
Transizione energetica, industrializzazione e circolarità per ripensare i modelli dell’edilizia
di Sara Narduzzi
L’energia muove le imprese, incide sull’economia, sul mercato delle costruzioni e sulla rigenerazione del patrimonio edilizio. Competitività e decarbonizzazione sono oggi due obiettivi strettamente connessi. Negli ultimi due anni la Commissione Europea ha progressivamente spostato il baricentro del Green Deal verso una più ampia politica industriale. Il primo tassello è stato il Clean Industrial Deal, presentato nel febbraio 2025, che considera la transizione energetica una leva per rafforzare la competitività europea attraverso la riduzione dei costi dell’energia, gli investimenti nelle tecnologie pulite e il consolidamento delle filiere strategiche. Il piano mobilita oltre 100 miliardi di euro, promuove la produzione europea di tecnologie net-zero, rafforza economia circolare e materie prime critiche e introduce nuovi criteri negli appalti pubblici, affiancando al prezzo aspetti come sostenibilità, resilienza e sicurezza degli approvvigionamenti.
Si sono poi affiancati l’Affordable Energy Action Plan, dedicato alla riduzione del costo dell’energia per imprese e cittadini, e il più recente Electrification Action Plan, secondo cui entro il 2040 l’elettricità dovrebbe coprire il 46% dei consumi energetici finali dell’Unione, contro il 23% attuale.
La trasformazione coinvolgerà direttamente case, imprese e infrastrutture, come sottolinea Heidelberg Materials. «La competitività del futuro nasce dalla capacità di coniugare innovazione, sostenibilità e sicurezza energetica. Siamo convinti che la transizione verso un’economia a ridotte emissioni di carbonio rappresenti non solo una responsabilità ambientale, ma anche una straordinaria opportunità di sviluppo industriale. Per questo investiamo in tecnologie innovative, materiali sempre più sostenibili e soluzioni che contribuiscono a ridurre l’impronta carbonica dei nostri processi produttivi. In questo percorso, l’impiego crescente di combustibili alternativi svolge un ruolo fondamentale, consentendo di valorizzare risorse provenienti dall’economia circolare e di ridurre il ricorso ai combustibili fossili. Costruire la competitività di domani significa creare oggi le condizioni per un’industria efficiente e capace di generare valore per il territorio, l’ambiente e l’intera filiera delle costruzioni»come sottolinea Stefano Gallini, Amministratore Delegato Heidelberg Materials Italia Cementi S.p.A.
Una transizione, quindi, che non riguarda soltanto l’efficienza degli edifici, ma tutto il comparto: dalla produzione dei materiali ai sistemi impiantistici, dalla digitalizzazione dei processi all’economia circolare.
Secondo l’ultima edizione del Global Status Report for Buildings and Construction di UNEP e GlobalABC: costruzioni e immobiliare rappresentano l’11-13% del PIL mondiale e impiegano circa il 9% della forza lavoro globale, ma sono anche responsabili del 37% delle emissioni globali di CO₂ e di quasi il 50% dell’estrazione mondiale di materiali. Il rapporto evidenzia anche che circa la metà degli edifici che esisteranno nel 2050 deve ancora essere costruita o ristrutturata. Dati da cui emerge l’urgenza di una decarbonizzazione che vada dagli edifici ai materiali, per evitare che l’espansione urbana comprometta gli obiettivi climatici globali.
Il settore però risente della frammentazione della filiera e di scarsa standardizzazione dei processi, oltre che della difficoltà di reperire manodopera qualificata e di modelli contrattuali poco orientati all’innovazione. Secondo l’OCSE, digitalizzazione, utilizzo dei dati e intelligenza artificiale rappresentano strumenti essenziali per aumentare produttività, resilienza delle catene di fornitura e sostenibilità. Significa accelerare l’adozione di tecnologie come BIM, digital twin, intelligenza artificiale, progettazione integrata, Design for Manufacturing and Assembly e prefabbricazione avanzata.
Una nuova visione della competitività, che non dipende solo dalla capacità di contenere i costi, ma anche dallo sviluppo di materiali a basse emissioni, dall’economia circolare, dalla misurazione delle prestazioni ambientali e dalla gestione dell’intero ciclo di vita degli edifici. Non a caso il Clean Industrial Deal individua proprio nella circolarità una leva strategica per ridurre la dipendenza dalle materie prime critiche e rafforzare la resilienza delle filiere europee.
«La competitività dell’industria passa sempre più dalla capacità di coniugare efficienza, innovazione e sostenibilità. In Wolf System crediamo che il settore delle costruzioni possa svolgere un ruolo determinante nella transizione energetica attraverso edifici ad alte prestazioni, progettati secondo criteri di ciclo di vita e realizzati con materiali a basso impatto come il legno strutturale certificato» sostiene Davide Marchesani, Head of Sales di Wolf System.
Per l’edilizia significa progettare edifici sempre più efficienti, durevoli e circolari, integrando progettazione, manifattura e gestione digitale delle informazioni. La sostenibilità così non rappresenta più soltanto un obiettivo ambientale, ma una leva di produttività.
Energia, industria e competitività saranno al centro del confronto del Green Building Forum Italia, in programma il 28 ottobre a Roma, presso l’Auditorium Parco della Musica.