CONTATTACI
LOGIN
   
Abitare l’esistente
29 Luglio 2026

Rigenerazione e accessibilità per rispondere all’emergenza casa

di Sara Narduzzi

 

L’emergenza abitativa richiede di ampliare l’offerta di abitazioni, ma l’efficacia delle misure adottate dipenderà soprattutto dalla capacità di trasformare il patrimonio esistente inserendo gli interventi all’interno di una più ampia strategia di rigenerazione urbana. 

Il Piano Casa, che prevede di rendere disponibili 100 mila nuovi alloggi nell’arco di dieci anni, attraverso un mix di edilizia residenziale pubblica e sociale, recupero del patrimonio inutilizzato e coinvolgimento di capitali pubblici e privati, ha come primo pilastro proprio il recupero di circa 60 mila alloggi popolari. Una ulteriore spinta alla riqualificazione viene dal disegno di legge sul contenimento del consumo di suolo e la tutela delle aree interne, approvato dal CNEL il 23 luglio 2026, che individua nel recupero degli immobili esistenti e nella rigenerazione urbana gli strumenti prioritari per limitare l’espansione delle città, preservare il territorio agricolo e rafforzare la qualità degli insediamenti esistenti. La rigenerazione viene così interpretata come una politica di sviluppo, capace di coniugare sostenibilità ambientale, competitività economica e coesione sociale, senza lasciare indietro i territori più fragili come le aree interne.

Sono i numeri a spiegare perché oggi la priorità non possa essere costruire ex novo: secondo ENEA, l’Italia conta 12,4 milioni di edifici residenziali che per  il 60% sono stati costruiti prima del 1976, quando ancora non esistevano norme sul contenimento dei consumi energetici. A questo patrimonio si affiancano circa 770.000 immobili pubblici, dei quali oltre 670.000 non soggetti a vincoli: un volume enorme di edifici sui quali è possibile programmare interventi di riqualificazione energetica e funzionale. Il Rapporto Annuale sulla Certificazione Energetica degli Edifici 2025 indica che le strutture meno efficienti (appartenenti alle classi F e G), rappresentano ancora il 43,7% degli edifici mappati, seppur in progressiva riduzione.

Rendere più efficienti gli immobili è dunque urgente ma non esaurisce il lavoro di rigenerazione, che deve necessariamente includere anche l’accessibilità in tutte le sue sfumature. Una casa accessibile è economicamente sostenibile, sia al momento dell’acquisto sia durante il suo ciclo di vita, perché garantisce consumi ridotti e minori costi di gestione. Ma è anche una casa progettata per adattarsi alle esigenze di persone con età, capacità e bisogni differenti. Guardando all’esterno, poi, dovrebbe essere inserita in quartieri serviti, connessi e dotati di spazi pubblici di qualità, per contribuire al benessere, alla salute e all’inclusione sociale. Accessibilità e sostenibilità non rappresentano quindi obiettivi contrapposti, ma dimensioni complementari di uno stesso progetto di trasformazione dell’ambiente costruito. 

La rigenerazione degli edifici è reale se si innesta nel contesto urbano, integrandosi con servizi, mobilità e infrastrutture. Se manca una regia programmatica e progettuale capace di mettere in relazione edificio e territorio, il rischio è quello di produrre interventi frammentati, incapaci di generare inclusione, valore e prospettive di lungo periodo. 

«La transizione energetica e la rigenerazione urbana rappresentano due leve decisive per la competitività del Paese. Edifici, quartieri e infrastrutture devono evolvere verso sistemi più efficienti, digitali, resilienti e capaci di adattarsi ai cambiamenti climatici. La sfida non riguarda soltanto la riduzione dei consumi e delle emissioni, ma la qualità complessiva dell’abitare: comfort, salubrità, accessibilità e benessere delle persone. Occorre superare approcci frammentati, integrando innovazione tecnologica, soluzioni basate sulla natura e nuovi modelli di gestione del patrimonio esistente. Rigenerare significa infatti trasformare case e città in infrastrutture più inclusive, sicure e attrattive, capaci di mitigare le isole di calore, gestire gli eventi climatici estremi e migliorare la qualità ambientale interna ed esterna. Per R2M Solution, la vera opportunità consiste nel rendere queste soluzioni misurabili, replicabili e sostenibili economicamente, trasformando sostenibilità e innovazione in valore concreto per imprese, territori e comunità» commenta Alessandro Lodigiani, Country Manager Italy di R2M Solution.

L’individuazione di modelli integrati che possano essere replicati su larga scala è l’obiettivo della call europea Better Homes Partnerships, dedicata alle ristrutturazioni per case accessibili, che punta a sostenere partenariati, processi industrializzati e nuovi modelli finanziari in grado di ridurre tempi, costi e complessità degli interventi, favorendo la diffusione di soluzioni scalabili e sostenibili dal punto di vista economico. Allo stesso modo, il New European Bauhaus promuove una visione nella quale sostenibilità, bellezza e inclusione diventano principi inseparabili nella progettazione degli spazi dell’abitare. 

Casa, rigenerazione urbana e accessibilità sono temi che saranno approfonditi nel corso del Green Building Forum Italia, in programma il 28 ottobre a Roma presso l’Auditorium Parco della Musica.