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GBC Historic
Building

Protocollo GBC Italia



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29 apr 2020

Diamo il via alla Renovation Wave: il nuovo rapporto del progetto BUILD UPON²

L'Europa ha colto il suo momento "primo uomo sulla luna", cercando di rendere possibile ciò che sembra apparentemente impossibile. Nel definire una visione coraggiosa per diventare il primo continente neutrale dal punto di vista climatico, l'UE sta cercando di promuovere una "corsa allo spazio" globale per azzerare le emissioni. Uno dei percorsi centrali per raggiungere questo obiettivo è l'iniziativa "Renovation wave", prevista dall'Europa per affrontare il problema dell'inefficienza energetica del patrimonio edilizio europeo. Il nuovo report del progetto BUILD UPON² evidenzia come le città e le aziende leader si stiano impegnando per un patrimonio edilizio a zero emissioni. Contribuisci anche tu!

Per leggere il report clicca qui.

BUILD UPON² è un progetto guidato da un gruppo di Green Building Council (tra cui GBC Italia) della rete europea di WorldGBC in collaborazione con Climate Alliance e BPIE. Il progetto vuole supportare l'attuazione di strategie di riqualificazione richieste dalla legislazione europea aiutando le città nel raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione al 2050, attraverso il potenziale degli edifici.

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Il progetto BUILD UPON² è finanziato nell’ambito del programma quadro di ricerca e innovazione H2020 con il contratto n. GA 840926.

 

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22 apr 2020

Ripartire dalla riqualificazione degli edifici per un rilancio economico rapido e sostenibile

Per rilanciare l’economia duramente colpita dall’emergenza sanitaria del COVID-19 occorre puntare anche sul settore delle costruzioni. A chiederlo sono 24 organizzazioni rappresentative di un ampio ventaglio di settori industriali, del mondo ambientalista, accademico e della società civile in una lettera inviata oggi al Governo e al Parlamento.

“Il settore delle costruzioni ha un valore strategico per l’Italia”, dichiarano i sostenitori dell’iniziativa, “in particolare la riqualificazione del patrimonio edilizio rappresenta una formidabile opportunità per innescare un circolo virtuoso in cui ad occupazione e crescita economica si collegano comfort abitativo, sicurezza, risparmi in bolletta, incremento del valore delle proprietà immobiliari e benefici ambientali”.

Nella lettera si suggerisce di intervenire su strumenti che esistono già e che possono generare effetti immediati, come ad esempio l’Ecobonus, e su strumenti che invece sono in fase di recepimento, come la Direttiva europea sul rendimento energetico degli edifici che, se correttamente trasposta nell’ordinamento normativo italiano, puo’ esercitare i propri effetti in tempi brevi.

Ecobonus
Per quanto riguarda l’Ecobonus, i firmatari della lettera ritengono che sia utile rinforzarlo, in un’ottica di stimolo alla ripresa economica, attraverso alcuni interventi chiave. Tra questi vi sono la stabilizzazione degli incentivi almeno fino al 2025 e la premialità per le opere con la miglior combinazione tra efficacia ed efficienza.

Occorre inoltre aumentare la copertura del 100% degli interventi per le famiglie. Per fare ciò, nella lettera si propone di aumentare, per interventi di riqualificazione profonda, la quota percentuale di incentivazione fiscale allineandola al valore previsto per l’attuale Bonus Facciate (90%). In alternativa, si propone di istituire un fondo per l’accesso al credito a tassi vantaggiosi delle famiglie per le ristrutturazioni energetiche, che preveda innanzitutto il coinvolgimento della Cassa Depositi e Prestiti e del sistema bancario.

I firmatari chiedono anche di riformulare il credito di imposta in modo che ai contribuenti, anche se non appartenenti alla categoria degli incapienti, sia consentito l’accesso allo strumento della cessione del credito, maturato attraverso Ecobonus o Sismabonus, agli istituti bancari. In tal senso si richiede che i crediti fiscali maturati siano considerati fuori dal debito nazionale e rientrino nelle deroghe al patto di stabilità in quanto investimenti verdi.

Al fine di favorire un maggior numero di interventi, serve poi semplificare e accelerare l’apertura dei cantieri eliminando o fortemente riducendo i tributi, canoni e contributi dovuti per l’attività di costruzione o l’occupazione del suolo pubblico.

Direttiva UE sul rendimento energetico degli edifici
La novità più importante contenuta nella Direttiva è l’obbligo di attivare una strategia di ristrutturazione a lungo termine per de-carbonizzare il parco immobiliare entro il 2050. Per fare ciò è necessario aumentare di circa 10 volte l’attuale tasso di ristrutturazione degli edifici (attualmente pari allo 0,26%, come riporta il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima).

Attraverso il recepimento della Direttiva, si legge nella lettera, l’Italia ha pertanto l’occasione di determinare numerose e durature ricadute positive in termini industriali, occupazionali ed ambientali. Perché ciò avvenga i firmatari chiedono che il Governo e il Parlamento attivino un’ambiziosa strategia di ristrutturazione a lungo termine che punti in maniera chiara alla trasformazione degli edifici esistenti in un parco immobiliare altamente efficientato, approvvigionato da fonti rinnovabili e flessibile.

Si chiede inoltre di fornire strumenti di consulenza accessibili e trasparenti, come gli sportelli unici per l’efficienza energetica (one-stop-shop), affinché gli attori coinvolti abbiano accesso a informazioni corrette su come realizzare tecnicamente la transizione energetica e la decarbonizzazione degli edifici

Tra le ulteriori misure proposte dalla lettera c’è la creazione di nuovi strumenti tecnici che superino i limiti degli attestati di prestazione energetica, come un efficace Building Renovation Passport, per fornire una tabella di marcia per la ristrutturazione di ogni singolo edificio. Si chiede infine di revisionare le prassi amministrative in modo da far integrare efficacemente la legislazione dell’efficienza energetica degli edifici (in termini sia di obblighi, sia di incentivi) con la legislazione edilizia ed urbanistica vigente.

I sostenitori, infine, ricordano che l’ampio supporto ricevuto dall’iniziativa manda un segnale forte a Governo e Parlamento. “Siamo a disposizione delle istituzioni e intendiamo sostenerle nella definizione della migliore strategia per portare l’economia fuori da questo momento difficile. Speriamo che le nostre proposte siano accolte e di poter così aprire in tempi brevi migliaia di cantieri “verdi” nelle nostre città.”

La lettera è indirizzata al Presidente del Consiglio, ai Ministri dello Sviluppo Economico, dell’Economia e delle Finanze, delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e ai Presidenti delle quattro commissioni parlamentari che riguardano Ambiente ed Industria.

Per leggere la lettera clicca qui.


Sostenitori della lettera

AIPE – Associazione Italiana Polistirene Espanso | AMICI DELLA TERRA | ANIT – Associazione Nazionale Isolamento Termico e Acustico | ANPE – Associazione Nazionale Poliuretano Espanso Rigido | ASSIMP ITALIA – Associazione delle Imprese di Impermeabilizzazione Italiane | ASSOBETON – Associazione Nazionale Industrie Manufatti Cementizi | ASSOGESSO – Associazione dei Produttori Italiani di Gesso | ASSOVERNICI – Associazione Italiana Produttori Vernici | ASSOVETRO – Associazione Nazionale degli Industriali del Vetro | CASACLIMA NETWORK LOMBARDIA | COORDINAMENTO FREE - Coordinamento Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica | CORTEXA – Eccellenza nel Sistema a Cappotto | eERG – end-use Efficiency Research Group del Politecnico di Milano | EGEC – European Geothermal Energy Council | EU-ASE – European Alliance to Save Energy | FIVRA – Fabbriche Isolanti Vetro Roccia Associate | FONDAZIONE SODALITAS | GBC ITALIA – Green Building Council Italia | KYOTO CLUB | LEGAMBIENTE | RENOVATE ITALY | SAVE THE PLANET ONLUS | SITEB – Strade Italiane e Bitumi | UNICMI – Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche dell’Involucro e dei serramenti

 

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26 mar 2020

Pubblicato il Manifesto di GBC Italia: Un ambiente costruito sostenibile per l’Italia del futuro

Green Building Council Italia pubblica il Manifesto che invita il governo a riconoscere il ruolo centrale del settore delle costruzioni per un futuro dell’Italia a emissioni zero e sostenibile.

Il Presidente di GBC Italia Giuliano Dall’Ò presenta, nell’audio disponibile qui sotto, il Manifesto: “Un ambiente costruito sostenibile per l’Italia del futuro: le proposte di GBC Italia” che elenca i temi prioritari, le attività e gli strumenti necessari per il cambiamento, delineando così un chiaro piano programmatico e d’azione.


Il Manifesto tocca e affronta differenti aree tematiche, tra cui quelle indicate dal "Piano d'azione per l'economia circolare"(11 marzo 2020) della Commissione europea e dal Nuovo Green Deal europeo (11 dicembre 2019) per il clima, che ha l’obiettivo di eliminare le emissioni di CO2 entro il 2050. L’Europa è impegnata concretamente ad affrontare le principali questioni ambientali, economiche e sociali, cercando di raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e promuovendo il New Green Deal: un nuovo patto verde, che integra gli obiettivi energetico-ambientali con quelli economici e sociali per un'Europa equa e giusta, con un’economia sostenibile e un impatto ambientale pari a zero in tutti i Paesi membri.

In Italia, il governo intende investire su molti fronti in materia ambientale nel prossimo triennio. L’Atto di indirizzo sulle priorità politiche per l’anno 2020 e il triennio 2020-2022, recentemente pubblicato dal Ministero dell’Ambiente, delinea le direttive e gli obiettivi.

È importante tenere in considerazione che gli edifici rappresentano un grande potenziale nel raggiungimento degli obiettivi di contrasto al cambiamento climatico poiché sono responsabili del 36% di tutte le emissioni, del 40% di energia, del 50% di estrazione di materie prime nell'UE, del 21% del consumo di acqua.

Il Manifesto evidenzia chiaramente il peso del settore delle costruzioni ed elenca quali siano i temi principali del cambiamento e le azioni che si dovrebbero sostenere per potenziare il settore e rendere possibile un reale patrimonio costruito sostenibile.

Decarbonizzazione, economia circolare, efficienza idrica, uso del suolo e biodiversità, resilienza, benessere e salubrità, giustizia nella transizione. Questi i temi cardine del manifesto di GBC Italia per il cambiamento.

“In ciascuno dei punti citati nel documento, GBC Italia porta la conoscenza che deriva da esperienze maturate negli anni, non solo in Italia, ma anche a livello internazionale attraverso il World Green Building Council, la rete internazionale di cui GBC Italia è socio stabile, oppure attraverso le esperienze maturate nei progetti europei ai quali GBC Italia partecipa da sempre. - dichiara Giuliano Dall’Ò, Presidente di GBC Italia - Con questo Manifesto GBC Italia non vuole semplicemente dare degli stimoli al mondo della politica, ma si mette a disposizione per collaborare in modo costruttivo affinché le politiche già messe in campo possano essere rafforzate nell’interesse di tutti: dai cittadini agli attori coinvolti nella filiera delle costruzioni e delle infrastrutture, molti dei quali fanno già parte della comunità di GBC Italia”.

Il documento suggerisce strumenti legislativi, normativi e finanziari che puntino ad una trasformazione del patrimonio edilizio che azzeri le emissioni di CO2 entro il 2050. Fornisce inoltre una panoramica della governance e delle azioni necessarie per lo sviluppo sostenibile delle costruzioni.

GBC Italia sostiene l’importanza di monitorare le prestazioni degli edifici attraverso piattaforme pubbliche nazionali e di promuovere l’adozione dei protocolli energetico ambientali in coerenza con gli obiettivi europei e lo schema Level(s), sviluppato dalla Commissione europea, uno strumento chiave in grado di fornire i cambiamenti necessari e guidare la domanda di un ambiente costruito a beneficio dell'economia, della società e dell'ambiente.

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18 mar 2020

Dobbiamo cambiare il modo di produrre e consumare. Il nuovo piano d’azione per l’economia circolare

L'11 marzo 2020 la Commissione europea ha pubblicato il piano d'azione per l'economia circolare uno dei principali elementi costitutivi del Green Deal europeo, la nuova agenda europea per uno sviluppo sostenibile.

Il nuovo piano d'azione indica la strada verso un'economia competitiva e sostenibile per l’ambiente e la società, con misure che interessano l'intero ciclo di vita dei prodotti. Si punta alla progettazione e produzione di un'economia circolare, con l'obiettivo di garantire che le risorse utilizzate siano conservate il più a lungo possibile.

La transizione verso un'economia circolare è già in corso, grazie ad alcune imprese all'avanguardia, consumatori e amministrazioni pubbliche che hanno già sposato questo modello di sostenibilità. Il Piano di Azione interessa diversi settori produttivi, in particolar modo quelli che utilizzano più risorse e in cui il potenziale di circolarità è elevato come per:

  • elettronica e ICT;
  • batterie e veicoli;
  • packaging;
  • materie plastiche;
  • tessili;
  • edilizia e costruzioni
  • alimentari.

 

Per il settore dell’edilizia e delle costruzioni il documento dichiara l’impegno a pubblicare una nuova strategia globale per un ambiente costruito sostenibile nel 2021, che garantirà una coerenza in tutte le aree di interesse politico come il clima, l’efficienza energetica e delle risorse, la gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione, la digitalizzazione e lo sviluppo di competenze.

Il documento promuoverà i principi di circolarità in tutto il ciclo di vita degli edifici puntando a:

  • Migliorare le prestazioni di sostenibilità dei prodotti da costruzione nel contesto della revisione del regolamento sui prodotti da costruzione, compresa l'eventuale introduzione di requisiti di contenuto riciclato per determinati prodotti da costruzione, tenendo conto della loro sicurezza e funzionalità;
  • Promuovere misure per migliorare la durabilità e l'adattabilità degli edifici in linea con i principi dell'economia circolare per la progettazione di edifici e lo sviluppo di “libretti” digitali per edifici;
  • Utilizzare lo schema Level(s) per integrare la valutazione del ciclo di vita negli appalti pubblici e lo schema di finanziamenti per la sostenibilità dell'UE, ed indagare l'adeguatezza della definizione di obiettivi di riduzione del CO2 e il potenziale di stoccaggio di CO2;
  • Considerare una revisione degli obiettivi di recupero dei materiali stabiliti nella legislazione dell'UE per i rifiuti di costruzione e demolizione e le frazioni specifiche dei materiali;
  • Promuovere iniziative per ridurre l'impermeabilizzazione del suolo, recuperare i siti abbandonati o contaminati e aumentare l'uso sicuro, sostenibile e circolare dei terreni già costruiti.


Il Piano di Azione per l’Economia Circolare afferma inoltre che l'ondata di rinnovamento sarà implementata in particolare sull’ottimizzazione delle prestazioni del ciclo di vita. Verrebbero promosse misure per migliorare la durabilità e l'adattabilità dei beni costruiti in linea con i principi dell'economia circolare. Inoltre, verrebbe discussa l'introduzione di requisiti di contenuto riciclato per i prodotti da costruzione, sottolineandone la sicurezza e le funzionalità.

GBC Italia è lieta di vedere pubblicate molte delle posizioni che sostiene da tempo e che sono esplicitate anche in modo più approfondito nel recente Position Paper sull’Economia Circolare in Edilizia.

L’associazione è inoltre felice di sapere che ci sarà una strategia ambientale sostenibile che utilizzerà lo schema Level(s) per integrare la valutazione del ciclo di vita negli appalti pubblici e per i finanziamenti green. Tale misura è significativa perché fornisce una base per il nuovo progetto europeo LIFE Level (s) (guidato da 8 GBC, tra cui GBC Italia) che punta a inserire i concetti di ciclo di vita negli appalti pubblici e pone i GBC del progetto al centro del Piano di Azione per un’Economia Circolare.

Oltre alla pubblicazione del position paper sull’economia circolare disponibile qui, GBC Italia si appresta a pubblicare prossimamente il proprio Manifesto di advocacy.

Seguiteci!

 

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28 feb 2020

La casa comune

Editoriale di Giuliano Dall'O'

L’ editoriale di questo mese avrebbe dovuto fornire un aggiornamento su molti importanti appuntamenti del mese di marzo, come il convegno presso il Senato della Repubblica: “Un linguaggio europeo comune per la sostenibilità” nel quale si sarebbe fatto il punto Level(s) lo strumento elaborato dalla DG Ambiente della Commissione Europea, con il supporto dei Green Building Council europei, con l'obiettivo di arricchire il sistema di metriche di valutazione dell'edilizia sostenibile. Molte erano le nostre iniziative in programma anche a MCE 2020, Mostra Convegno Expocomfort e nella Settimana dell’Energia promossa dal Comune di Milano nel mese di marzo.
Niente del lavoro fatto, che ha coinvolto molti soci, andrà sprecato. Ci sarà una riprogrammazione delle date e ritorneremo presto a dare il nostro contributo sui temi dell’abitare sostenibile.

C’è chi penserà che in una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo ci sono cose ben più importanti alle quali pensare ed è per questo che, in una situazione nella quale si parla di un solo argomento, scrivere un editoriale mi costa molto, anche perché il rischio che la voce della'associazione che rappresento sia inascoltata, è grande.
Qualche riflessione comunque credo debba essere fatta rispetto ad un evento inaspettato di portata mondiale, un evento che direttamente o indirettamente tocca tutti noi.
Eventi come quello del Coronavirus possono farci riflettere sulla necessità di rivedere il nostro rapporto con l’ambiente. Essere costretti a passare più tempo all’interno delle nostre abitazioni se da un lato evidenzia la necessità che i nostri spazi debbano essere più sani, dall’altro ci fa capire quanto sia importante l’ambiente esterno che diventa spesso luogo di aggregazione e rapporto diretto con la natura.
L’isolamento forzato ci deve far riflettere su quanto sia importante una stretta di mano o un abbraccio e di quanto sia fondamentale il rapporto diretto che è altra cosa rispetto a quello virtuale al quale siamo troppo abituati.

La tecnologia è vero ci aiuta in questi momenti: si parla di telelavoro, smart working, di formazione on-line e di altri modi di rapportarsi a distanza: meglio che niente, anche se non si percepisce sinceramente un grande entusiasmo.
Lo stesso dibattito tra chi evidenzia la gravità del problema e chi la minimizza mi fa venire in mente il dibattito che esiste praticamente da sempre sul tema della sostenibilità ambientale.
Con una sola differenza: tra poche settimane usciremo senz’altro da questa emergenza (perdonate il mio ottimismo) e ritorneremo ad essere amici di Facebook o di Istagram, ma gli effetti dei cambiamenti climatici sono lì che ci aspettano e il lavoro che ci attende è davvero grande.

Far parte della nostra comunità, o comunque condividerne i principi, è un qualcosa che ci deve rendere orgogliosi. Appena l’emergenza passerà ritorneremo a farci sentire, magari con una maggiore grinta.
In queste giornate che ci regalano anche più tempo per noi stessi consiglio una lettura. Non si tratta di un protocollo o di un position paper, ma di un documento che forse è stato sottovalutato ma che ci può aiutare a recuperare le nostre energie: la lettera enciclica Laudato sì di Papa Francesco sulla cura della casa comune, ossia l’ambiente che, stando chiusi in casa per molte più ore, a causa del Coronavirus, ora ci manca.

 

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