05 mag 2022

GBC Italia e Ucraina: ricostruzione sostenibile per edificare la pace

Al di là dei tempi che occorreranno per ristabilire la pace nel martoriato territorio ucraino, la ricostruzione delle città, stravolte dai bombardamenti, si prospetta il più grande progetto di ricostruzione europea dai tempi della riunificazione tedesca negli anni ‘90. Lo sforzo prevedibilmente sarà direttamente proporzionale al prolungamento temporale del conflitto. A questo si aggiunga che si registra un peggioramento dell'inquinamento idrico e atmosferico del paese, le cui conseguenze sulla salute si faranno sentire per molto tempo anche dopo la fine della guerra.

Un attento e pianificato approccio sostenibile e olistico alla ricostruzione e alla rigenerazione è già sul tavolo.

Ne hanno parlato il Presidente ed il Vicepresidente di GBC Italia nel corso del primo incontro con la rappresentante dell’Irpin Investment Board e Consigliere del distretto di Bucha, Iryna Yarmolenko.

Per Marco Mari, Presidente di GBC Italia “un approccio olistico e inclusivo alla ricostruzione è fondamentale per migliorare la resilienza delle infrastrutture agli shock climatici, nonché le prospettive di stabilità sociale e ripresa economica, nella ricostruzione ucraina. L'esperienza e l'approccio innovativo di GBC Italia nel fondere patrimonio e sostenibilità nei processi di ricostruzione consentono di proteggere i beni storici e culturali consentendo un efficace approccio energetico e ambientale.

La Kyiv School of Economics ha fino ad ora stimato che almeno 4431 edifici residenziali, 92 fabbriche e magazzini, 378 istituti di istruzione secondaria e superiore, 138 istituti sanitari, 12 aeroporti, 7 centrali termiche e idroelettriche sono state danneggiate, distrutte o sequestrate in Ucraina. Si stima che il valore delle abitazioni distrutte sia circa 29 miliardi di dollari.

I ricercatori del Center for Economic Policy Research (CEPR) hanno calcolato che il costo totale delle operazioni può oscillare tra i 220 e i 540 miliardi (cifra in linea con i calcoli del governo ucraino).

Per ricostruire la pace bisogna puntare sulla sua promozione attiva, affrontando una questione politicamente condivisa come l'ambiente e concentrandosi sulle persone. - il pensiero di Fabrizio Capaccioli Vicepresidente di GBC Italia - Il problema è che, troppo spesso, ci si dimentica chi dovrebbe beneficiare della ricostruzione. È necessario mettere gli esseri umani, le comunità, al centro di ciò che facciamo, in questo senso “edificare la pace” sulla sicurezza, sulla salubrità, partendo dalle macerie di un conflitto, di un trauma sociale - sia esso pandemico o relativo a calamità naturali - diventa per noi un obiettivo, non solo per rispettare gli impegni di decarbonizzazione al 2050.

Il modo in cui si deciderà di avviare la ricostruzione, sarà importante almeno quanto la cifra investita per trasformare l’economia Ucraina e il futuro dei suoi cittadini.

La ricostruzione è una possibilità unica di costruire meglio. Pensiamo ad una ricostruzione green e sostenibile, perché è il momento giusto per scegliere i giusti materiali sostenibili, a costi più economici e con un processo più efficiente. Il più economico a lungo termine è il più sostenibile, green e ancora più attraente in termini di responsabilità degli investimenti - le parole di Iryna Yarmolenko rappresentante dell’Irpin Investment Board e Consigliere del distretto di Bucha - L'UE si sta muovendo fortemente verso l'investimento green e la recente tassonomia è correttamente fatta sul campo di applicazione. La ricostruzione è davvero una possibilità unica e GBC Italia lo ha dimostrato ad esempio per la ricostruzione sul terremoto.