
Dal residenziale vicino a Parco Talenti agli uffici accanto alla stazione Tiburtina, fino al recupero del patrimonio storico nel cuore della città, Roma offre prospettive diverse da cui osservare la trasformazione dell’ambiente costruito.
Progetti che rispondono a funzioni ed esigenze differenti, ma che aiutano a comprendere una questione comune: la qualità di un edificio acquista pieno significato nel rapporto con i luoghi, i servizi e le persone che lo circondano.
È una prospettiva che accompagna il percorso verso il Green Building Forum Italia, in programma il 28 ottobre 2026 all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Al centro del confronto, la possibilità di rendere la sostenibilità accessibile e realizzabile su larga scala, traducendo l’innovazione del settore in benefici riconoscibili nella vita quotidiana.
Per leggere questo cambiamento, alle prestazioni degli edifici occorre affiancare l’osservazione del contesto urbano. Consumi energetici, uso dell’acqua e comfort degli ambienti entrano così in relazione con la disponibilità di verde, i collegamenti del trasporto pubblico, la mobilità pedonale e ciclabile, le infrastrutture per la ricarica elettrica. Prende forma una lettura della città nuova e capace di collegare ciò che un edificio offre al modo in cui le persone possono abitarlo e raggiungerlo.
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Dalle prestazioni del costruito alla qualità urbana
La diffusione delle certificazioni contribuisce a rendere più solida e verificabile la trasformazione del patrimonio edilizio. Attraverso criteri condivisi, obiettivi progettuali e procedure di controllo, i protocolli permettono di valutare le scelte compiute e di dare evidenza ai risultati raggiunti. Nell’ultima ricognizione datata dicembre 2021, risultavano 160 edifici registrati o certificati a Roma e nei comuni limitrofi, un numero destinato ovviamente sempre più a crescere.
Il rapporto con il territorio è già parte di questa cultura progettuale. LEED considera, tra le proprie aree di valutazione, la localizzazione e i trasporti; GBC Quartieri affronta la sostenibilità alla scala dell’insediamento, valorizzando il collegamento con il trasporto pubblico e la presenza di servizi e funzioni sociali. Edificio e contesto appartengono quindi a uno stesso ragionamento, che richiede competenze e responsabilità diverse lungo tutto il processo di trasformazione urbana.
Osservare insieme i progetti romani e gli elementi della città che li accoglie rende questo approccio più concreto: permette di riconoscere relazioni già presenti, individuare connessioni da rafforzare e comprendere dove un intervento sull’immobile possa essere accompagnato da un miglioramento dello spazio pubblico.
Abitare vicino al verde
Il progetto residenziale Z2 Le Dalie, in via Dario Niccodemi, offre un esempio del rapporto tra qualità dell’abitare e paesaggio urbano. Progettato dall’architetto Paolo Portoghesi e collocato sul margine occidentale di Parco Talenti, fa parte del più ampio insediamento Rinascimento Terzo, la cui strategia energetica comprende il ricorso allo scambio geotermico e a pompe di calore.
L’interesse di questa esperienza sta nella possibilità di leggere insieme due dimensioni del progetto: le soluzioni adottate per rispondere ai fabbisogni energetici e il rapporto con un grande spazio verde. Il parco introduce opportunità di movimento, incontro e tempo libero che entrano nell’esperienza dell’abitare.
La riflessione che riguarda il progetto di Portoghesi interessa molti quartieri della Capitale dove la vicinanza al verde diventa particolarmente significativa quando si accompagna a ingressi facilmente raggiungibili, percorsi accessibili e collegamenti con le abitazioni. Per il progetto urbano, significa considerare il tragitto che separa una casa da uno spazio collettivo come parte della qualità offerta alle persone e non solo un momento di transito.
Luoghi di lavoro e connessioni con la città
Il rapporto tra edificio e mobilità è particolarmente evidente nel caso di Orizzonte Europa, sede di BNL Gruppo BNP Paribas in prossimità della stazione Tiburtina. Il complesso ha ottenuto la certificazione LEED Gold Core & Shell e integra soluzioni per l’efficienza energetica e idrica con spazi pensati per le esigenze di chi vi lavora, tra cui asilo, ristorante aziendale e auditorium.
La collocazione accanto a un nodo ferroviario consente di leggere il progetto anche attraverso le possibilità di accesso. Per un edificio direzionale, i collegamenti con la città sono parte delle condizioni che influenzano l’esperienza lavorativa: incidono sulle alternative disponibili per raggiungere la sede e sull’organizzazione degli spostamenti quotidiani.
Il caso di Tiburtina suggerisce quindi una riflessione più ampia sulla localizzazione delle attività. Quando si progetta o si riqualifica un luogo di lavoro, la disponibilità di trasporto pubblico e la continuità dei percorsi di accesso meritano attenzione insieme agli impianti, alla luce naturale e al comfort degli uffici. Sono scelte che richiedono un dialogo tra chi sviluppa il progetto immobiliare e chi pianifica e gestisce le infrastrutture urbane.
Rigenerare il patrimonio e renderlo fruibile
Nel centro storico, il percorso di recupero di Palazzo Silvestri-Rivaldi, in via del Colosseo, introduce un’altra dimensione della sostenibilità. Il progetto, registrato al protocollo GBC Historic Building, riguarda una porzione del complesso storico e comprende il recupero di un corpo di fabbrica novecentesco già destinato a uffici.
L’intervento mette in relazione il miglioramento architettonico, strutturale e impiantistico con il comfort e l’accessibilità. La valorizzazione del patrimonio passa anche dalla possibilità di renderne gli spazi adeguati a nuovi usi, mantenendo riconoscibili le caratteristiche che ne costituiscono il valore storico.
Per Roma, così come tante altre realtà nazionali, questa è una questione centrale. La trasformazione sostenibile deve confrontarsi con edifici, materiali e assetti urbani stratificati nel tempo. Il recupero offre l’opportunità di prolungarne la vita utile e di costruire nuove condizioni di fruizione. In questa prospettiva, la qualità dell’intervento riguarda tanto la conservazione quanto il rapporto che il luogo può stabilire con la collettività.
Verso il Forum attraverso conoscenza e ascolto
La lettura dei progetti e dei territori è più che una fotografia ferma nel tempo. Si tratta di un percorso che ha come prossima tappa il confronto del Forum di Roma dove ci sarà l’occasione per far dialogare chi progetta, costruisce e gestisce gli edifici con le istituzioni e con le persone che vivono la città. Esperienze e competenze diverse possono aiutare a capire quali soluzioni funzionano, dove incontrano ostacoli e come renderle accessibili a un numero maggiore di persone.
Il principio che le accomuna è semplice: se la sostenibilità deve essere per tutti, tutti devono poter essere ascoltati. Le prestazioni di un edificio raccontano una parte della sua qualità, l’esperienza di chi lo utilizza completa il quadro e aiuta a orientare le scelte future.
Il 28 ottobre 2026, all’Auditorium Parco della Musica, affronteremo insieme le domande che Roma pone ogni giorno: come recuperare il patrimonio esistente, come inserire nuovi interventi e come migliorare gli spazi condivisi. Quesiti che certamente si incontrano camminando per la Capitale ma che si ripresentano in molte città italiane. I temi annunciati sono: energia, industria e competitività; casa, rigenerazione urbana e accessibilità; territori, innovazione e sviluppo sostenibile; infrastrutture e competitività. Il Forum riunisce istituzioni, imprese, professionisti, associazioni e investitori per individuare le priorità del settore e delineare strategie per il futuro del costruito.
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