
Parlare di edilizia oggi significa parlare del nostro presente, ma soprattutto del nostro futuro.
Editoriale a cura di Giuliano Dall’Ò Presidente del Comitato Tecnico-Scientifico di GBC Italia
Il settore edile è uno dei settori più complessi e, al tempo stesso, più decisivi e strategici per la sostenibilità ambientale, economica e sociale del Paese. Qui si intrecciano le grandi sfide energetiche – considerando che l’Italia importa ancora circa il 75% dell’energia che consuma – con quelle ambientali, legate agli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici. L’edilizia, tuttavia, non è solo criticità: rappresenta anche un terreno fertile di opportunità, dallo sviluppo delle fonti rinnovabili – i tetti fotovoltaici sono ormai una pratica consolidata nei nuovi edifici – all’innovazione digitale, che rende le abitazioni sempre più smart e connesse con il territorio.
Un tema centrale è quello della resilienza, intesa come la capacità delle abitazioni e delle città di resistere e adattarsi agli shock esterni, in particolare a quelli generati dal cambiamento climatico. Non basta costruire edifici efficienti: occorre progettare edifici e comunità in grado di garantire sicurezza e benessere anche in condizioni di crisi.
In questo contesto si colloca la più recente direttiva europea, la cosiddetta “Case Green”. Spesso percepita come un’imposizione dall’alto, deve invece essere considerata un’opportunità per ridurre la dipendenza energetica nazionale e modernizzare un patrimonio edilizio in larga parte obsoleto. Nella sua attuazione è però fondamentale evitare errori: servono strategie graduali, strumenti finanziari adeguati, soluzioni tecniche realmente sostenibili e il coinvolgimento attivo dei cittadini e delle comunità. Solo così un obbligo percepito può trasformarsi in occasione di crescita, innovazione e autentica sostenibilità.
L’edilizia contemporanea non può più essere intesa come una somma di episodi isolati: gli interventi devono sempre più riguardare il territorio nel suo complesso, puntando alla perfetta integrazione tra edifici e spazi urbani che forniscono servizi. Sistemi edilizi compatti e ben articolati consentono, infatti, di restituire alla natura – e agli stessi cittadini – spazi che prima erano occupati, ricordando che il suolo, specialmente all’interno delle città, è una risorsa preziosa che va recuperata e, all’esterno, conservata e valorizzata.
Non è un caso, quindi, se si parla di edilizia come di un settore in continua trasformazione. Garantire la sostenibilità del singolo edificio non è più sufficiente: occorre ragionare sulla sostenibilità dell’abitare, perché abitare significa vivere in uno spazio urbano complesso, dove ci si muove, si accede a servizi e si intrecciano funzioni diverse. Questa trasformazione allarga i confini della progettazione e rende il lavoro sul territorio più difficile ma anche più stimolante, perché ogni sfida può e deve essere colta come opportunità di crescita.
In questo scenario, il Green Building Council Italia svolge un ruolo strategico. Non rappresenta soltanto un’associazione di settore, ma una vera e propria piattaforma di saperi, in cui ricerca, progettazione, produzione, costruzione e gestione coesistono. Un ecosistema che si nutre della pluralità delle competenze: architetti, ingegneri, progettisti, impiantisti, produttori di componenti e sistemi, costruttori, università e gestori. È questa capacità di mettere insieme mondi diversi a fare la differenza: l’edilizia di domani non può più essere il risultato di competenze isolate, ma il frutto di contaminazioni, scambi e linguaggi condivisi. La concretezza è l’elemento che distingue il lavoro del GBC. Non vengono prodotti modelli astratti destinati a restare sulla carta, ma strumenti, metodi e protocolli che poi vengono applicati a edifici reali. È anche grazie a questo approccio che negli ultimi anni il settore ha compiuto passi significativi verso la sostenibilità. Molti dei risultati acquisiti derivano dall’impegno della rete dei Green Building Council – circa settanta in tutto il mondo – che ha saputo spingere l’edilizia verso una nuova frontiera.
La concretezza si manifesta anche attraverso i progetti europei, che consentono di connettersi a ciò che accade a livello internazionale, sviluppare concetti in sinergia con altri Paesi, condividere metodologie e strumenti. I risultati di tali progetti alimentano le attività interne, promosse dai Gruppi di Lavoro di GBC Italia, che elaborano position paper: documenti che non esprimono interessi di parte, ma visioni condivise dall’intero ecosistema della Associazione. In questi tavoli, aperti alla partecipazione di università, professionisti, imprese e soci, avviene un trasferimento prezioso di conoscenze, tradotte in contributi operativi capaci di dialogare con le istituzioni e la politica.
Un ulteriore pilastro è rappresentato dai protocolli di certificazione energetico-ambientale. Dal LEED, tra i più riconosciuti a livello internazionale, ai protocolli specifici sviluppati da GBC Italia, questi strumenti accompagnano l’intero processo edilizio: definiscono le azioni da intraprendere, verificano la qualità esecutiva e garantiscono che le prestazioni siano mantenute nel tempo. Tra i più significativi sviluppati all’interno di GBC, il protocollo GBC Historic Building – unico al mondo dedicato agli edifici storici – che dimostra come anche la valorizzazione del patrimonio culturale possa integrarsi con le esigenze oramai irrinunciabili della sostenibilità ambientale. I protocolli non sono strumenti rigidi, ma flessibili e in continua evoluzione. Inizialmente focalizzati sull’efficienza energetica, si sono progressivamente estesi a temi come economia circolare, riuso dei materiali, adattamento climatico, integrazione delle tecnologie digitali e smart. Sempre più attenzione è rivolta alla qualità ambientale interna, al comfort e al benessere delle persone: l’edificio non è più concepito solo come macchina efficiente, ma come luogo capace di migliorare la vita di chi lo abita.
Questa evoluzione segna una vera rivoluzione culturale. La sostenibilità non è più un concetto astratto, ma un processo dinamico che abbraccia tutte le dimensioni dell’abitare. È un cammino che richiede impegno costante, ma che dimostra come l’edilizia possa essere un motore di cambiamento positivo.
Tutti questi temi troveranno una sintesi nel primo Green Building Forum Italia, che si terrà il 27 ottobre a Milano, presso Palazzo Lombardia. Non sarà soltanto un evento, ma una tappa fondamentale di un percorso da condividere con la società. Il Forum avrà una duplice funzione: comunicare l’urgenza di proseguire con decisione verso la sostenibilità e la resilienza, e mostrare i risultati già raggiunti.
Il Forum sarà un’occasione di apertura al mondo politico e istituzionale – presente all’evento – per trarre spunti concreti riguardo le nuove normative e le strategie da attuare. Sarà anche un punto di verifica dello stato dell’arte e, soprattutto, uno sguardo verso il futuro: molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare. L’intento è quello di creare un punto di incontro per una platea che sia ampia e trasversale, perché la sostenibilità dell’abitare costituisce una responsabilità collettiva. È qui che si gioca la qualità della vita presente, ma anche e soprattutto quella delle generazioni future.