenibile
GBC Italia a MCE 2026 Padiglione 11 stand U24
MCE 2026 rappresenta il luogo ideale dove la visione di GBC Italia incontra l’intera filiera produttiva con un messaggio sintetico ma significativo che ne riassume il senso: “Energy is Evolving”. Il claim di quest’anno interpreta con efficacia la fase di trasformazione che il settore sta attraversando: l’energia non è più una variabile “impiantistica” separata dal progetto, ma un fattore abilitante che attraversa comfort, salubrità, prestazioni e governance dell’edificio.
“Alla salubrità indoor dedicheremo ampio spazio nei settori Indoor Climate, con ampia enfasi su ventilazione, qualità dell’aria e tecnologie HVAC+R per ambienti sani e efficienti. Il taglio sarà spiccatamente professionale, orientato a progettisti, installatori e facility manager, integrando la transizione energetica con soluzioni concrete per il benessere quotidiano.” Ha dichiarato Massimiliano Pierini Managing Director di RX-Italy.
In un panorama edilizio dove l’integrazione tra involucro e sistemi tecnologici è diventata la chiave per il successo della transizione ecologica, la presenza di GBC Italia a MCE 2026 si configura come un elemento centrale e strategico. MCE è un luogo in cui la filiera si ricompone e le competenze tornano a dialogare, mettendo in relazione mondi quali quello della produzione, progettazione, installazione, manutenzione, committenza e gestione che, fuori da questo tipo di kermesse, rischiano di procedere in parallelo e senza comunicare tra loro. È in questa capacità di creare legame che si legge il valore della manifestazione, rispondendo all’esigenza del settore di un’integrazione reale tra impianti, involucro e sistemi di controllo. Perché il comfort non è più un esito “automatico”, ma un obiettivo che si pianifica, si verifica e si preserva nel tempo. Nel percorso verso MCE 2026, questa visione si riconosce anche nei tre pilastri dichiarati della fiera: innovazione, sostenibilità ed efficienza energetica, che fanno da cornice alle soluzioni e ai contenuti proposti.
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Il Ruolo della certificazione e dei protocolli
In questo contesto, temi come la salubrità indoor, qualità dell’aria, ventilazione, controllo termoigrometrico, non sono più un capitolo “di contorno”, ma un ambito che richiede scelte tecniche e culturali e incide direttamente sulla qualità complessiva dell’edificio. Allo stesso modo, cresce l’attenzione verso strumenti che rendono la qualità misurabile e confrontabile: protocolli e standard, certificazioni e criteri ambientali che influenzano capitolati, soluzioni impiantistiche e prestazioni attese, insieme all’orizzonte dei CAM che spinge verso coerenza progettuale e tracciabilità dei requisiti.
Perché oggi è fondamentale che la salubrità indoor passi da concetto astratto a variabile misurabile attraverso i protocolli di certificazione e i nuovi CAM?
“Perché trascorriamo oltre l’80% del nostro tempo in ambienti chiusi, esposti a inquinanti interni, spesso più nocivi di quelli esterni. E senz’altro la pandemia ha “ufficializzato” questa consapevolezza, rivelando i rischi di una scarsa ventilazione. Da tempo è in atto un’evoluzione del concetto di comfort abitativo: siamo passati dalla semplice difesa dagli agenti esterni alla ricerca di equilibrio tra fattori fisici, tecnologici, psicologici e sociali dell’abitare, inteso come occupazione prolungata di spazi spesso in comune. L’introduzione dei CAM, i nuovi Criteri Ambientali Minimi per l’edilizia, va proprio in questa direzione, verso una visione più ampia e integrata di ciò che è confortevole, e sarà uno dei temi centrali del programma di eventi a MCE, a Milano dal 24 al 27 marzo, con l’obiettivo di rendere più efficace la loro applicazione, approfondendone ogni aspetto sia in fase di progetto sia di realizzazione dell’opera.”
Accanto a questi grandi temi, MCE 2026 mette in evidenza anche la gestione della risorsa idrica con Intelligent (use of) Water, un progetto dedicato a tecnologie, strategie e modelli di utilizzo più efficienti e responsabili. È un segnale che riconosce all’elemento dell’acqua il ruolo di variabile strategica legata a efficienza che gli spetta, fonte di resilienza e sostenibilità complessiva degli edifici e dei servizi.
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Misurare il Valore
Nel contesto di MCE 2026, la certificazione non è più vista come un semplice “bollino”, ma come il linguaggio tecnico comune che permette a progettisti e aziende di dialogare. L’intervento di GBC Italia è fondamentale per trasformare l’efficienza in un dato per lavorare sul valore patrimoniale, dove l’uso di standard rigorosi assicura che il comfort non sia un esito casuale, ma un obiettivo pianificato che preservi il valore dell’immobile lungo l’intero ciclo di vita. Qui si passa oltre l’energia: la certificazione sposta l’attenzione dall’involucro alla qualità dell’ambiente interno, integrando temi come la salubrità dell’aria, la ventilazione e il controllo termoigrometrico come requisiti essenziali del progetto.
I protocolli di GBC Italia fungono da bussola per muoversi nel panorama dei Criteri Ambientali Minimi (CAM), garantendo la coerenza progettuale e la tracciabilità dei requisiti richiesti dalle normative vigenti, perchè l’adozione di protocolli e standard permette di definire a priori le prestazioni impiantistiche, rendendo la qualità dell’edificio confrontabile e misurabile.
Una filiera integrata a MCE 2026
Con oltre 1.800 espositori e una forte proiezione internazionale (che quest’anno vede il Giappone come Paese Partner), la manifestazione permette di riconnettere produzione, progettazione e gestione. In questo scenario, GBC Italia si inserisce nel Comitato Promotore accanto a prestigiose realtà come AiCARR e ATI, contribuendo a un palinsesto di oltre 65 convegni volti a delineare il futuro del costruito.
MCE 2026 punta sulla “system integration”. In che modo la fiera aiuterà i professionisti a superare la logica del singolo prodotto per approcciare l’edificio come un organismo integrato tra impianti e involucro?
“Registriamo tra committenti, progettisti e filiera una sempre maggiore consapevolezza di come il climate change, la gestione delle risorse e la sostenibilità siano aspetti concreti e reali che incidono sulla sostenibilità in ambito edilizio. Lo dimostrano i dati di partecipazione alla fiera da parte di studi professionali, sempre più in aumento, che evidenziano l’interesse per la progettazione avanzata e la system integration per l’energy saving. Tuttavia, committenti e filiera non sono ancora pienamente consapevoli delle complessità multidimensionali del comfort e dell’efficienza. MCE 2026 si configura come il catalizzatore fondamentale per questa evoluzione, trasformando l’esposizione in un ecosistema formativo dove la teoria della sostenibilità diventa competenza tecnica applicata. Attraverso la dimostrazione pratica di sistemi realmente interoperabili e un’offerta di networking multidisciplinare, la fiera permette ai professionisti di abbandonare la visione frammentata del singolo componente per abbracciare quella del coordinamento sistemico. In questo modo, l’evento abilita il progettista a gestire l’edificio come un organismo unico e intelligente, offrendo non solo le tecnologie di ultima generazione, ma soprattutto le chiavi di lettura necessarie per far dialogare impianti, involucro e automazione in risposta alle nuove sfide climatiche e alle stringenti normative europee.” Conclude Pierini.