
Le interviste di GBC Italia agli ambassador del progetto #BuildingLife
Un mercato consapevole per accelerare la decarbonizzazione e promuovere la circolarità _ Elisa Sirombo Co-founder GET Consulting srl
In Italia si presta ancora poca attenzione alle emissioni di gas climalteranti nell’arco del ciclo di vita degli edifici; quali sono le ragioni?
In Italia l’attenzione verso le emissioni di gas climalteranti lungo l’intero ciclo di vita degli edifici rimane limitata poiché l’attuale quadro legislativo vigente in materia di energia ed emissioni climalteranti è quasi esclusivamente orientato alla fase di esercizio, imponendo obblighi e requisiti vincolanti sulla prestazione energetica dell’edificio durante l’uso. A questo si sommano la mancanza di obblighi e valori di riferimento su LCA, la scarsa disponibilità di dati ambientali standardizzati sui materiali, un mercato ancora orientato ai costi iniziali rispetto alla prospettiva dell’impatto LCA/LCC sul ciclo di vita del bene. Pertanto, l’attenzione alle emissioni incorporate nei materiali e nei processi costruttivi, è rimasta marginale nelle scelte progettuali.
Negli ultimi anni, però, il contesto europeo e quindi nazionale sta cambiando: il Green Deal Europeo, il mercato immobiliare privato più avanzato e le esperienze mutuate da alcuni paesi precursori (come Francia, Paesi Bassi e paesi scandinavi) che hanno introdotto limiti, obblighi di rendicontazione e criteri stringenti sull’embodied carbon hanno introdotto una dimensione temporale diversa sulle valutazioni delle emissioni climalteranti. Questo sta generando un’attenzione crescente anche in Italia e spingendo il mercato verso una considerazione più completa delle emissioni lungo tutto il ciclo di vita.
GET ha sviluppato una strategia verso il 2050? Considerando le emissioni nell’intero ciclo di vita?
Essendo GET una società di consulenza, la possibilità di incidere sull’accelerazione della decarbonizzazione dell’ambiente costruito avviene principalmente attraverso il controllo e il monitoraggio dell’impatto dei nostri servizi sui progetti seguiti. Internamente abbiamo sviluppato la carbon footprint di organizzazione sull’anno 2025 al fine di comprendere i nostri hotspot e avviare strategie di riduzione delle emissioni climalteranti a livello organizzativo.
In che modo GET contribuisce ad accelerare il processo di decarbonizzazione dell’ambiente costruito in Italia?
Nell’ambito dei servizi core erogati dalla nostra società, le attività di analisi LCA (Life Cycle Assessment), di carbon accounting e di definizione di strategie di decarbonizzazione rappresentano strumenti fondamentali per promuovere processi di decarbonizzazione consapevoli nel settore del costruito e tradurre dati tecnici in scelte operative e gestionali concrete e misurabili. In aggiunta si consideri che l’approccio di GET – be in service to build your capacity – si traduce in un modello di lavoro che vede il nostro ruolo non solo come fornitori di servizi, ma come partner attivo del cliente per innescare consapevolezza e cultura della sostenibilità fra gli stakeholders attraverso l’erogazione del servizio.
Ritenete utile penalizzare gli edifici ad elevate emissioni? Quali misure pensa efficaci?
La tassonomia europea, insieme ai meccanismi di finanziamento e di rendicontazione ad essa collegati, rappresenta una leva decisiva per diffondere e implementare i principi della sostenibilità nel settore immobiliare. In un contesto in cui gli obblighi di compliance legislativa diventano sempre più stringenti – basti pensare agli standard richiesti dalla Direttiva EPBD 4 per l’efficienza energetica degli edifici – ritengo che il rispetto di tali requisiti costituisca già di per sé un forte driver di trasformazione del mercato. Più che puntare su politiche di penalizzazione, ritengo però più efficace affiancare a questa evoluzione regolatoria un robusto sistema di incentivazione, capace di sostenere concretamente gli interventi di riqualificazione energetica e di premiare gli operatori che investono in edifici a basse emissioni.
Ritenete fattibile attuare un approccio circolare al settore dell’edilizia in Italia? Quali sono le principali barriere all’implementazione?
L’adozione di un approccio pienamente circolare nel settore dell’edilizia in Italia è certamente complessa. Tra le principali barriere emergono la difficoltà di valorizzare i materiali provenienti dalla demolizione e la complessità del loro disassemblaggio, soprattutto per componenti e subsistemi integrati e non progettati per essere recuperati o separati.
In questo contesto, la Direttiva Ecodesign – Regolamento (UE) 2024/1781 – rappresenta un passo importante, poiché promuove un cambio di paradigma nella progettazione dei prodotti edilizi definendo requisiti per la progettazione circolare, durabilità, riparabilità, riutilizzabilità e tracciabilità dei materiali attraverso strumenti come il passaporto digitale di prodotto.
Rispetto al ruolo nella filiera, quali sono le trasformazioni o le innovazioni chiave che la tua categoria di stakeholder dovrebbe intraprendere per ottenere edifici a bassa emissione di CO2 e circolari?
Una società di consulenza può rappresentare un “abilitatore della transizione”, supportando committenti, progettisti e investitori nell’assumere decisioni informate e coerenti con gli obiettivi di decarbonizzazione e circolarità. Per contribuire in modo concreto ritengo essenziali alcune trasformazioni e innovazioni chiave nel nostro lavoro:
- Supportare i committenti nella definizione di brief e capitolati, integrando requisiti di durabilità, disassemblabilità, tracciabilità dei materiali e adattabilità degli spazi, così da influenzare a monte le scelte che determinano il profilo ambientale dell’edificio lungo l’intero ciclo di vita;
- Rafforzare l’integrazione di metriche oggettive, basate su analisi del ciclo di vita (LCA), valutazioni del carbonio incorporato e indicatori di circolarità, così da permettere scelte progettuali, tecnologiche e strategiche fondate su dati solidi e comparabiliM
- Sperimentare e diffondere modelli innovativi, come soluzioni di design for adaptability, processi di selezione dei materiali basati su banche dati ambientali, piattaforme di tracciabilità e digital product passport, contribuendo a creare best practice replicabili e scalabili.
In sintesi, il contributo principale della nostra categoria è quello di trasformare la complessità tecnica e normativa in percorsi chiari, misurabili e attuabili, favorendo decisioni consapevoli e accelerando la capacità della filiera di realizzare edifici sostenibili, decarbonizzati e orientati alla circolarità.