02 mag 2019

GBC Italia, dove stiamo andando

Editoriale di Giuliano Dall’Ò, Presidente GBC Italia

Con l’appuntamento dell’Assemblea dei soci di Roma, calendarizzata per il prossimo 14 giugno, saremo alla metà del nostro mandato triennale.
Valutare se la nostra “governance” fino ad oggi sia stata positiva non spetta certamente a noi, ma ai nostri soci e anche agli attori che, pur condividendo i nostri temi legati al mondo del green building e delle green city, non fanno parte della nostra associazione.
In questo primo anno e mezzo abbiamo portato avanti tante attività e la nostra presenza, nel contesto sia nazionale che internazionale, si è evidenziata attraverso una molteplicità di azioni. Alcune di queste visibili al grande pubblico, ad esempio seminari e convegni, altre meno visibili ma comunque indispensabili per la nostra mission, come la partecipazione ai più importanti progetti europei sul tema della sostenibilità energetica ed ambientale.
Operare a più livelli, da quello internazionale, attraverso la rete del World GBC, a quello nazionale e a quello regionale per mezzo dei Chapter è una caratteristica che ci contraddistingue ponendoci come punto di riferimento utile al cambiamento in chiave “green” sia degli edifici sia delle città.

Ma dove sta andando GBC Italia? In altri termini, esiste una strategia che GBC Italia sta perseguendo nella quale convergono tutte le azioni?

Diciamo subito che un’azione, anche se positiva, prende più forza se diventa anche la tessera di un mosaico che si compone via via, ed è proprio di questo mosaico che mi preme parlare.
Gli elementi di innovazione della nostra politica sono tanti e importanti. Senza tradire i protocolli di certificazione ambientale, che consideriamo strumenti indispensabili e irrinunciabili per promuovere il cambiamento, i nostri interessi si concentrano su temi forti che catalizzano gli interessi nazionali e internazionali.
Noi vogliamo contribuire, in modo concreto, al raggiungimento di molti dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile introdotti dall’Agenda 2030 (SDGs) per le tematiche che sono di nostra competenza, come ad esempio assicurare l’accesso all’energia pulita, garantire la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua, promuovere una crescita economica duratura inclusiva e sostenibile, promuovere l’industrializzazione sostenibile, rendere le città e le comunità inclusive, sostenibili e resilienti, combattere i cambiamenti climatici, giusto per citarne alcuni. Le nostre parole d’ordine sono decarbonizzazione, economia circolare, sostenibilità nell’uso delle risorse idriche.
Non abbiamo bisogno di concentrare la nostra attenzione sui nostri protocolli semplicemente perché tutto ciò che si pianifica ora, tutte le problematiche e tutte le soluzioni per risorverle sono già presenti da sempre nei nostri protocolli. Vogliamo guardare avanti valorizzando tutto ciò è stato fatto da noi e da altri soggetti che, come noi, si sono impegnati a cambiare il modo di vivere di tutti.
La nostra apertura verso gli altri protocolli, iniziata lo scorso 14 dicembre a Milano e proseguita in occasione della più recente settimana dell’energia, è stata un passaggio fondamentale. Aprire a chi opera in modo serio non vuole dire rinunciare alla nostra identità ma tutt’altro: vuol dire dare un forte impulso al cambiamento attraverso un’azione comune.
Questa nostra strategia di apertura si concretizza anche nell’organizzazione dell’imminente assemblea dei professionisti accreditati per l’edilizia sostenibile che si terrà a Milano il 7 maggio. Prima questo appuntamento si chiamava assemblea dei LEED AP, tuttavia quest’anno non si parlerà solo di LEED o di GBC, ma anche di BREEAM, di WELL e di ENVISION, protocolli promossi al di fuori dell’ecosistema GBC Italia. Non si tratta di un semplice cambio di titolo, ma di una passaggio sostanziale che ci deve essere riconosciuto. Una apertura culturale verso altri modi di pensare, una opportunità per valorizzare le nostre prassi confrontandole con altre prassi. Noi come GBC stiamo andando in questa direzione e lo facciamo in modo irreversibile.
Uno slogan che a noi piace molto, e che evidenzia un altro elemento della nostra strategia, non solo di comunicazione, ma anche e soprattutto di azione, è “the new normal”. Il significato di queste tre parole è stravolgente. In sole tre parole vogliamo dire tanto, ma soprattutto che tutti i nostri sforzi devono portare benefici a tutti.  Non siamo all’anno zero, ma le importanti attività che seguiamo, vogliamo condividerle con tutti. Ne è un esempio la mappa recentemente pubblicata (Milano Green City).
Le nostre città stanno cambiando, anche se non ce ne rendiamo conto. Ben vengano i “green district” se diventano icone del cambiamento, ma non dimentichiamoci degli ambiti urbani che più hanno bisogno del cambiamento green. Se li escludessimo tradiremmo i principi essenziali dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile introdotti dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.