
Per chi abita un edificio, la sostenibilità può voler dire una casa meno costosa da gestire, ambienti più confortevoli e lavori di cui comprendere utilità e qualità. Per chi opera nel settore, significa scegliere materiali, tecnologie e processi capaci di dare risultati misurabili. Prospettive diverse ma complementari, che devono incontrarsi perché la trasformazione dell’ambiente costruito diventi davvero inclusiva.
Già nel 2025 il Quaderno aveva messo in relazione i risultati dell’indagine Eumetra a cura del Prof. Renato Mannheimer, il contributo di università ed esperti e le esperienze dei Soci. L’edizione 2026, che verrà presentata al Forum del 28 ottobre, riprende quell’impostazione con nuovi contributi e casi studio per affrontare una domanda chiave: come rendere la sostenibilità una scelta possibile per tutti?
Ascoltare chi vive gli edifici
Il primo passaggio è capire come le persone guardano alla sostenibilità e quali difficoltà incontrano quando devono decidere se intervenire sulla propria abitazione. Conoscere esigenze, aspettative e ostacoli è indispensabile per orientare il lavoro della filiera e proporre soluzioni efficaci.
I dati presentati nell’edizione 2025 del Quaderno ne offrono un esempio. Il 63% dei proprietari intervistati riteneva necessari interventi di efficientamento energetico sulla propria abitazione principale, mentre il 37% si dichiarava disponibile a sostenerne i costi. Nella stessa rilevazione, l’84% considerava interessante una guida agli interventi redatta da un ente indipendente e l’83% attribuiva importanza alla certificazione indipendente della qualità dei lavori. Tra riconoscere il bisogno di migliorare un edificio e decidere come farlo entrano dunque in gioco costi, informazioni e fiducia nei risultati.
Ascoltare i cittadini significa quindi raccogliere le domande a cui il settore deve saper rispondere con chiarezza. Quali interventi hanno priorità? Che cosa cambia per chi abita quegli spazi? Come si valutano le prestazioni promesse e la qualità dei lavori eseguiti? Il Quaderno porterà queste domande al Forum, chiedendo a chi studia, progetta e realizza gli interventi di mostrare quali risposte sono già possibili e che cosa serve per renderle alla portata di tutti.
Il contributo delle università e della ricerca
Alle opinioni dei cittadini si affianca il lavoro di università, centri di ricerca e professionisti, necessario per interpretare le esigenze emerse. Per un committente, orientarsi tra soluzioni tecniche diverse è complesso: una scelta compiuta oggi inciderà per anni sulle prestazioni dell’immobile, ed è qui che il supporto scientifico permette di decidere su basi più solide.
Nel Quaderno del Forum 2025, Giuliano Dall’Ò, presidente del Comitato tecnico-scientifico di GBC Italia, riconosceva proprio nell’incontro tra competenze uno dei punti di forza dell’associazione, definendola “una vera e propria piattaforma di saperi, in cui ricerca, progettazione, produzione, costruzione e gestione coesistono”. Nei Gruppi di Lavoro, questo confronto alimenta i position paper, documenti con analisi e proposte per il settore e le istituzioni, a cui si affiancano i protocolli di certificazione per verificare i risultati sul campo.
Questa collaborazione guida le scelte operative lungo l’intero ciclo di vita dell’edificio: un materiale va valutato per l’impatto di produzione e recupero; un impianto per i consumi e la manutenzione nel tempo; gli ambienti per il comfort e la salubrità abitativa. Guardare oltre il momento della consegna dei lavori permette di confrontare le opzioni in modo consapevole.
Dal sapere al fare: il lavoro della filiera
Il percorso del Quaderno porta Casi Studio seguiti dai Soci, dove obiettivi, metodi e competenze si misurano con le condizioni reali di un progetto: un edificio esistente da riqualificare, un materiale da produrre con minori impatti, impianti da gestire meglio, risorse da recuperare e rimettere in uso.
Casi studio che permettono di entrare nel merito del cantiere e della gestione: quali problemi sono stati affrontati, quali scelte sono state compiute e come ne vengono valutati i risultati. Raccontare un progetto in questi termini rende leggibile ciò che spesso resta dietro un intervento concluso. Sebbene una soluzione non si trasferisca automaticamente da un edificio all’altro, comprenderne le condizioni di partenza aiuta l’intera filiera a individuare modelli replicabili, trasformando l’esperienza sul campo in una vera e propria cultura della sostenibilità.
Un Quaderno per tenere insieme le voci
Mettere a sistema questi contributi permette di guidare il percorso che va dall’idea al cantiere: le informazioni per orientarsi, le competenze per realizzare e le condizioni per garantire un impatto positivo sulla vita quotidiana.
Perché una sostenibilità inclusiva non può prescindere dall’ascolto. Se il Forum del 28 ottobre sarà il momento del dibattito pubblico, il Quaderno ne rappresenterà l’eredità operativa: una guida da consultare nel tempo per trasformare il confronto tra gli attori della filiera in una qualità dell’abitare accessibile a tutti.
I temi annunciati sono: energia, industria e competitività; casa, rigenerazione urbana e accessibilità; territori, innovazione e sviluppo sostenibile; infrastrutture e competitività. Il Forum riunisce istituzioni, imprese, professionisti, associazioni e investitori per individuare le priorità del settore e delineare strategie per il futuro del costruito.
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