23 mar 2022

Arcadis Italia per un uso sostenibile della risorsa idrica

In occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua tenutasi ieri (22 marzo 2022), abbiamo intervistato Aldo Fusè, Water & Wastewater Design Manager del socio Arcadis Italia, per capire come progettare edifici e strutture resilienti sfruttando questa preziosa risorsa.

L’acqua non è una risorsa illimitata. Sebbene i due terzi dell’intero pianeta ne siano ricoperti, solo circa l'1% dell'acqua naturale sulla Terra è accessibile per l'uso umano. Secondo le Nazioni Unite, a causa dell'influenza del cambiamento climatico e della crescita della popolazione, la domanda di acqua aumenterà al 55% a livello globale entro il 2050. Questa crescita sarà principalmente indotta dalla produzione manifatturiera, dalla produzione di elettricità e dall'uso domestico. L'acqua è un fattore chiave nelle operazioni industriali e la sua scarsità avrà un impatto sempre più significativo sull'economia e sulle relazioni sociali.

Perché pensare alla progettazione idrica fin dalle prime fasi di costruzione?

L’acqua è una materia primaria trasversale ad ogni ciclo produttivo. All’interno di uno stabilimento, ma anche di un semplice edificio, l’acqua ricopre diversi impieghi, come acqua di processo, acqua servizi, acqua per utilities, acqua antincendio, acqua per irrigazione, acque sanitarie e acque potabili. Ogni utilizzo dell’acqua ne richiede un trattamento iniziale per renderla utile allo scopo (es. trattamento ad osmosi inversa per la produzione di acque demineralizzata) ed un trattamento finale per renderla idonea allo scarico o, ancora meglio, al riutilizzo.

Progettare il ciclo dell’acqua fin dalle prime fasi di costruzione significa innanzitutto assegnare il giusto valore alla risorsa idrica. Inoltre, è possibile creare un ciclo produttivo resiliente per garantire sostenibilità allo sviluppo futuro dell’asset grazie ad accorgimenti tecnici che ottimizzino i consumi.

Questi accorgimenti sono però difficili da implementare in strutture datate. Quali sono quindi le opzioni e le operazioni che si possono attuare per limitare i rischi?

Su impianti di vecchia generazione, progettati sul concetto di acqua come strumento di lavoro e non come risorsa da proteggere, sussistono pratiche operative che comportano enormi sprechi. Tuttavia, mediante mirati Audit idrici, è possibile individuare le aree di produzione e le procedure operative, che all’interno del bilancio idrico di un’azienda generano passività. Su tali aree si deve intervenire con soluzioni innovative che hanno lo scopo valorizzare la risorsa idrica mediante i moderni concetti delle 3 R, Reduce, Reuse, Recycle. Per molti aspetti, l’acqua è una forma di energia e come tale, si conserva, si trasforma per essere recuperata e nuovamente riutilizzata.

La valutazione delle acque nei progetti di bonifica e trattamento è un passaggio imprescindibile. Quali sono gli aspetti spesso sottovalutati che possono fare la differenza?

Uno degli aspetti forse più sottovalutati è la disponibilità dell’acqua. Pur essendo naturalmente presente in natura, tendiamo ad assumere sia sempre di buona qualità. La storia recente, tuttavia, ha insegnato come in seguito ai grandi momenti storici di espansione industriale, l’inquinamento di fiumi, mari e falde acquifere abbia generato forti passività sulla disponibilità di una risorsa idrica di buona qualità, compromettendone il valore originale. In Italia e nel mondo occidentale abbiamo assistito a questo fenomeno a partire dagli anni ‘60, mentre in Cina, India e nei paesi in via di sviluppo negli ultimi vent’anni. L’inquinamento diffuso di fiumi e falde acquifere rappresenta un fattore limitante per l’accesso all’acqua, in particolare per il settore idropotabile: in altri termini, pur avendo disponibilità idrica, molti bacini non possono essere sfruttati a causa del deterioramento delle condizioni qualitative.

Come misurare e valutare al meglio il consumo idrico e il suo risparmio?

Avvalersi di tecnologie innovative e di software di controllo per la gestione e il monitoraggio continuo dei consumi idrici è il modo migliore per generare responsabilità, consapevolezza e, di conseguenza, valore nella gestione di un ciclo produttivo. Le nuove tecniche permettono di ridurre al minimo gli sprechi, contenendo nello stesso tempo i costi energetici.

Grazie alla disponibilità sul mercato di tecnologie di trattamento innovative, i concetti di Zero Liquid Discharge e di Water Neutrality stanno diventando una parte integrante degli obbiettivi di sostenibilità verso cui ogni azienda virtuosa dovrebbe aspirare.

Non solo, anche i protocolli energetico-ambientali sono strumenti utili per incrementare l’efficienza idrica degli edifici e accrescere la consapevolezza negli utenti finali, prendendo in esame un set ampio di parametri prestazionali. Grazie ad un approccio integrato, i protocolli sono in grado di guidare il processo di progettazione e costruzione verso gli obiettivi di riduzione dei consumi idrici desiderati. Inoltre, la necessità di documentare i crediti perseguiti, la trasparenza della metodologia del processo, il monitoraggio durante la fase di esercizio rendono i sistemi di rating strumenti chiari e univoci, in grado di fornire risultati misurabili e confrontabili.

L'ingegneria idraulica è uno tra i settori meno studiati dell’ingegneria civile. Perché i giovani dovrebbero specializzarsi in questa branca?

Le tematiche di disponibilità e resilienza idrica sono oggi molto attuali e sono intrinsecamente connesse alle tematiche energetiche di sostenibilità e rinnovabilità. L’acqua è un bene rinnovabile fintanto che non ne venga compromessa la qualità. E come tale va protetta e valorizzata.

Stando alle proiezioni sui cambiamenti climatici e sull’aumento demografico mondiale, le nuove generazioni andranno incontro a scenari di aumento del fabbisogno idrico e a un contestuale incremento degli eventi siccitosi. In tale ottica queste tematiche diventeranno sempre più determinanti nelle scelte economiche e nelle politiche aziendali, richiedendo sempre un maggior coinvolgimento di esperti del settore.