
Le interviste di GBC Italia agli ambassador del progetto #BuildingLife
RICS e Green Building Council Italia: un’ alleanza per promuovere pratiche di sostenibilità_Massimiliano Pulice, Chair dell’Advisory Board di RICS Italia e Responsabile Competence Center Rigenerazione Urbana e Infrastrutture CDP
In Italia si presta ancora poca attenzione alle emissioni di gas climalteranti nell’arco del ciclo di vita degli edifici; quali sono le ragioni?
Il tema della considerazione delle emissioni nel mondo costruito è stato “disruptive”. Il settore si è trovato a fare i conti con un elemento nuovo, che fino a poco tempo fa non era nelle agende degli operatori. Probabilmente il fatto che in Europa sia stato calato dall’alto, come richiesta del regolatore e della politica, non ha aiutato a farne comprendere l’importanza. La mancanza di buone pratiche e di sistemi di misurazione globalmente condivisi sono stati un altro elemento di difficoltà. Stiamo lavorando, insieme a Green Building Council e ad altre organizzazioni affinchè emergano le necessità e i lati positivi di questo processo.
RICS è in prima linea nello sviluppo e promozione di Standard globali e Best Practice per favorire questa transizione e ridurre l’impatto ambientale nel settore immobiliare e delle costruzioni. In Italia RICS sta creando alleanze strategiche, con associazioni di settore e altre organizzazioni come GBC Italia, per una strategia ampia, che possa ricomprendere i settori Real Estate, Construction e Infrastructure affinchè le azioni di riduzione delle emissioni – e anche resilienza al cambiamento climatico – siano sempre più efficaci e di ampio impatto.
In che modo RICS contribuisce ad accelerare il processo di decarbonizzazione dell’ambiente costruito in Italia?
Una delle principali attività di RICS (la Royal Institution of Chartered Surveyors) è quella di settare gli Standard Globali nel Built and Natural Environment. Per questo motivo, prima nel mondo angolosassone e ora a livello Globale, RICS ha sviluppato Standard globali per rispondere all’esigenza di misurazione e rendicontazione delle emissioni degli edifici. Uno di questi è il WLCA Whole Life Carbon Assessment Whole life carbon assessment (WLCA) for the built environment, che è ormai uno dei principali Standard utilizzato a livello globale. Con GBC Italia stiamo lavorando per integrare questo sistema in una best practice con una cornice nazionale. Questo potrebbe rispondere all’esigenza di avere un sistema nazionale condiviso di misurazione e rendicontazione delle emissioni.
Inoltre, altra attività indispensabile è quella di sottolineare gli aspetti positivi di questo processo, non solo come esigenza del nostro ecosistema e per la salute e il benessere dei cittadini – questione che rimane fondamentale – ma anche facendo emergere elementi che fino ad oggi non sono ancora stati evidenziati o non sono ancora molto chiari, quali l’impatto sul valore degli edifici. RICS ha infatti pubblicato due Paper a livello Europeo The future of real estate valuations: The impact of ESG, dove si identifica l’impatto degli indicatori ESG sui valori e nelle valutazioni immobiliari.
Infine, la creazione di nuove skills, nuove professionalità e conoscenze è uno degli elementi cardine di questo processo che RICS sta promuovendo.
Ritiene utile penalizzare gli edifici ad elevate emissioni? Quali misure pensa efficaci?
Abbiamo visto come obbligare gli operatori con norme calate dall’alto rischia di essere controproducente. Lo stesso potrebbe avvenire con la penalizzazione di edifici ad elevate emissioni, che potrebbe non essere efficace.
Va detto che già gli investitori si indirizzano su edifici più performanti e a basse emissioni (Net Zero). Quindi il mercato già sta rispondendo a questa esigenza e possiamo dire che la perdita di appetibilità degli edifici meno sostenibili è ormai un processo naturale. RICS vuole favorire un processo dal basso, insieme agli investitori, operatori e professionisti, facendo emergere le opportunità di questa transizione e dall’altro le penalità in caso contrario. In tal senso nello standard ICMS 3, standard internazionale di Cost Management di RICS, già considera la Carbon Emission come un costo, evidenzianone gli svantaggi a livello economico. Sarà quindi fondamentale accompagnare questo processo – favorendo la trasformazione e riqualificazione di edifici o aree – e promuovendo e supportando attività di rigenerazione urbana.
Ritiene fattibile attuare un approccio circolare al settore dell’edilizia in Italia? Quali sono le principali barriere all’implementazione?
L’approccio circolare, dalla progettazione, alla costruzione, e per l’intero ciclo di vita degli edifici sarà la nuova frontiera. Lo standard WLCA – Whole Life Carbon Assessment – introduce questi concetti e le attività per promuovere la circolarità. La difficoltà principale sarà creare un sistema di conoscenza, pratiche e tecniche innovative, ben rodate e diffuse, che permettano di poter rispondere a questa esigenza in modo efficiente.
Rispetto al ruolo nella filiera, quali sono le trasformazioni o le innovazioni chiave che la sua categoria di stakeholder dovrebbe intraprendere per ottenere edifici a bassa emissione di CO₂ e circolari?
Come detto, resta fondamentale creare un sistema per favorire e accompagnare questa transizione, dove tutti siamo chiamati a fare la nostra parte, da organizzazioni come RICS o GBC Italia, a investitori, operatori e professionisti, da istituzioni a cittadini e utenti. Le organizzazioni come la nostra hanno un ruolo fondamentale perché devono guidare il percorso, fare cultura e promuovere innovazione. Creare nuove figure professionali, nuove competenze, nuove conoscenze e le relative innovazioni tecnologiche per accompagnare questa transizione affinché diventi un processo naturale, consolidato e vantaggioso anche a livello economico sarà la chiave che darà una accelerazione a questa rivoluzione sostenibile fondamentale per il Built and Natural Environment.