29 set 2017

Il contributo di GBC Italia alla SEN

GBC Italia ha inviato ai Ministeri competenti il documento “Contributi e Osservazioni di GBC Italia al documento di consultazione pubblica”, redatto sulla base dei contributi ricevuti dai Soci in seguito ad alcune consultazione interne.

GBC Italia oltre che porre l’attenzione sulla importanza della riqualificazione degli edifici, ritiene che la SEN presenti alcune criticità, la più importante è la disparità fra l’attenzione posta al settore industriale rispetto al mondo dell’edilizia.

Nel documento in consultazione si riscontra inoltre la mancanza di un’analisi dell’obiettivo di totale decarbonizzazione al 2050, al quale è ovviamente strettamente correlata la strategia energetica del paese e di conseguenza quella di riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano.

Nella proposta di SEN risulta evidente la disparità fra il settore industriale e il settore edile, per il quale nel documento vengono dedicati pochi passaggi. Pur richiamando il concetto di riqualificazione spinta degli edifici esistenti, non esprime una chiara strategia ed un approccio metodologico adeguati per una profonda trasformazione del mercato dell’edilizia nazionale. Il settore dell’edilizia, proveniente da una crisi che dura ormai da 10 anni, rappresenta una grande opportunità per il sistema paese sia in termini di margini di recupero di efficienza energetica dello stock immobiliare esistente che di sviluppo tecnologico e occupazionale.

 

L’impatto energetico complessivo degli edifici non è correlato al solo consumo energetico diretto (riscaldamento, raffrescamento, ventilazione, forza motrice, illuminazione) . Un edificio può concorrere a ridurre il fabbisogno energetico nazionale anche migliorando la gestione dei rifiuti prodotti nel suo intero ciclo di vita, riducendo i consumi idrici ed integrando soluzioni che favoriscano la mobilità sostenibile. Tali obiettivi potrebbero essere favoriti da un piano di sviluppo sostenibile anche per le infrastrutture urbane, ad oggi non presente, che potrebbe guidare l’ammodernamento dei quartieri con il fine di massimizzare il contributo di sostenibilità degli edifici in essi ubicati.

La riqualificazione energetica degli edifici dovrebbe essere lo spunto per una più profonda trasformazione dell’intero patrimonio immobiliare del paese mediante:

  • L’incentivazione della deep-renovation che integri gli interventi energetici con quelli strutturali e di salubrità degli ambienti
  • L’innovazione del settore mediante l’industrializzazione della riqualificazione edilizia e la conseguente riduzione dei tempi e costi degli interventi.

 

È quindi auspicata la definizione nella SEN di una roadmap di rinnovamento degli edifici che attribuisca un adeguato peso e stimolo all’innovazione del settore dell’edilizia, elemento fondamentale per accelerare il passaggio ad interventi di riqualificazione su interi edifici, abbinati a misure antisismiche e di miglioramento della salubrità degli spazi abitati.

 

Andranno definiti degli obiettivi intermedi sulla superficie costruita da riqualificare che potrebbero essere posti al 20% nel 2025 e al 30% nel 2030. Questi valori sono coerenti con un incremento della superficie annua da riqualificare dall’attuale 1% al 3% e sono in sintonia con le indicazioni della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo approvate in questo mese di settembre (quota annua di riqualificazione del 2,9% tra il 2020 e il 2030).

 

Gli obiettivi di deep renovation richiedono anche la creazione di strumenti di finanziamento evoluti rispetto alle attuali proposte, che ne garantiscano una sostenibilità economica. I meccanismi di finanziamento dovrebbero trovare le modalità per soddisfare le diverse esigenze della domanda e per risolvere la criticità degli incapienti garantendo la “portabilità” delle detrazioni nei confronti del mondo bancario o in seconda battuta delle utilities. L’incentivazione finanziaria dovrebbe essere accompagnata anche da un’adeguata semplificazione amministrativa eliminando le difficoltà che l’utente e l’operatore medio ha per accedervi.

 

Considerando che la media europea del tempo di ritorno dell’investimento di riqualificazione spinta di un edificio è pari a circa 30 anni, è necessario trovare dei meccanismi di garanzia dei risultati attesi di :

  • miglioramento della qualità della vita, che corrisponde ad una maggiore valorizzazione degli immobili;
  • riduzione dei costi di esercizio, correlati all’efficientamento energetico e di uso delle risorse;
  • durabilità delle opere di riqualificazione e mantenimento nel tempo delle loro prestazioni.

Per investimenti di così lunga durata, e di rilevante impegno tecnico e economico, è fondamentale anche attivare strumenti di controllo del raggiungimento del risultato quali:

  • i protocolli di certificazione di sostenibilità energetico-ambientale, che consentono di guidare la progettazione degli interventi integrati e misurarne l’impatto.
  • I sistemi di monitoraggio dei consumi, per verificare la costante performance nel tempo.

 

È a nostro parere determinante lo stimolo e l’attivazione di meccanismi di garanzia della qualità delle opere di riqualificazione, anche in termini di capacità di mantenere le performance nel tempo.

 

Il documento completo redatto da GBC Italia e presentato ai Ministeri competenti è scaricabile qui.