
Un documento che aggiorna principi e procedure, apre a nuove categorie di soci e rafforza la missione di un’associazione sempre più inclusiva e protagonista della sostenibilità.
Enrico Scalchi, Segretario Generale di Green Building Council Italia, ha accompagnato l’associazione sin dalla sua fondazione, ricoprendo ruoli nel Comitato Esecutivo e nel Consiglio di Indirizzo e contribuendo a consolidarne la crescita e la credibilità. La sua esperienza di lungo corso gli consente oggi di raccontare un passaggio fondamentale nella vita di GBC Italia: la presentazione del nuovo Statuto 2025.
Il documento finora in vigore, redatto nel 2008 al momento della nascita dell’associazione, è rimasto invariato per oltre diciassette anni, nonostante il contesto sia profondamente cambiato. In questo tempo GBC Italia si è consolidata, ha visto crescere il numero dei soci, ha ampliato i propri ambiti di applicazione e di intervento, ha moltiplicato le attività e con esse le responsabilità. La revisione dello Statuto, o meglio la definizione di un nuovo Statuto, è stata quindi individuata già all’inizio dell’attuale mandato come obiettivo programmatico da perseguire con decisione. Non si tratta di un semplice aggiornamento del testo, ma di una scelta di prospettiva, di un passo che vuole dotare l’associazione di uno strumento all’altezza delle sfide del presente e del futuro.
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Gli obiettivi principali del nuovo Statuto possono essere ricondotti a quattro linee guida. La prima è l’aggiornamento del testo esistente, che tiene conto di cambiamenti sociali e culturali avvenuti negli ultimi anni. Nel 2008, ad esempio, non erano presenti riferimenti alla diversità, all’equità e all’inclusione, temi che oggi rappresentano principi imprescindibili per un’associazione che opera nel campo della sostenibilità, della qualità della vita e del rapporto tra persone e ambiente costruito. La seconda direttrice è la semplificazione delle procedure e dei processi. Il nuovo Statuto si concentra sulla definizione dei principi generali, mentre gli aspetti gestionali e operativi vengono affidati agli organi associativi competenti, incaricati di predisporre regolamenti snelli e facilmente aggiornabili, in modo da assicurare risposte tempestive a un contesto in continua evoluzione. La terza linea è il chiarimento dei ruoli e delle responsabilità degli organi associativi, per eliminare quelle ambiguità interpretative che nel tempo avevano generato incertezze e per consolidare prassi già positivamente attuate. Infine, la quarta direttrice riguarda lo sviluppo dell’associazione. Il nuovo Statuto apre a nuove categorie di soci, come professionisti e studenti, portatori di competenze e visioni innovative, e introduce la possibilità di accogliere soci onorari – enti, istituti di ricerca, ministeri – che pur non potendo contribuire con una quota associativa, rappresentano interlocutori prestigiosi e fondamentali nei processi di attuazione della sostenibilità.
Il percorso di redazione del nuovo Statuto è stato lungo e partecipato. Da oltre un anno e mezzo vi lavorano il Comitato Esecutivo, il Consiglio di Indirizzo – composto da ventiquattro persone – consulenti esterni, avvocati e notai, oltre al Collegio Sindacale. Un lavoro complesso che ha portato alla stesura di un testo capace di accompagnare la crescita di un’associazione che oggi sviluppa attività per oltre 1,6 milioni di euro l’anno, raddoppiando le dimensioni di pochi anni fa. Proprio per questo, tra le novità introdotte, vi è anche la possibilità di prevedere in futuro nuove figure istituzionali come il Direttore Generale, in grado di garantire completare un’organizzazione solida e adeguata.
Grande attenzione è stata dedicata al coinvolgimento dei soci, affinché ogni passaggio fosse trasparente e condiviso. Sul portale riservato sono stati messi a disposizione documenti di confronto tra vecchio e nuovo Statuto, linee guida con le principali novità e materiali di sintesi. Sono stati organizzati webinar di approfondimento, che hanno visto la partecipazione attiva dei soci, e predisposte modalità di voto digitale e a distanza, per favorire la massima partecipazione. Dal 15 settembre al 6 ottobre sarà possibile esprimere il proprio voto, fino all’Assemblea straordinaria del 6 ottobre, dedicata esclusivamente a questo tema.
Il nuovo Statuto rappresenta dunque molto più di un aggiornamento formale: è uno strumento per accompagnare la crescita di GBC Italia, rendendola più inclusiva, moderna e pronta ad affrontare le sfide del futuro. La sua approvazione segnerà un passaggio storico nella vita dell’associazione, confermandone la capacità di evolvere senza perdere di vista la propria missione: promuovere la sostenibilità dell’ambiente costruito, il benessere delle persone e il valore della comunità.