Lantschner Norbert


Azienda proponente
Maggioli Spa



Classe IX

Categoria di statuto
Enti, agenzie di ricerca e formazione pubblici e privati e Start up



Territorio di appartenenza
CENTRO/SUD: Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna, Campania, Calabria, Sicilia, Basilicata, Puglia

 

Intervista a Norbert Lantschner 
tratto dall'articolo "Candidato al consiglio d’indirizzo GBC, Lantschner: creare il cambiamento, partendo dall’esistente" di EdilTecnico
 

"Che importanza dobbiamo dare alla crisi climatica?

La temperatura sulla terra è aumentata a ritmi incontrollabili, principalmente a causa della continua crescita delle emissioni di gas a effetto serra: biossido di carbonio, metano e protossido di azoto. Il noto climatologo James Hansen Giorno ci dice che ogni giorno emettiamo in atmosfera una quantità di energia sotto forma di CO2 che equivale all’esplosione di 400mila bombe atomiche tipo Hiroshima. Tutto questo ha drasticamente cambiato le condizioni climatiche, è evidente. Non alteriamo solo il clima di oggi, ma stiamo cambiando anche il futuro anteriore della Terra, con conseguenze potenzialmente disastrose per i prossimi 100.000 anni. Probabilmente ci troviamo di fronte al più grande esperimento che l’uomo abbia affrontato nella storia e le risposte che daremo potrebbero determinare il nostro futuro. Se non agiamo in fretta, rischiamo un autogoal letale.

E come rispondere in modo appropriato?

La Conferenza sul clima di Parigi, siglata a dicembre 2015 da 195 Paesi (con l’UE, per una volta presente con un’unica voce) ha stabilito che l’innalzamento della temperatura deve rimanere “ben al di sotto dei 2 gradi centigradi”, sforzandosi di stare a +1,5. Per centrare l’obiettivo, le emissioni devono cominciare a calare dal 2020. A tal proposito il tema della riqualificazione del patrimonio edilizio è certamente lo sforzo più importante che il nostro Paese, così come l’intera Europa, sia chiamato a fare.
 

Qual è il suo concetto di sostenibilità?

Il termine sostenibilità oggi è molto inflazionato. A mio parere significa trovare l’equilibrio tra le esigenze dell’uomo, le risorse e la ricaduta sull’ambiente. In quest’ottica  dobbiamo decidere se vogliamo fare parte del problema o della soluzione. Dobbiamo diventare più intelligenti e responsabili, e quindi “sostenibili”, nell’uso delle risorse, soprattutto quelle di origine fossile.
 

Leggi anche Prestazione energetica degli edifici storici: è in vigore la norma UNI. Da dove partire per il cambiamento?

In termini nazionali, la riqualificazione del patrimonio edilizio rappresenta certamente la più grande e incisiva risposta che l’Italia possa dare al tema del riscaldamento globale. Rendere efficiente un parco immobiliare obsoleto e altamente energivoro è una sfida enorme, ma non impossibile. Abbiamo già a disposizione una ricca offerta di tecnologie, sistemi, materiali ed elementi per ricondurre “alla ragione” il fabbisogno energetico degli edifici peraltro con importanti risparmi sulle bollette oltre che grandi benefici per l’ambiente. Importante è riconoscere la priorità di una profonda riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare. Si tratta innanzitutto di realizzare campagne di comunicazione che rendano comprensibili al pubblico gli obiettivi di riduzione dei gas serra e, al contempo, tracciare una via – condivisa e trasparente – che consenta a tutti di aver ben chiari l’iter, i vantaggi economici, le metodologie e le tecniche da utilizzare per la riqualificazione della propria unità abitativa.

Va evidenziata la dimensione della vetustà degli edifici: nel 2013 il patrimonio immobiliare residenziale e commerciale europeo è stato stimato in 233 milioni di edifici. Il 75% di questi è a uso residenziale ed è stata costruito prima del 1990, quindi con criteri prestazionali che non rispettano certo gli attuali standard energetici e di resilienza. Nello specifico in Italia, il patrimonio immobiliare da riqualificare ammonta a circa 20 milioni di edifici ed è il più vecchio d’Europa, dopo quello tedesco.
 

Il ruolo di GBC Italia?

Secondo me il GBC deve assumere il ruolo di leadership per l’edilizia sostenibile e essere l’interlocutore per il governo e le istituzioni. Ma trattandosi principalmente di una sfida culturale GBC deve rivitalizzare – chiamiamola – la piazza dell’edilizia con una puntata strategia di comunicazione e sensibilizzazione coinvolgendo tutti gli attori della filiera.

Un detto dalle mie parti lo esprime bene: con le lamentele e le critiche non si costruiscono i mulini a vento. Dobbiamo creare la nuova cultura, applicando quello che siamo in grado di fare oggi pensando al domani.

È questo il motivo per cui ho accetto l’invito di candidarmi per il consiglio d’indirizzo del GBC Italia. Credo che dobbiamo mettere velocemente al centro gli interessi della comunità, superando l’egocentrismo. Anche nel GBC dobbiamo impegnarci, in squadra, per poter accelerare il cambiamento per un mondo più sostenibile."