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31 lug 2019

Partecipa all’evoluzione del settore, entra nei Comitati di GBC Italia

I nuovi indirizzi strategici definiti dall’associazione prevedono e richiedono una nuova forte partecipazione nell’ambito del Comitato Tecnico e del Comitato Scientifico.

Il Consiglio di Indirizzo ha infatti individuato diverse attività di aggiornamento dei sistemi di certificazione di GBC Italia, relativamente a GBC QuartieriGBC Home e GBC Historic Building.

In particolare tali sistemi saranno oggetto di aggiornamento in base alle più recenti evoluzioni del mercato, sia in relazione ai cambiamenti normativi con le tematiche relative alla Resilienza, Smart Building, Life Cycle Assessment, CAM, ma anche alle innovazioni imposte dai sistemi di rating internazionali, primo tra tutti ARC, la piattaforma di certificazione dei dati prestazionali reali delle costruzioni.

È prevista inoltre la fase conclusiva di emissione del nuovo sistema di valutazione energetico-ambientale per edifici multiresidenziali (GBC Condomini), orientato alla ristrutturazione sostenibile delle costruzioni condominiali esistenti. Tale sistema, in gestazione da circa quattro anni, è già stato oggetto di applicazione su alcuni casi reali, ed è pertanto sostanzialmente pronto ad entrare nella fase di operatività.

Infine, è in corso di avvio una specifica call per la realizzazione della versione internazionale del protocollo GBC Historic Building, applicabile in tutto il mondo grazie anche alla collaborazione strategica di USGBC.

Siamo entusiasti di questa nuova sfida che ci siamo posti, e certi che i risultati del lavoro dei comitati permetteranno di dare una nuova spinta all’associazione e al mercato dell’edilizia.

Oltre a questo, i comitati saranno chiamati ad essere voce attiva dell’associazione, sia attraverso la creazione di position paper e pubblicazioni che con la condivisione alle iniziative internazionali nelle quali GBC Italia è coinvolta.

I comitati, da sempre basati sui concetti di inclusione e consenso, sono stati ripensati dal Consiglio di Indirizzo per garantire anche una maggiore partecipazione attiva da parte dei soci e del mondo scientifico In base alle nuove strategie e ai nuovi ruoli, il Comitato Standard assumerà un nuovo nome, Comitato Tecnico, che sarà aperto non solo ai rappresentanti dei soci di GBC Italia, ma anche a nuovi riferimenti attivi del mondo scientifico e della ricerca, precedentemente inseriti esclusivamente nel Comitato Tecnico Scientifico.

Il Comitato Scientifico, che continuerà a raccogliere membri esperti della comunità scientifica, invece sarà chiamato ad operare in connessione diretta con il Consiglio di Indirizzo, al fine di suggerire la direzione più adeguata per le iniziative dell’associazione ed essere garante che quanto viene emesso dall’associazione stessa sia innovativo rispetto all’attuale percorso evolutivo tecnologico e tecnico.

Qui sotto è possibile scaricare il modulo per la manifestazione di interesse ai rispettivi comitati che devono essere rispediti entro il 15 settembre a comitato@gbcitalia.org.

   Manifestazione di interesse Comitato Scientifico
   Manifestazione di interesse Comitato Tecnico
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29 lug 2019

Overshoot Day: Da oggi in debito con la Terra

Da oggi 29 luglio l'uomo è in debito con il pianeta perché ha utilizzato tutte le risorse naturali che la Terra può rigenerare nel 2019.

Lo comunica il Global Footprint Network, l'organizzazione di ricerca internazionale che tiene la contabilità dello sfruttamento delle risorse naturali (la cosiddetta "impronta ecologica" dell'uomo).

Il giorno del sovrasfruttamento (in inglese, Earth Overshoot Day) segna la data in cui il consumo di risorse da parte dell'uomo eccede ciò che gli ecosistemi della Terra sono in grado di rigenerare per quell'anno. Da quel giorno, l'umanità comincia a consumare più di quello che il pianeta riesce a riformare durante l'anno, bruciando risorse del futuro.

Secondo il Global Footprint Network, l'Italia ha raggiunto il suo Overshoot Day 2019 già il 15 maggio. Per soddisfare i consumi degli italiani, servono le risorse di 4,7 paesi come l'Italia.
In termini assoluti, il paese che consuma di più sono gli Stati Uniti. Se tutto il mondo consumasse come loro, servirebbero le risorse di 5 pianeti.


Il fatto che l’Earth Overshoot Day caschi il 29 luglio, la data più anticipata sino ad ora, significa che l’umanità sta usando attualmente la natura 1,75 volte più velocemente di quanto gli ecosistemi del nostro pianeta siano in grado di rigenerare.

E’ come se utilizzassimo le risorse di 1,75 pianeti Terra. Il sovrasfruttamento è possibile perché stiamo esaurendo il nostro capitale naturale – fatto che compromette la sicurezza delle risorse future dell’umanità. I costi di questa sovraspesa ecologica globale stanno diventando sempre più evidenti sotto forma di deforestazione, erosione del suolo, perdita di biodiversità o accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera. Quest’ultimo porta al cambiamento climatico e ad eventi meteorologici estremi più frequenti.

Noi, insieme a tutto il network internazionale dei GBC, lavoriamo quotidianamente affinché gli edifici consumino meno risorse, energia, acqua e producano meno rifiuti.

Come?

Scoprilo durante la World Green Building Week (23-29 settembre)

 

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25 lug 2019

Opportunità per i soci: il Salone del Restauro e molto altro

Far parte di GBC Italia consente di godere di molti benefici. Clicca qui per scoprire tutti i vantaggi.

Qui di seguito ti segnaliamo, inoltre, le opportunità esclusive del momento:

 

Salone del Restauro: sconto del 50% sul prezzo di listino al mq per spazi espositivi, al netto della quota di partecipazione di € 560 +iva. Per informazioni clicca qui

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5 settembre: I servizi, valore aggiunto del real estate
3 ottobre: Mercato residenziale, tecnologia, materiali e impianti
21 novembre: Cantieri d’Italia
Per richiedere il codice sconto scrivi a: eventi@gbcitalia.org

 

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Affrettati per non perdere queste occasioni!

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24 lug 2019

La strada che respira (e che ci fa respirare)
A cura di Italcementi


Anche le strade soffrono il caldo. Per allentare l'azione aggressiva della temperatura basta scegliere una pavimentazione che possa rinfrescare la propria superficie, come ad esempio un calcestruzzo «cool». Per comprendere le conseguenze dell'ondata di afa che ha investito l'Italia in questi giorni basta volgere lo sguardo a terra. A fine giugno, (riportava il quotidiano il Messaggero), sui marciapiedi di Roma l'asfalto si è sciolto riempiendo i lati delle strade e la «colata» ha addirittura coperto i tombini. Si tratta di un fenomeno microclimatico diffuso nei centri urbani legato all’effetto che prende il nome di «isola di calore urbana (UHI)». L’innalzamento della temperatura in corrispondenza delle aree metropolitane è dovuto alle caratteristiche termiche e radiative delle superfici più scure che assorbono calore e non permettono adeguata traspirazione ed evaporazione del terreno. Tutta colpa della carenza di aree verdi e dell’eccessivo utilizzo di pavimentazioni scure in asfalto? In un certo senso sì e su questo punto gli esperti sono tutti concordi. Per questo università, centri di ricerca e, soprattutto, aziende produttrici di materiali edili stanno lavorando per offrire soluzioni sempre più ampie, efficaci, ed ecosostenibili. In altre parole, il mondo delle costruzioni ha messo a profitto la propria ricerca ed esperienza per tracciare nuove «strade» che hanno come destinazione comune l'applicazione di materiali chiari, «cool», ovvero freschi. Si tratta di calcestruzzi che, con le prestazioni applicative consolidate, combinano superfici a elevato potere riflettente, “più fresche”, che possano contrastare le isole di calore».

Dai propositi si è passati agli studi sperimentali, a cominciare dalle ricerche svolte da Italcementi, azienda leader in Italia nella produzione di materiali innovativi per il mondo delle costruzioni, sul proprio calcestruzzo drenante i.idro DRAIN e dalla sua caratterizzazione realizzata, in occasione del lancio sul mercato del prodotto, insieme all’Unità Tecnica per l'Efficienza Energetica - Servizio Residenziale e Terziario di Enea. «Enea ha effettuato una serie di prove di laboratorio su campioni di vari materiali. Nel 2012 sono stati testati alcuni campioni di riferimento in conglomerato bituminoso drenante - il comune asfalto stradale - e altri campioni di i.idro DRAIN bianco e grigio, sia tradizionali che nella versione TX Active, il principio attivo brevettato da Italcementi che contribuisce ad abbattere lo smog nei centri urbani. Le misure e le successive elaborazioni sono state condotte con apparati sperimentali avanzati conformi alle normative ASTM E903, ISO 9050 ed EN 410. La collaborazione con il Centro Ricerche Enea prosegue oggi nell’ambito del progetto triennale COOL IT, finanziato a valere sul Fondo per la Ricerca di Sistema Elettrico – spiega la responsabile scientifica della ricerca in Italcementi, Claudia Capone – incentrato sullo sviluppo di calcestruzzi cool per le moderne aree urbane. Nel quadro della caratterizzazione delle prestazioni del calcestruzzo i.idro DRAIN, è stata determinata la riflettanza solare (SR), definita come rapporto tra la radiazione riflessa rispetto a quella solare incidente. Un materiale con una superficie ad elevata SR evita di assorbire e accumulare calore e mantiene bassa la propria temperatura superficiale rispetto a superfici più scure con più bassa SR».

I risultati della ricerca Enea

La tabella sotto riportata riassume i dati sperimentali ottenuti in laboratorio. Si può notare come l’asfalto abbia una bassissima riflettanza solare (SR): quasi tutta la radiazione solare viene assorbita dalla superficie e restituita sotto forma di calore. Il calcestruzzo, al contrario, anche nella versione grigia e priva del principio attivo TX Active, mostra maggiori valori di SR; la formulazione bianca TX Active consente prestazioni ulteriormente migliorate.

 

Materiale

SR (Riflettanza solare)

Asfalto drenate nuovo

0

Asfalto invecchiato

6

i.idro DRAIN grigio

29

i.idro DRAIN grigio TX Active

33

i.idro DRAIN bianco

63

i.idro DRAIN bianco TX Active

65

 

Tali misure in laboratorio condotte con il partner Enea hanno evidenziato la possibilità che una pavimentazione i.idro DRAIN, appena posata e quindi in situazioni ottimali, possa raggiungere, in condizioni che simulano irraggiamento spinto in climi caldi e in zone maggiormente esposte, temperature fino a 20-30°C inferiori a quelle in asfalto altrettanto giovane.

«Dopo i test in laboratorio siamo passati ai test sul campo, condotti su applicazioni in scala reale, e hanno confermato che una pavimentazione in calcestruzzo drenante cool ha una temperatura superficiale di almeno di 10 -15 °C inferiore rispetto ad una pavimentazione in asfalto - spiega Claudia Capone. Su questa base, una delle prestazioni più interessanti di i.idro DRAIN, che sta riscuotendo sempre maggiori consensi da parte dei progettisti, è proprio la capacità di mitigazione dell’effetto “isola di calore urbana”. Questa caratteristica, tipica delle superfici ad elevata riflettanza solare, che Italcementi propone con i propri calcestruzzi cool, si può definire in termini tecnici di elevato “Effetto Albedo” e trova perfetta applicazione sulle superfici in calcestruzzo di aree fortemente urbanizzate e surriscaldate».

Ma da dove nasce l'esigenza di una ricerca sui materiali cool per pavimentazioni continue? «Tutto è nato dalla costante attenzione di Italcementi ai temi della innovazione e della sostenibilità ambientale e sociale - prosegue l’ing. Capone. La ricerca di soluzioni smart e sostenibili è una delle nostre priorità». D’altra parte, l’impatto che le odierne aree urbane hanno sui cambiamenti climatici in atto e viceversa è un tema di scottante attualità. Le città del futuro richiedono soluzioni ed azioni di mitigazione e/o compensazione dell’innalzamento della temperatura locale e globale, di cui i gas-serra sono tra le principali cause. Il riscaldamento globale (GW) è da contenere almeno entro i 2°C entro il 2030, secondo l’ultimo accordo della conferenza sul clima di Parigi COP21. Nelle città, il GW si associa all’'effetto «isola di calore urbana UHI» con temperature che, di media, negli ambienti cittadini sono superiori di almeno 10°C rispetto alle aree rurali circostanti. «Questo è lo scenario che stiamo osservando - aggiunge Capone -Tra gli altri effetti, il global warming e le isole di calore urbane hanno conseguenze indesiderate sul ridotto comfort degli spazi urbani aperti e sull’aumento dei consumi energetici per raffrescamento indoor di edifici con medio-basso livello di isolamento termico».

L'effetto Albedo
Per abbassare la temperatura in città è importante, oltre ad aumentare le zone verdi, anche l’applicazione di materiali cementizi cool che hanno la capacità di mitigare le «isole di calore urbane» sfruttando l'effetto Albedo, caratteristica tipica delle superfici chiare o, comunque, ad elevata riflettenza solare o albedo. «Sulle superfici chiare, l'Albedo tende a 1 e garantisce temperature inferiori rispetto a superfici scure, a bassa riflettanza solare - conferma Capone -. Per questo abbiamo investito nella ricerca di soluzioni cementizie cool. L’aumento dell'effetto Albedo delle superfici è riportato anche dall'IPCC (Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico) tra le tecniche di solar radiation management, che la moderna geo-ingegneria affianca ad altre tecniche già consolidate, per contrastare il global warming».
A confermare l'efficacia delle pavimentazioni drenanti con elevata riflettanza solare è Alberto Ghezzi, tecnico senior di Italcementi in materiali per pavimentazioni orizzontali: «i.idro DRAIN è la prima delle soluzioni “cool” di Italcementi ad aver trovato applicazione concreta e che si sta sempre più consolidando. Essendo un calcestruzzo poroso e drenante, è caratterizzato da una superficie più fredda di una pavimentazione compatta, anche grazie alla sua struttura aperta.
i.idro DRAIN può essere impiegato in colorazione naturale grigia, bianca, o colorata: «Se si opta per i.idro DRAIN in tonalità chiare e/o bianca - prosegue Ghezzi – l’effetto cool viene amplificato, perché si conferisce un elevato potere riflettente ad una superficie che già di per sé tende a raffreddarsi naturalmente. E per potenziare l'effetto si può applicare i.idro DRAIN nella versione TX Active». Ma c'è di più: gli scenari delle ricerche effettuate da Italcementi aprono nuove prospettive: «Ora stiamo studiando anche soluzioni in calcestruzzo per superfici compatte, come i masselli per pavimentazioni esterne in aree urbane, come cortili, piazze, piazzali, - conferma Capone -. E nulla toglie che, grazie ai risultati delle nostre ricerche in corso, anche calcestruzzi più scuri possano essere realizzati per riflettere la radiazione solare in maniera più efficace delle superfici colorate tradizionali di coloro comparabile, con la progettazione di matrici cementizie con superfici cool, non necessariamente chiare».

i.idro DRAIN: dove e perché
In questi anni sono numerosi i progettisti che hanno scelto i.idro DRAIN. Il motivo è da ricercare non solo nella bellezza estetica di un materiale sostenibile e più chiaro rispetto all'asfalto: «i.idro DRAIN è un materiale caratterizzato da elevata flessibilità di applicazione con una serie di plus importanti - conferma Alberto Ghezzi -. È infatti un prodotto trasversale che può essere utilizzato in strade secondarie e di accesso, aree di sosta, marciapiedi, parcheggi, aree pedonali, piste ciclabili, viali e giardini pubblici. Stiamo comunque portando avanti anche lo studio di soluzioni cool complementari, per superfici compatte».
Tra le applicazioni più recenti di i.idro DRAIN ricordiamo l'oratorio di Rezzato (Bs), il primo oratorio Nzeb (ad energia “quasi zero”) a livello nazionale, l'Energy Park di Vimercate, polo d'attrazione di aziende e multinazionali hi-tech ad alto contenuto innovativo e tecnologico del territorio e dell'hinterland milanese, la piazza del Kilometro Rosso, il parco scientifico-tecnologico di Stezzano, alle porte di Bergamo, le pavimentazioni del parco della Biblioteca degli Alberi a Milano oltre a numerose piste ciclabile sparse in tutta Italia.

 

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24 lug 2019

Convegno | Economia circolare in edilizia

In occasione di:

La complessità dell’attuale sistema socio-economico avvantaggia ancora oggi il modello di economica lineare. In particolare il modello di business nell'industria delle costruzioni non favorisce la collaborazione di tutta la catena del valore poiché le imprese agiscono indipendentemente l'una dall'altra, raramente considerando gli obiettivi degli altri soggetti.

GBC Italia organizza il 27 settembre a Milano (presso la sede di Assimpredil ANCE), un convegno per mettere in evidenza come l’edilizia abbia un enorme potenziale in termini di sviluppo di un modello circolare a partire dal riuso degli edifici esistenti. Il riuso di un bene infatti è la principale forma di economia circolare. In edilizia questo concetto è strettamente correlato alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, nell’ambito della quale la P.A. potrebbe attuare ad esempio forme di incentivo correlate al raggiungimento di obiettivi di rigenerazione di quartieri e riqualificazione profonda di edifici.

Il settore delle costruzioni ha inoltre grandi possibilità di sviluppo nell’ambito del riuso e riciclo dei materiali esistenti negli edifici. La Direttiva europea 98/2008/CE, Direttiva Quadro sui Rifiuti, ha introdotto di recente un target di recupero dei rifiuti inerti pari al 70% da raggiungere entro il 2020. Questa importante novità potrebbe potenzialmente determinare una svolta decisiva nel settore del riciclaggio dei rifiuti da costruzione e demolizione, che oggi è trascurato preferendo il conferimento in discarica per motivi di costo e complessità normativa.

Il convegno, organizzato all'interno dell'ambito della World Green Building Week 2019, vuole dunque essere un momento di confronto fra alcune recenti ricerche sull’economia circolare applicata all’edilizia e proposte di modelli operativi che possano nel breve trovare applicazione nel settore.

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PROGRAMMA

13.30   Accredito

14.00   Convegno

Introduzione e Moderazione
Marco Caffi Direttore GBC Italia

Studi e ricerche per un’economia circolare nel settore dei rifiuti da costruzione e demolizione
Roberto Coizet Centro Materia Rinnovabile

L’economia circolare in edilizia e il Position Paper di GBC Italia
Manuela Ojan Consigliere esecutivo GBC Italia

Il banco delle cose: esperienze concrete di economia circolare con aziende manifatturiere e terziario avanzato
Silvio Pasero Banco Building Onlus

Circular Economy in the Build Environment
Adrian Wain UL

Prodotti da costruzione da materiale riciclato 
Mauro Maffizzoli Biopietra

Sistemi impermeabili riciclati e vegetali per l’economia circolare 
Marco Barletta Derbigum 

Il contenuto di riciclato previsto dai CAM e il Program Operator EPDItaly
Francesco Carnelli ICMQ

Case history di edifici certificati con elevata circolarità
Andrea Tassone ARUP

18.00   Chiusura lavori

*to be confirmed


Info aggiuntive

Sede del convegno: Assimpredil ANCE, Via San Maurilio 21, Milano
Ore: 14.00 - 18.00
Crediti CFP: richiesta inoltrata agli ordini e in attesa di conferma
Scarica la locandina dell'evento: clicca qui.

Evento realizzato con il supporto di:

                   

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