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Seminari tematici GBC Italia
25 Novembre 2025

Quando la divulgazione diventa studio condiviso e networking di filiera

 

Nel percorso di transizione ecologica del settore delle costruzioni, i seminari tematici promossi da Green Building Council Italia non sono semplici appuntamenti “frontali”. Sono momenti in cui una filiera diversificata e complementare (progettisti, imprese, gestori, istituzioni, mondo accademico) si siede allo stesso tavolo per confrontarsi su casi reali, strumenti operativi e scenari di policy. In queste occasioni la divulgazione tecnica è solo il punto di partenza. Accanto agli interventi in plenaria trovano spazio domande, scambi informali, sessioni di networking strutturate e contatti che proseguono anche oltre l’evento. Il risultato è un laboratorio di studio condiviso in cui chi partecipa non si limita ad “assorbire” contenuti e maturare crediti formativi, bensì contribuisce a costruire una visione comune su come rendere la sostenibilità più concreta, misurabile e accessibile lungo tutta la filiera.

 

Formazione e nuove competenze: la visione di GBC Italia e le competenze di Ingegneri Riuniti

Per comprendere meglio lo spirito di queste giornate, durante il seminario tematico “I sistemi tecnologici per l’efficienza e la sicurezza nel ciclo di vita degli edifici”, che si è tenuto al DAMA Tecnopolo di Bologna il 25 novembre, abbiamo interpellato il Consigliere di Indirizzo di GBC Italia con incarico alla formazione e Academy, Andrea Valentini. Il suo punto di vista mette al centro proprio quel tema trasversale a tutti gli incontri menzionato in apertura: la formazione.

Valentini ha sottolineato, infatti, come eventi di questo tipo rendano evidente una domanda crescente di competenze specialistiche nella sostenibilità: il mercato chiede figure nuove, in grado di muoversi tra protocolli energetico-ambientali, decarbonizzazione, criteri ESG e strumenti digitali, e lo fa con un’urgenza che le strutture formative tradizionali faticano a intercettare. In questo scenario le giornate promosse da Green Building Council Italia si confermano un riferimento per la formazione avanzata attraverso percorsi verticali, altamente professionalizzanti, pensati per coinvolgere tutti gli attori della filiera: professionisti, società di ingegneria, soggetti pubblici e privati e per colmare un vuoto spesso presente nell’offerta formativa generale.

 

L’intenzione di fare formazione, però, sarebbe vana se non fosse accompagnata da una reale diversificazione dei saperi e da un dialogo continuo tra chi questi saperi li applica ogni giorno nei progetti. A testimonianza di questo approccio, al seminario di Bologna abbiamo raccolto anche l’esperienza di Emanuele Gozzi, CEO di Ingegneri Riuniti e Consigliere del Direttivo del Chapter Emilia-Romagna di GBC Italia, che proprio durante la giornata di lavori ha portato il punto di vista di una grande società di progettazione integrata, inserita a pieno titolo nella filiera delle costruzioni.

Gozzi ha evidenziato come l’opportunità di partecipare a iniziative GBC permetta a realtà come Ingegneri Riuniti di mettere a disposizione la propria esperienza maturata negli anni, tanto negli appalti pubblici quanto in quelli privati. Un’esperienza che non riguarda solo la sostenibilità ambientale “classica”, ma si estende a tutti gli attori coinvolti tra imprese di costruzione, general contractor, fornitori di componenti edilizi, investitori e stazioni appaltanti. Dalla lettura incrociata di questi progetti emerge con chiarezza che la sola dimensione ambientale non è più sufficiente: i criteri ESG offrono una traccia di riferimento più ampia e, all’interno di questa, la sostenibilità sociale sta assumendo un peso crescente. Significa progettare ambienti costruiti accoglienti non solo per gli utilizzatori diretti, ma anche per chi vive e attraversa quartieri e città, e al tempo stesso garantire contesti di lavoro di qualità per collaboratori e dipendenti.

 

Il caso del Tecnopolo di Bologna: la lettura del Chapter Emilia-Romagna e l’impegno della Regione

Portare formazione significa anche lavorare a contatto con il territorio, scegliendo luoghi che rendano tangibili i contenuti affrontati durante le varie sessioni. È questo il caso proprio del Tecnopolo di Bologna, che per il seminario del 25 novembre non è stato semplicemente lo sfondo della giornata, ma parte integrante del messaggio. Lo esprime con chiarezza Gildo Tomassetti, Segretario del Chapter Emilia-Romagna di GBC Italia, che non a caso definisce il Tecnopolo un “luogo iconico” per il Green Building Council. Qui trovano infatti spazio due tra gli edifici certificati più significativi, il Centro Meteo Europeo per le previsioni a medio termine e il CINECA con il supercomputer Leonardo, entrambi certificati LEED di livello Platinum – LEED® v.4 for BD+C: Data Center. A questi si aggiungerà un nuovo edificio destinato a ospitare una sede dell’Università delle Nazioni Unite, anch’esso progettato in coerenza con i protocolli energetico-ambientali LEED. Questo insieme di interventi rappresenta un esempio concreto di rigenerazione compatibile con la visione della Regione Emilia-Romagna, la cui nuova legge urbanistica richiama esplicitamente, in più articoli, proprio l’utilizzo dei protocolli energetico-ambientali come leva per promuovere la rigenerazione del tessuto costruito. Il Tecnopolo diventa così un laboratorio reale di applicazione di questi strumenti e un simbolo di un territorio che crede nei principi di sostenibilità, non solo come riferimento astratto.

 

Ad arricchire questa lettura è anche la testimonianza di Mauro Penza, Funzionario della Vicepresidenza della Regione Emilia-Romagna, che ha allargato l’analisi collocando il Tecnopolo dentro una visione più ampia di politica industriale e scientifica regionale. La struttura è infatti un grande investimento pubblico, sostenuto da Unione Europea, Governo, Regione stessa, Comune di Bologna e da una rete di partner, nata per lavorare in modo focalizzato su intelligenza artificiale, Big Data e supercalcolo, ultimo arrivato nella rete dei Tecnopoli regionali ma già centrato su uno dei temi più strategici degli ultimi anni. Nonostante questi propositi fortemente innovativi, il caso del data center ECMWF, primo al mondo a ottenere la certificazione LEED Platinum come Data Center, e quello della sede HPC di CINECA con Leonardo, tuttora nella top ten dei supercomputer globali, dimostrano concretamente come l’innovazione tecnologica possa andare di pari passo con l’attenzione all’impatto ambientale e che scegliere di percorrere la “strada giusta” sul piano delle prestazioni energetico-ambientali può tradursi in infrastrutture d’eccellenza, ad alte prestazioni e al tempo stesso  coerenti con gli obiettivi di sostenibilità.

Professionisti, presidio regionale, competenze, esperienze e territorio: è dall’incontro di questi elementi che nascono i seminari tematici di GBC Italia, veri e propri cantieri in cui la transizione ecologica esce dalle linee guida e diventa confronto reale, scelte condivise, sperimentazione di strumenti e costruzione di alleanze lungo la filiera. L’esempio del 25 novembre presso il Tecnopolo di Bologna è solo uno dei tanti tasselli di un percorso più ampio che stiamo costruendo insieme ai Soci e ai partner sul territorio per promuovere una sostenibilità che sia più democratica e di maggiore valore sociale per la collettività.