17 dic 2021

Dante Parisi | Ambassador #BuildingLife

Le interviste di GBC Italia agli ambassador del progetto #BuildingLife

1. In Italia, il settore dell’edilizia e delle costruzioni va a rilento rispetto alla riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera. Quali sono le ragioni?
 
In Italia il settore dell’edilizia e delle costruzioni è fortemente impegnato nella riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera, ma incontra alcuni ostacoli su questo percorso. Si tratta principalmente della complessità nei processi autorizzativi come nel caso di combustibili alternativi: basti pensare che in Italia il tasso di utilizzo dei combustibili di recupero si attesta al 20,9%, ancora lontano dalla media europea del 50%. Un altro fattore è rappresentato dalla mancanza di un piano strutturato e organico a livello Paese di infrastrutture strategiche, in particolare per la transizione al gas naturale, per l’utilizzo di idrogeno e per la cattura, il trasporto e lo stoccaggio di CO2. Infine, non possiamo dimenticare i costi di trasformazione impiantistico-produttiva elevati legati alla decarbonizzazione del settore del cemento.
 
2. Come può la sua azienda accelerare il processo di decarbonizzazione dell’ambiente costruito?
 
Italcementi ha lanciato nell’autunno 2021 il progetto eco.build dedicato alla nuova gamma di cementi e calcestruzzi sostenibili. Italcementi, insieme a Calcestruzzi, sta perseguendo sempre di più la strada della sostenibilità proponendo ai clienti linee di prodotti dotate di EPD (Dichiarazione ambientale di prodotto), a bassa impronta ambientale e con materie prime seconde provenienti da altri settori industriali e dal settore edile. Italcementi vuole guidare il cambiamento. Per questo motivo la nostra ricerca si è indirizzata in questi ultimi anni su quella che è la grande sfida di oggi per tutti noi: la sostenibilità. Nei nostri laboratori si fa ricerca e innovazione, con un gruppo dedicato che si pone obbiettivi concreti e offre supporto a imprese e progettisti. Soluzioni costruttive ad alta sostenibilità saranno il vantaggio competitivo del futuro.
 
3. Rispetto al ruolo che ricopre nella filiera, quali sono le trasformazioni o le innovazioni chiave per ottenere edifici a bassa emissione di CO2?
 
Italcementi sta promuovendo e implementerà nei prossimi anni cementi a più basso tenore di clinker (es. cementi alla loppa, cementi pozzolanici naturali ,etc…) a bassa emissione di CO2 quindi, e con maggior contenuto di riciclato. Si tratta dei nostri cementi eco.build (suddivisi in eco.build top, eco.build premium ed eco.build classic a seconda del contenuto di clinker e di riciclato nel cemento). Già oggi i nostri cementi sostenibili più performanti (eco.build top) sono in grado di abbattere le emissioni di CO2 del 25% rispetto a un cemento “medio” (CEM II secondo gli standard AITEC) utilizzato come riferimento: si tratta di un benchmark trasparente e riconosciuto a livello internazionale. I cementi eco.build  top, inoltre, hanno un contenuto di riciclato maggiore del 35%. Basti pensare infine, che in Italia nel 2021, circa il 35% dei cementi prodotti dai nostri impianti sono stati sostenibili. 
 
4. La sua azienda ha sviluppato una strategia di decarbonizzazione al 2050 per il proprio asset e per il proprio business? Contempla anche l’intero ciclo di vita?
 
Le azioni intraprese da Italcementi nel 2020 hanno consentito di ridurre le emissioni, rispetto al 2019, di circa 10Kg di CO2 per tonnellata di cemento, mentre l’obbiettivo di HeidelbergCement, il gruppo internazionale di cui fanno parte Italcementi e Calcestruzzi, prevede per il 2025 una riduzione del 30% delle emissioni di CO2 nel ciclo di produzione del cemento e per il 2050 un approccio carbon neutral per il calcestruzzo destinato alla clientela.
 
Inoltre, per Italcementi e Calcestruzzi, la sostenibilità parte dal controllo di qualità che viene fatto sui cementi e sui calcestruzzi e passa anche attraverso la certificazione. Gli impianti di produzione del cemento e del calcestruzzo certificati CSC, lo standard internazionale del Concrete Sustainability Council, certificano il processo di approvvigionamento responsabile su tutta la filiera di produzione secondo i principi base della Sostenibilità e nel rispetto di cinque categorie di crediti: pre-requisiti, gestione, sostenibilità ambientale, sostenibilità sociale e sostenibilità economica. L'obiettivo è quello di validare l'intera filiera di processo: dal trasporto al riciclo delle materie prime. Il tutto nel segno della massima trasparenza per garantire prodotti performanti e filiere sicure, responsabili.