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Tassonomia europea: la bussola per la finanza sostenibile
30 Settembre 2025

Un regolamento della Commissione Europea definisce cosa sia davvero un investimento green. I protocolli di GBC Italia ne condividono l’impostazione e oggi diventano un riferimento operativo per edilizia e finanza.

 

di Carlotta Rocci

Il tempo è poco, le risorse economiche e il rischio che finiscano diluite in infiniti interventi, il cui impatto sul Pianeta non è effettivamente misurabile, è alto. Da questa urgenza nasce la tassonomia europea, uno strumento della Commissione europea che, attraverso un regolamento dettagliato, stabilisce cosa si intende per investimento green e quali indicatori possano qualificarlo come tale. Non più ampi margini interpretativi, ma criteri tecnici vincolanti che accompagnano il Green Deal e guidano la transizione verso un’economia sostenibile.

La tassonomia individua sei macro-obiettivi: mitigazione del cambiamento climatico, adattamento al cambiamento climatico, uso sostenibile delle risorse idriche e marine, economia circolare, prevenzione e controllo dell’inquinamento, protezione della biodiversità e della salute degli ecosistemi. Per ognuno di questi sei obiettivi vengono individuati criteri chiari e oggettivi per il loro raggiungimento. Le regole sono chiare. Qualunque sia l’obiettivo principale perseguito, l’intervento che mira a raggiungerlo, non può mai arrecare danno a uno degli altri cinque: è la logica del principio DNSH – Do No Significant Harm, cardine del regolamento europeo.

Proprio questa visione sistemica avvicina molto la tassonomia ai protocolli promossi da Green Building Council Italia. «Il movimento dei GBC non solo italiano, ma anche europeo e in generale nel mondo, è l’organizzazione che da sempre ha contribuito a diffondere questa visione olistica al tema della sostenibilità e ha sviluppato strumenti come i protocolli che hanno la stessa struttura della tassonomia e, oggi, stiamo lavorando per allinearli al regolamento Europeo», spiega Marco Caffi, direttore di GBC Italia.

Il settore delle costruzioni e dell’attività immobiliare è dunque una delle nove categorie per cui la tassonomia individua gli atti delegati, in altre parole un elenco di riferimenti tecnici, ingegneristici e ambientali, da adottare per raggiungere gli obiettivi del regolamento stesso. Ma come si interseca tutto questo con la finanza green? Il primo terreno di applicazione della tassonomia è quello dei finanziamenti europei: istituzioni come BCE e BEI dispongono ora di metriche uniformi per stabilire quali progetti siano realmente sostenibili e abbiano raggiunto gli obiettivi previsti. Ma l’effetto si estende all’intero mondo della finanza green, un settore centrale per guidare la transizione verso un’economia a basso impatto ambientale. Il regolamento SFDR (Sustainable Finance Disclosure Regulation) impone trasparenza e criteri di rendicontazione ESG agli operatori finanziari e ai fondi d’investimento, e la tassonomia fornisce i criteri tecnici per classificare le attività sostenibili.

Chi emette o acquista green bond può ora valutare se gli investimenti rispettino standard chiari e uniformi, contribuendo a ridurre il rischio di greenwashing. La tassonomia mira a coinvolgere progressivamente un numero sempre maggiore di attori, dalle grandi banche alle micro-realtà, fino a incidere sulle scelte dei singoli cittadini. I tempi di questa evoluzione sono lunghi e l’Europa ha prorogato alcuni obblighi di rendicontazione, consapevole che il percorso richiede tempo.

È un quadro complesso nel quale GBC ha sempre avuto un ruolo rilevante, prendendo parte, per esempio, ai tavoli tecnici di sviluppo della regolamentazione sulla finanza sostenibile. «La tassonomia è uno strumento complesso, che la finanza sta riconoscendo come utile – dice Caffi – Ha però bisogno di ulteriori strumenti per le fasi operative di sviluppo, progettazione e costruzione e trova nella legislazione nazionale, con i CAM, e nei protocolli energetico ambientali gli strumenti normativi e operativi di progetto e gestione».

Ma non è tutto. Con la tassonomia sempre più realtà economiche dovranno costruire un reporting puntuale per dimostrare il rispetto del regolamento: «È necessario che un ente terzo possa certificare la validità di quel reporting», sottolinea ancora Caffi. Ed è qui che GBC Italia sta assumendo anche il ruolo di verificatore indipendente, funzione cruciale per garantire credibilità e trasparenza. Così la tassonomia, nata per orientare gli investimenti europei, diventa uno strumento con ricadute concrete su tutti: dall’alta finanza ai cantieri, fino alle scelte quotidiane. Un modello che ispira già paesi extraeuropei, dall’Australia al Sudafrica. E che, grazie anche al contributo di realtà come GBC Italia, si traduce in pratiche operative, verificabili e capaci di incidere davvero sulla sostenibilità del costruito.

I GBC hanno capito che possono svolgere anche un altro ruolo: se ogni attività economica deve costruire un reporting che dimostri il rispetto della tassonomia, chi dice che quel reporting sarà poi adeguato? Ecco che GBC Italia, ha costruito un sistema di verifica della tassonomia che possa dimostrare alla finanza i risultati, grazie ad un soggetto terzo che valuti quel reporting e dica se è congruo con la tassonomia qualificandone il livello di qualità, strumenti operativi e verifiche di ritorno verso soggetti investitori.