
Il progetto no profit degli studenti dell’Università di Hong Kong ha trasformato la contraddizione idrica in opportunità
di Sabrina Zanini
Un villaggio Hakka nella Cina meridionale, dove le piogge abbondano ma l’acqua potabile scarseggia, raccoglie le acque piovane e crea spazi educativi e architettura flessibile per rafforzare identità culturale e coesione sociale.
Duling è un piccolo villaggio Hakka immerso nella campagna verdeggiante del Guangxi, in Cina. In questa terra le piogge sono abbondanti, quasi quotidiane, eppure l’acqua potabile scarseggia: i tremila abitanti dipendono da pozzi poco produttivi e da riserve limitate, in assenza di una infrastruttura idrica. La mancanza di acqua pulita ha generato negli anni gravi criticità igienico-sanitarie, mettendo in pericolo soprattutto i più piccoli. È da questo scenario che nasce il progetto Duling, sviluppato come iniziativa no profit dagli studenti dell’Università di Hong Kong con la piattaforma Project Mingde, che ha trasformato la contraddizione dell’acqua in un’opportunità di crescita sociale, educativa e culturale, un gesto collettivo che ha reso l’architettura catalizzatore di speranza.
La prima fase del progetto si è concentrata sulla scuola esistente, fragile e segnata dal tempo. Il fabbricato è stato consolidato nella sua struttura portante e dotato di una nuova copertura in grado di proteggerlo dalle infiltrazioni e dal degrado climatico, assicurando maggiore durabilità all’edificio. In parallelo, è stato introdotto un impianto sanitario sostenibile, pensato per risolvere la criticità più urgente: l’assenza di servizi igienici adeguati. Questo ha significato dotare la comunità scolastica di toilette efficienti, progettate per ridurre il consumo idrico, limitare l’inquinamento delle falde e migliorare radicalmente le condizioni di igiene. L’intervento, pur semplice nella sua essenza, ha rappresentato una svolta importante per la vita quotidiana, permettendo agli studenti di disporre di ambienti più salubri e sicuri. È stata una fase pragmatica, mirata a risolvere problemi immediati ma anche a costruire fiducia, creando le basi per un progetto più ampio. In questo senso, la ristrutturazione della scuola ha avuto un forte valore simbolico: intervenire sugli spazi dell’educazione significava investire sul futuro della comunità, restituendo dignità a un luogo di apprendimento che rischiava di andare perduto.
La seconda fase ha avuto un respiro più ampio, con la realizzazione di un asilo e di un centro culturale, cuore della nuova vita comunitaria. Qui la sfida dell’acqua è stata trasformata in un dispositivo architettonico e paesaggistico: i tetti dell’edificio sono stati modellati in sequenza degradante, seguendo la topografia e richiamando le linee di drenaggio naturali. Questa forma a cascata consente di convogliare l’acqua piovana verso uno stagno a loto, fulcro del progetto. Dal bacino l’acqua viene filtrata naturalmente e poi raccolta in un sistema sotterraneo di riciclo, capace di fornire in media 1.500 litri di acqua pulita al giorno, restituendola per gli usi della scuola e del centro. Non si tratta soltanto di un’infrastruttura tecnica, ma di un’architettura che integra natura e cultura: il loto, fiore simbolico nella tradizione Hakka, richiama l’idea di purezza, educazione e rigenerazione, diventando metafora visibile di un ciclo virtuoso che dal paesaggio entra nella vita quotidiana. Attorno a questo elemento si sviluppano gli spazi interni, pensati come ambienti flessibili, con pareti che si aprono verso l’esterno, ventilazione naturale e configurazioni adattabili a diverse funzioni. Le aule e gli spazi comuni non sono rigidi: possono diventare sale per l’apprendimento, aree per il gioco o luoghi d’incontro comunitario. Questa versatilità riflette un approccio centrato sugli utenti, in cui la dimensione architettonica diventa strumento di relazione e partecipazione.
Il Duling Educational and Cultural Centre è dunque un progetto costruttivo, esempio di un’architettura che nasce dall’ascolto e dal rispetto. Valorizza il patrimonio culturale del popolo Hakka, traducendo simboli e tradizioni in soluzioni funzionali e sostenibili, senza imporre un modello esterno, ma innestando innovazione sulla continuità con il passato. Ha inoltre mostrato come la progettazione responsabile possa incidere sulla coesione sociale: creare luoghi in cui incontrarsi, studiare, giocare e condividere rafforza i legami comunitari e abbatte barriere geografiche e culturali. In questo senso, il progetto assume un valore esemplare e replicabile: sebbene radicato in un contesto lontano, diventa fonte di ispirazione per l’edilizia del futuro, capace di coniugare efficienza tecnica, sostenibilità ambientale e sensibilità culturale. In un mondo sempre più segnato da crisi idriche e tensioni sociali, il caso di Duling insegna che l’acqua, risorsa fragile e potente, può diventare punto di partenza per ripensare i nostri spazi e la nostra convivenza. Qui, in un villaggio rurale della Cina meridionale, l’architettura ha dimostrato di poter essere non solo costruzione materiale, ma strumento di resilienza e veicolo di speranza collettiva.